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Verità o leggenda: un decalogo sul latte materno

È possibile che una conoscenza più approfondita del valore del latte umano e dell’allattamento al seno stimoli cambiamenti nel sistema sanitario e nella politica? È possibile che le nuove scoperte cambino il nostro modo di affrontare l’allattamento al seno e l’alimentazione del neonato in ospedale, nel reparto neonatale, sul luogo di lavoro e in pubblico? Il 7 e l’8 aprile a Firenze il XII Simposio Internazionale sull’allattamento al seno e sulla lattazione vedrà riuniti alcuni dei principali ricercatori mondiali nel campo del latte umano e dell’allattamento al seno, che presenteranno nuove ricerche sul latte umano e sulle sue caratteristiche uniche e insostituibili per favorire il benessere di bambini, madri, famiglie e società.

Ecco una guida in 10 punti per sfatare alcuni miti e confermare alcune verità sul latte umano.

1. L’allattamento al seno può prevenire la morte per tumore di 25.000 bambini ogni anno.

REALTÀ. Ogni anno, circa 100.000 bambini al di sotto dei 15 anni muoiono a causa di un tumore. Il 40% delle forme tumorali di questi bambini è rappresentato da leucemia o linfoma, e l’allattamento al seno può ridurre del 64% il rischio di sviluppare queste due forme tumorali infantili. Il latte materno è associato anche a una significativa riduzione del rischio di tumore alla mammella per le madri che allattano al seno. La Prof.ssa Catharina Svanborg ha dedicato 15 anni di ricerca alla scoperta delle proprietà antitumorali del latte umano fornite dall’HAMLET, un complesso molecolare straordinario: la ricercatrice sostiene che è possibile che HAMLET svolga un ruolo nella protezione del latte umano contro 40 forme tumorali.

2. L’80% dei bambini di tutto il mondo viene allattato esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita.

LEGGENDA. Solo il 40% dei neonati viene allattato esclusivamente al seno, soprattutto perché il sostegno alla lattazione non è disponibile nelle prime ore decisive dopo la nascita. Al convegno, la dott.ssa Diane Spatz presenterà alcune strategie comprovate, volte a migliorare l’utilizzo del latte umano e le percentuali di allattamento al seno, e modulate in base a contesti con risorse scarse, medie e abbondanti.

3. Mediante la pastorizzazione Holder, il latte donato viene trattato delicatamente, affinché conservi tutte le sue proprietà bioattive essenziali.

LEGGENDA. La pastorizzazione Holder prevede il riscaldamento del latte a 62,5°C per 30 minuti, distruggendo numerose proprietà nutrizionali e bioattive presenti nel latte umano. Il Dott. Guido Moro, uno dei massimi esperti sui temi del latte umano donato, descriverà un metodo alternativo di pastorizzazione che è in grado di favorire la conservazione delle proprietà del latte umano.

4. Il latte umano e il latte di mucca hanno all’incirca lo stesso numero di oligosaccaridi (zuccheri).

LEGGENDA. Fino ad oggi, gli scienziati hanno identificato all’incirca 40 oligosaccaridi nel latte di mucca e oltre 200 oligosaccaridi nel latte umano (HMO, human milk oligosaccharide). Gli HMO fungono da prebiotici, favoriscono la digestione, distruggono i batteri intestinali nocivi e attivano il sistema immunitario del neonato. Al convegno, la Prof.ssa Associata Katie Hinde illustrerà le differenze sostanziali esistenti tra il latte proveniente da mammiferi diversi.

5. Il latte umano è solo una fonte di nutrimento per il neonato in fase di crescita. Il latte in polvere può sostituirlo facilmente con gli stessi ingredienti.

LEGGENDA. Il latte umano non apporta solo nutrimento, ma anche componenti bioattivi complessi che favoriscono la crescita e lo sviluppo del neonato. Nel latte in polvere è presente solo una parte di questi componenti. Il Prof. Bo Lönnerdal, relatore del convegno, spiegherà come le proteine del latte umano, in particolare, abbiano proprietà bioattive uniche che guidano e supportano lo sviluppo del neonato.

6. La struttura cranio-facciale dei piccoli neonati prematuri è morbida e questi neonati non sono abbastanza sviluppati per attaccarsi al seno, pertanto obbligarli all’allattamento al seno può portare a una malformazione permanente della struttura cranio-facciale.

LEGGENDA. Aiutare un piccolo neonato prematuro a sviluppare in maniera graduale la forza del vuoto e il coordinamento di suzione-deglutizione-respirazione per poter essere allattato al seno può favorire lo sviluppo della sua struttura cranio-facciale mediante un percorso più normale e salutare. La Prof.ssa Associata Donna Geddes, relatrice del convegno, descriverà il grande impatto benefico che l’allattamento al seno può avere sullo sviluppo cerebrale e cranio-facciale del neonato prematuro.

7. L’improvviso collasso del neonato durante le prime ore e i primi giorni successivi al parto è stato indicato quale motivazione per ritardare il contatto pelle a pelle tra madri e neonati nel reparto maternità e in quello neonatale.

REALTÀ. Il contatto pelle a pelle tra madre e neonato durante le prime due ore di vita è fondamentale per favorire il legame, lo sviluppo e la crescita del neonato. Il Dott. Riccardo Davanzo illustrerà e condividerà il protocollo messo a punto per garantire il supporto e la supervisione nei confronti di madri e neonati per un contatto sicuro pelle a pelle.

8. Molte tabelle di riferimento di crescita del neonato si basano ancora su neonati alimentati con latte in polvere, che crescono in maniera diversa rispetto ai neonati nutriti con latte umano.

REALTÀ. I neonati alimentati con latte umano crescono effettivamente in maniera diversa rispetto ai neonati alimentati con latte in polvere. Il Prof. Luigi Corvaglia, relatore del convegno, spiegherà invece perché i nuovi parametri di crescita e sviluppo neonatale dovrebbero basarsi sull’alimentazione con latte umano, anziché sull’alimentazione con latte in polvere.

9. Spesso ai genitori di neonati prematuri viene negata la possibilità di visitarli nel reparto neonatale. La conseguenza è un tasso inferiore di allattamento al seno, risultati di crescita inferiori e insicurezza da parte dei genitori nell’assistenza del neonato a casa.

REALTÀ. Integrare il contatto e l’assistenza genitoriale nel programma neonatale insegna ai genitori come prendersi cura al meglio dei propri bambini vulnerabili. Il Prof. Shoo Lee, studioso del convegno, condividerà il modello di assistenza familiare integrata, che già in tre Paesi – Canada, Australia e Nuova Zelanda – ha dimostrato di portare a tassi di allattamento al seno più elevati, a un miglior sviluppo del neonato e a stress e preoccupazioni minori per i genitori.

10. Il Regno Unito potrebbe risparmiare 30,1 milioni di sterline in costi di assistenza sanitaria diretta ogni anno, fornendo latte umano a ogni popolazione annuale di neonati prematuri.

REALTÀ. Sebbene solo il 10% della popolazione annuale di neonati nasca prematura, il trattamento ospedaliero dei neonati prematuri costituisce il 50% del totale dei costi di assistenza sanitaria a favore dei neonati. La ricerca “Il valore economico in termini sanitari dell’allattamento al seno per i neonati prematuri” dimostra l’importanza dei benefici derivanti dall’alimentazione con latte umano dei neonati prematuri sia per il sistema sanitario che per l’economia nazionale.

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