Isterosalpingografia, l'esame che interroga le tube di Falloppio sulla fertilità

Tra le cause di infertilità femminile ci sono tutte quelle condizioni a carico della morfologia delle tube di Falloppio e dell'utero. La isterosalpingografia è l'esame indicato per diagnosticarle.

Il mondo dell’infertilità, sia maschile che femminile, contempla un insieme di cause e fattori che possono condizionare il concepimento (la formazione dell’embrione) o l’impianto (il suo attecchimento all’interno dell’utero) e, quindi, compromettere l’inizio della gravidanza.

È quindi fondamentale poter contare su diagnosi approfondite volte all’individuazione delle cause dell’infertilità in modo, laddove possibile, di poterle trattare e curare o valutare percorsi alternativi di procreazione assistita.

Cos’è l’isterosalpingografia?

L’isterosalpingografia è quindi una delle indagini strumentali, precisamente un esame radiologico, finalizzato alla valutazione della morfologia e della presenza di patologie a carico delle tube di Falloppio o dell’utero.

A cosa serve l’isterosalpingografia?

A cosa serve Isterosalpingografia
Fonte: iStock

L’isterosalpingografia (HSG) è un esame che consente di valutare le anomalie a carico delle tube di Falloppio e dell’utero. Tra le più comuni e diffuse cause di infertilità femminile, infatti, troviamo le alterazioni tubariche e le patologie uterine che, insieme alle alterazioni ormonali, l’età e le malattie genetiche o sistemiche costituiscono il quadro completo dei fattori responsabili dell’infertilità.

Esistono diverse anomalie tanto nella morfologia delle tube di Falloppio così come le alterazioni strutturali a carico dell’utero. Nel primo caso si tratta di quel complesso di condizioni che creano un danno alle tube di Falloppio; rientrano in questo campo le infezioni pelviche (come la clamidia), l’endometriosi, le malformazioni congenite e gli esiti di precedenti interventi chirurgici a livello addominale.

Per quel che riguarda le alterazioni a carico dell’utero è possibile distinguere tra quelle congenite e quelle acquisite. Tra le prime ci sono l’utero setto o l’utero bicorne, mentre tra quelle acquisite le cicatrici, i miomi o i polipi. Oltre a essere responsabili dell’infertilità femminile queste alterazioni uterine aumentano anche il rischio di aborto spontaneo.

Spesso l’isterosalpingografia viene eseguita anche dopo un intervento di sterilizzazione delle tube di Falloppio per verificare che sono state completamente bloccate.

Isterosalpingografia: come si effettua

L’indagine viene effettuata tramite l’infusione di soluzione salina (o altro mezzo di contrasto) attraverso un catetere intrauterino monouso o tramite una cannula cervicale che viene inserito nella vagina e nel canale cervicale. In questo modo il liquido di contrasto riempie le tube di Falloppio e l’utero consentendo, tramite l’apposita strumentazione, di individuare le dimensioni, le forme e le caratteristiche delle strutture di questi due organi.

Grazie a questa tecnica è possibile ottenere importanti informazioni anche da come il liquido si muove prima di riempire la cavità uterina e le tube di Falloppio.

L’esame non è particolarmente invasivo e dura pochi minuti, ma in alcuni casi può essere praticata un’anestesia locale per ridurne il fastidio. Durante l’esame può essere necessario cambiare posizione. Il liquido viene poi assorbito dal corpo nelle ore successive il termine dell’esame.

L’isterosalpingografia viene eseguita preferibilmente prima dell’ovulazione e dopo il ciclo mestruale quando l’endometrio è più sottile. L’esame non richiede particolari preparazioni; solo in alcuni casi il medico può prescrivere l’assunzione di un antidolorifico o un antibiotico.

I risultati dell’isterosalpingografia

L’indagine eseguita tramite isterosalpingografia consente di ottenere informazioni sulla morfologia principalmente delle tube di Falloppio, ma anche dell’utero. Questo esame consente di rivelare la presenza di ostruzioni delle tube (a una o entrambe), salpingite istmica nodosa, polipi, idrosalpinge e aderenze peritubali.

In alcuni casi è stato rilevato un aumento delle probabilità di concepimento dopo aver eseguito un’isterosalpingografia in quanto il passaggio del liquido di contrasto può avere determinato la riapertura della tuba ostruita. È un fenomeno noto con il nome di tubal flushing grazie al quale vi è una sorta di “pulizia” delle tube di Falloppio.

Laddove l’isterosalpingografia evidenziasse l’ostruzione di una singola tuba di Falloppio è comunque possibile ottenere una gravidanza per vie naturali. Se entrambe le tube sono bloccate, invece, è necessario il ricorso a un intervento chirurgico che rimuova l’ostruzione. Questo non sempre è risolutivo per l’ottenimento di una gravidanza e come ulteriore possibilità c’è il ricorso alle tecniche di fecondazione assistita, come l’ICSI e la FIVET.

Isterosalpingografia: ci sono conseguenze?

Di per sè l’isterosalpingografia non è un esame pericoloso o invasivo, ma può essere associato a dolore pelvico sia durante che dopo l’esame. Come tutti gli esami di questo tipo, per quanto non comune, c’è sempre il rischio di reazione allergica al liquido di contrasto, di infezioni pelviche o lesioni all’utero.

Questo è un esame che non può essere eseguito, visto l’utilizzo di radiazioni, durante un’infezione pelvica (e ovviamente neanche durante una gravidanza) e neanche in caso di sanguinamento durante l’esame.

Tra le principali alternative dell’isterosalpingografia ci sono la laparoscopia (la procedura chirurgica per la diagnosi per lo studio della cavità addominale), l’isteroscopia (che consente però la visione solo dell’utero e non delle tube di Falloppio), la sonoisterografia (anch’essa limitata all’indagine della sola cavità uterina) e la sonoisterosalpingografia (una tecnica che utilizza gli ultrasuoni e una soluzione salina).

Articolo originale pubblicato il 11 marzo 2022

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