Può un neonato confondere il seno materno con la tettarella del ciuccio e, soprattutto, quella del biberon? Sembrerebbe di sì ed è quanto sostenuto dalla cosiddetta teoria della nipple conflusion, che può essere letteralmente tradotta proprio con confusione del capezzolo.

Va subito precisato che si tratta di una teoria ampiamente dibattuta che, sebbene trovi ampia diffusione tra i professionisti del settore, trova anche della confusione (tanto per rimanere in tema) sulle posizioni contrastanti espresse dagli organismi internazionali.

Come evidenziato in una recensione che esamina articoli che confutano e supportano la nipple confusion, infatti, da una parte c’è la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che indica che i bambini allattati al seno non dovrebbero ricevere tettarelle artificiali, dall’altra enti come l’American Academy of Pediatric sottolineano come l’utilizzo del ciuccio possa essere utile per ridurre il rischio della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS).

Come si devono comportare i genitori? Proviamo a chiarire la questione individuando le strategie migliori per risolvere questa confusione nel neonato.

Cosa significa nipple confusion?

Nelle Raccomandazioni sull’allattamento materno per i nati a termine, di peso appropriato, sani della Società Italiana di Neonatologia (SIN) la nipple confusion viene definita come quella teoria per cui “i ciucci e le tettarelle del biberon possono interferire con l’allattamento naturale”. Questo avverrebbe perché le tettarelle artificiali ridurrebbero il tempo che il bambino dedicherebbe nel nutrirsi al seno e ritardando una dinamica orale corretta e la tecnica di suzione.

Il sito WebMD precisa che esistono due tipologie di nipple confusion: la prima è quella che si verifica nei neonati che hanno difficoltà ad attaccarsi al seno dopo l’introduzione del ciuccio o del biberon; la seconda è quella che può interessare i bambini più grandi che, spontaneamente, iniziano a preferire un biberon rispetto al seno.

Le cause della “confusione del capezzolo”

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Fonte: iStock

La ragione per cui un bambino potrebbe sperimentare la nipple confusion (e non è detto che ciò accada in quanto spesso è un problema che non si verifica) è legata ai diversi meccanismi di suzione che egli deve adottare per prendere il latte dal seno o dal biberon.

Già a partire dalla tredicesima-quattordicesima settimana di gestazione, il feto sviluppa una pratica di suzione e deglutizione che è molto diversa rispetto a quella che dovrà utilizzare per alimentarsi al seno. Può quindi capitare che l’uso del ciuccio e della tettarella possa mantenere attiva la pratica di suzione-deglutizione non nutritiva (quella che sperimentava all’interno dell’utero.)

Conseguenze e rischi

L’incapacità di utilizzare indistintamente le due tecniche di suzione-deglutizione (quella al seno e quella al biberon) può generare problemi tanto per il bambino quanto per la mamma. Il piccolo può fare fatica ad attaccarsi al seno, piangere mentre mangia, avere un ridotto apporto di nutrienti a seguito di un’alimentazione non tranquilla come dovrebbe. Per la donna c’è il rischio di una riduzione nella produzione di latte e la formazione di un ingorgo mammario.

Come risolvere la nipple confusion?

Nello studio che abbiamo citato all’inizio, viene indicato come la nipple confusion sia più un rischio legato all’utilizzo del biberon e non del ciuccio. Per prevenire questa confusione la La Leche League International suggerisce di attendere che l’allattamento al seno sia consolidato e una pratica ormai acquisita dal bambino prima di introdurre il biberon. Generalmente è sufficiente attendere qualche settimana, ma nel caso in cui si rendesse necessaria l’integrazione con latte artificiale (o l’utilizzo del biberon contenente latte materno estratto manualmente) è preferibile utilizzare una tazza, un cucchiaio, una siringa o un sistema di allattamento supplementare.

Altri consigli utili sono legati al dedicare tempo e cura al contatto pelle a pelle durante le poppate provando ad anticipare l’attaccamento al seno prima che il bambino dia segnali di avere fame. Può rivelarsi utile anche l’adozione della posizione verticale del bambino durante l’allattamento al seno. Tenendo il piccolo con la pancia contro la pancia della mamma, con l’orecchio in linea con i suoi fianchi e la testa leggermente inclinata all’indietro, infatti, il bambino avrà la bocca spalancata e riuscirà a coprire una porzione maggiore di areola.

Può rivelarsi valido anche massaggiare il seno per estrarre un po’ di latte prima di attaccare il bambino in modo che egli possa immediatamente percepire il beneficio ed essere invogliato a insistere nella suzione. Anche l’utilizzo di un paracapezzolo o di una tettarella a flusso lento può aiutare in quanto offrono al bambino quel giusto compromesso tra la sensazione più solida della tettarella artificiale senza rinunciare alla pratica dell’allattamento al seno.

In tutti i casi l’indicazione della Società Italiana di Neonatologia è quello di evitare, salvo casi particolari che ne giustifichino il ricorso, l’uso di ciucci e tettarelle artificiali nei primi giorni di vita del bambino all’interno dei reparti di maternità.

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  • Allattamento