Gravidanza extrauterina, sintomi e conseguenze

Gravidanza extrauterina, sintomi e conseguenze

Una gravidanza extrauterina o ectopica, come dice il nome, è una gestazione che si impianta in una sede anomala, cioè all’esterno dell’utero.

Si verifica quando, dopo la fecondazione, l’ovulo non si annida correttamente nella parete uterina ma, appunto, in una sede diversa. La fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo avviene di norma all’interno di una delle due tube di Falloppio. Dopodiché, lo zigote (la cellula che si origina dalla fusione tra spermatozoo e ovulo) comincia a moltiplicarsi e si sposta dalla tuba verso l’utero, dove poi, al termine di uno spostamento che dura circa una settimana, si innesta sulla parete uterina.

In cosa consiste una gravidanza extrauterina

In alcuni casi il processo di spostamento dello zigote non avviene nel modo corretto e l’embrione appena formato si annida in una sede anomala e non all’interno dell’utero. Nella maggior parte dei casi (il 98%) l’annidamento si verifica all’interno di una tuba ma può avvenire anche sul collo dell’utero (in questo caso si parla di gravidanza ectopica intrauterina) oppure in un ovaio.

Eccezionalmente, durante la sua migrazione verso l’utero, l’embrione può “cadere” all’interno della cavità addominale e insediarsi lì (gravidanza addominale). In tutti i casi si parla di gravidanza ectopica, e, salvo rarissime eccezioni, non può essere portata a termine.

I sintomi della gravidanza extrauterina

Nelle gravidanze extrauterine i livelli di Beta hCG (l’ormone caratteristico della gravidanza) nel sangue aumentano più lentamente del normale (di solito raddoppiano ogni 48-72 ore nelle prime settimane di gravidanza) ma di solito occorre comunque un esame ecografico per accertare la situazione.

Ma quali sono i sintomi di una gravidanza extrauterina? Innanzitutto non sempre una gravidanza extrauterina si accompagna a sintomi particolari. È possibile che una donna riceva la diagnosi senza alcun preavviso, nel corso dei normali controlli di routine a cui si sottopongono tutte le gestanti all’inizio della gravidanza. Il test di gravidanza, inoltre, è positivo anche in caso di gravidanza extrauterina, per cui in una primissima fase la donna non si accorge dell’anomalia.

I sintomi, eventualmente, compaiono nelle settimane successive, in media tra quarta e la dodicesima: possono riscontrarsi dolore addominale, di solito più intenso da un lato (in corrispondenza della tuba dove si è annidato l’embrione), sanguinamento vaginale, dolore o fastidio nella minzione o nell’evacuazione. Si possono avvertire anche dolori alla spalla, causati forse da un’irritazione del diaframma dovuta alla presenza di sangue nella cavità addominale.

Le cause della gravidanza extrauterina

Le cause della gravidanza extrauterina non sono del tutto chiare. In una percentuale di casi che può arrivare al 50% l’impianto anomalo dipende da problemi pregressi alle tube, che possono rendere più difficile il passaggio dell’embrione fino all’utero. Problemi di questo tipo possono essere causati da malattie come l’endometriosi, da interventi chirurgici precedenti (come la legatura delle tube o la successiva riapertura), o dalla presenza di una spirale anticoncezionale che non è riuscita a impedire la fecondazione.

Anche il fumo e l’età materna superiore ai 35 anni rappresentano elementi che possono aumentare il rischio di una gravidanza extrauterina. Le donne che ne hanno già avuta una hanno poi una probabilità maggiore nell’incorrere nello stesso problema anche in gravidanze successive, soprattutto se non hanno ancora avuto figli.

Le conseguenze della gravidanza extrauterina

Se la diagnosi di gravidanza extrauterina avviene tardivamente, l’embrione può crescere all’interno della tuba fino al punto da romperla. In questo caso i sintomi comprendono dolore molto forte all’addome, emorragia, malessere generale, mancamenti e pallore. In presenza di tali sintomi è fondamentale ricorrere a cure ospedaliere urgenti.

Se la diagnosi non è troppo tardiva e non si verifica la rottura di una tuba la gravidanza extrauterina non comporta rischi particolari per la donna e può non compromettere la fertilità futura. Le possibilità di sopravvivenza dell’embrione, invece, sono prossime allo zero. Allo stato attuale, infatti, non esiste la possibilità di intervenire per spostare l’embrione all’interno dell’utero. Quando è possibile (nel caso cioè di gravidanza in fase precoce, assenza di sintomi, tuba integra) si interviene somministrando un farmaco che interrompe la gravidanza e permette di salvaguardare l’apertura delle tube.

Se la cura farmacologica non è possibile si procede invece per via chirurgica, rimuovendo l’embrione prima che diventi troppo grande e rischi di danneggiare la tuba. Se c’è stato già un danno a carico della tuba stessa potrebbe essere necessario rimuoverla, mettendo a rischio la fertilità futura della paziente. La ripresa completa dopo un intervento può durare diverse settimane e può avere anche effetti psicologici a carico della donna da non sottovalutare.