Gli effetti della sactosalpinge su gravidanza e fertilità

Quando una (o entrambe) le tube di Falloppio a seguito dell'accumulo di liquido si ostruiscono e si deformano si parla di sactosalpinge, una condizione spesso asintomatica ma che impedisce (o complica) la ricerca di una gravidanza. Ecco cosa c'è da sapere.

L’apparato riproduttivo femminile si compone di diversi organi: la vagina, la vulva, l’ovaio, l’utero e le tube di Falloppio. Queste sono note anche con il nome di salpingi e da qui deriva il nome di sactosalpinge a indicare uno dei disturbi che può interessare questo organo.

Le salpingi sono due organi cavi e simmetrici della lunghezza di circa 15 centimetri e un diametro di 3 millimetri che collegano l’utero alle ovaio. Più che una semplice struttura anatomica di collegamento le tube di Falloppio sono il luogo all’interno del quale avviene il concepimento e, quindi, la formazione dell’embrione. Per questo motivo rappresentano un elemento fondamentale per la fertilità femminile e, di conseguenza, sull’inizio e la possibilità di una gravidanza.

Anche le salpingi possono subire delle alterazioni e dei disturbi e la sactosalpinge (nota anche come idrosalpinge) è una di quelle che, nelle forme più gravi, può compromettere la fertilità femminile e determinare una condizione di sterilità tubarica.

Sactosalpinge: cos’è?

Propriamente la sactosalpinge è l’accumulo di liquido sieroso all’interno di una (o entrambe) le tube che ne provoca l’occlusione e la deformazione.

Una condizione di questo tipo si verifica quando l’estremità più esterna della tuba si ostruisce a seguito di un fenomeno infettivo. Questo provoca l’ispessimento delle pareti della tuba che si gonfia e si riempie di edemi e, probabilmente con il passare degli anni, vi è la perdita della muscolatura con la conseguente deformazione e riempimento di liquido sieroso.

Le forme lievi di sactosalpinge non causano problemi alla fertilità, che invece diventano maggiori nelle forme più gravi, nelle quali il concepimento per vie naturali diventa quasi impossibile. Questo perché la presenza del liquido nelle tube provoca un gocciolamento nella cavità uterina, responsabile di un’infiammazione che influisce negativamente sull’attecchimento dell’embrione.

Le cause della sactosalpinge

Sono diverse la cause che possono provocare l’idrosalpinge. Generalmente l’origine è un’infezione (come quelle a trasmissione sessuale) che colpisce una o entrambe le tube, ma anche l’atrofia o la presenza di aderenze dell’endometriosi possono avere questa conseguenza.

La sactosalpinge può verificarsi anche in conseguenza di un intervento chirurgico alle tube o all’utero che possono provocare delle aderenze pelviche, così come essere l’effetto di un parto molto difficoltoso o di un aborto.

Sintomi e diagnosi

Generalmente la sactosalpinge è una condizione che non causa alcun tipo di sintomo. Per questo motivo è spesso ignota e conosciuta solamente a seguito di approfondimenti diagnostici per scoprire le cause dell’infertilità. L’esame di riferimento è l’isterosalpingografia, una particolare radiografia che utilizza un mezzo di contrasto tramite il quale ottenere informazioni sia sulla presenza o meno di ostruzione che sulla morfologia delle tube.

Raramente lo svolgimento dell’isterosalpingografia può essere risolutiva nel liberare l’ostruzione, grazie alla pressione esercitata dal liquido di contrasto inserito all’interno.

Nelle forme più gravi, invece, la sactosalpinge può causare dolori nella zona pelvica, specialmente durante o al termine dei rapporti sessuali e in concomitanza con le mestruazioni.

Sactosalpinge e gravidanza

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Fonte: iStock

Alla luce di quanto detto, è possibile intuire come la sactosalpinge sia una condizione che determina una serie di meccanismi avversi sulla possibilità di ottenere una gravidanza.

L’azione infiammatoria sull’endometrio, l’ostruzione causata dal liquido sieroso e l’infiammazione provocata sull’utero rappresentano un ostacolo per la fertilità e la possibilità di ottenere una gravidanza. Nelle forme monolaterali la possibilità, seppur ridotta, di concepimento per vie naturali c’è, mentre è impossibile nelle forme bilaterali. Inoltre vi è un significativo aumento dell’abortività nelle donne che si sottopongono, per cercare una gravidanza, a tecniche di fecondazione assistita.

Oltre a non consentire all’embrione il passaggio verso l’utero (o condizionandone negativamente l’impianto) la sactosalpinge può aumentare il rischio di una gravidanza ectopica con l’impianto che avviene all’interno di una delle tube (quindi fuori dall’ambiente uterino, l’unico possibile per la crescita) che rappresenta non solo la certezza dell’impossibilità della sopravvivenza dell’embrione, ma anche un grave pericolo per la donna.

Il trattamento per la sactosalpinge

La gestione della sactosalpinge dipende dalla presenza e la gravità dei sintomi e la volontà di ricercare una gravidanza. Nelle donne che soffrono di dolori acuti l’unica soluzione possibile è il ricorso alla salpingectomia, ovvero la rimozione della tuba di Falloppio danneggiata tramite intervento chirurgico in laparoscopia o la sua occlusione chirurgica.

Questo ovviamente riduce e compromette i livelli di fertilità per eventuali futuri tentativi di ricercare una gravidanza. Per ottenere una gravidanza, invece, l’unico rimedio possibile è il ricorso alla fecondazione in vitro in quanto l’impianto dell’embrione viene effettuato direttamente in utero senza passare attraverso le tube di Falloppio. In alcuni casi l’intervento chirurgico su una delle salpingi può essere la scelta migliore anche per le donne che sono alla ricerca di una gravidanza.

Il ricorso alla salpingectomia è necessario anche nelle donne che cercano una gravidanza e che hanno una forma di sactosalpinge bilaterale. Il liquido idrosalpingeo, infatti, ha un’azione tossica sui meccanismi che determinano l’impianto dell’embrione all’interno dell’utero, motivo per cui anche una fecondazione avvenuta in laboratorio non consentirebbe il trasferimento degli embrioni per l’impossibilità che questi si impiantino determinando di fatto un aborto certo.

Articolo originale pubblicato il 12 ottobre 2022

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