CMV contratto in gravidanza?

Caro Dottore,

le chiedo un consulto e un appoggio per la situazione in cui mi trovo. Sono una donna di 32 anni e sono alla 28^ settimana di gravidanza (la prima). Non ho potuto essere seguita sempre dallo stesso ginecologo per motivi di trasferimento di lavoro e di conseguenza di medico. Il fatto è il seguente: a settembre 2002 ho eseguito tra i vari esami ematici anche il citomegalovirus IGG e IGM (rispettivamente con i seguenti valori 207.8, e dai riferimenti POS, e 0.689 dai riferimenti POS per 0.089). Non mi è stato più consigliato di ripetere l'esame tant'è che non sapevo neanche di averlo effettuato. Ora ho appena terminato una visita dalla Ginecologa, alla quale ho richiesto di effettuare questo esame, riscorrendo le analisi già fatte mi ha riferito di averlo già effettuato, però vista la diversità dei parametri nei risultati delle analisi (qui nelle Marche pare che adottino il POS e il NEG e non valori numerici) le è sembrato strano che il valore IGM fosse comunque superiore al valore di riferimento. Mi sono spaventata a morte e ancora lo sono. La prego mi aiuti a capire se effettivamente posso averlo contratto in gravidanza o meno. Anche perché dall'ecografia effettuata alla 21^ settimana mi è stato detto che il feto sta bene e che viste le misure leggermente più piccole del normale potrebbe essere una bambina (aveva il cordone ombelicale tra le gambe!!) ma nulla più. Ora leggendo tutto ciò che riguarda questo virus sono terrorizzata al solo pensiero di averlo contratto e di essere stata mal seguita dal ginecologo. La prego mi risponda al più presto. Grazie

Gentile signora Deborah.

Purtroppo la diagnosi di malattia da CMV è resa complessa dall’elevata frequenza d’escrezione asintomatica e dalla presenza d’infezioni riattivate, con sviluppo d’IgM anti- CMV. Inutile e pericoloso è negare la possibilità che lei abbia contratto il virus in gravidanza. In ogni modo anche se così fosse, spesso il feto non subisce alcun danno. Per tranquillizzarla penso sia necessario un attento monitoraggio ecografico dello sviluppo del feto in utero, con particolare riguardo al distretto cefalico ed, eventualmente, esame sierologico del liquido amniotico. Alla nascita, poi, accurati controlli neurologici, continuati per i primi quattro o cinque anni, poiché spesso i danni sono tardivi. Cordiali saluti ed auguri.