I tipi di tiralatte e come scegliere quello più adatto - GravidanzaOnLine

Come scegliere il tiralatte migliore (con 5 consigli per conservare il latte)

A volte può essere necessario estrarre il latte dal seno materno per le poppate successive: uno strumento utile per l'operazione è il tiralatte. Ecco come scegliere tra i diversi tipi.

Può essere un valido aiuto per la mamma che non può allattare il bambino quando lo richiede, oppure per garantire al neonato la corretta quantità di latte se la suzione, da sola, non pare sufficiente: il tiralatte serve per estrarre il latte dal seno materno e poterlo così conservare per utilizzi successivi.

Non ne esiste un solo tipo e il suo utilizzo dipende dalla necessità della mamma e del bambino: vediamo quali sono le caratteristiche principali del tiralatte, che “sostituisce”, anche se temporaneamente, l’allattamento al seno esclusivo, che viene detto così allattamento misto.

Tiralatte, cos’è e a cosa serve

Il tiralatte è uno strumento che consente di “pompare” il latte dal seno materno (avendo cura di effettuare l’operazione con le mani ben pulite) e di raccoglierlo all’interno di un contenitore sterile per somministrarlo poi al neonato. Non tutte le mamme hanno bisogno di un tiralatte: c’è chi estrae il latte manualmente, chi invece allatta al seno ogni volta che il bambino lo richiede.

Ci sono però casi in cui la produzione di latte diminuisce, ad esempio a causa di stress e fatica, ed estrarlo regolarmente può aiutare il ritorno ad un quantitativo “normale”. Anche la necessità della mamma di allontanarsi per alcune ore può rendere utile avere a disposizione un tiralatte per estrarre e conservare il latte materno per la poppata.

I diversi tipi di tiralatte

tiralatte-manuale

A seconda delle diverse necessità della mamma e del bambino può essere utile l’acquisto di un tiralatte: ma quale? In linea generale i tiralatte si dividono in due diversi tipi: quello manuale e quello elettrico. Entrambi sono sempre più studiati per “abbracciare” il seno della mamma e garantire il maggiore comfort possibile, anche se possono risultare comunque fastidiosi.

I tiralatte hanno una forma pensata per riprodurre in modo fedele la suzione del bambino, così da ridurre al minimo il disagio per la donna. Con l’utilizzo del tiralatte, che sia manuale oppure elettrico, il capezzolo viene stimolato e di conseguenza la produzione di latte aumenta e rimane costante.

Il tiralatte manuale

Si tratta di uno strumento utile nel caso in cui l’estrazione “meccanica” del latte dal seno sia solo occasionale e non frequente. Si trasporta con facilità perché è piccolo e leggero, ma l’estrazione del latte è più lenta. Il tiralatte manuale consente di estrarre il latte quando la mamma deve allontanarsi temporaneamente dal bambino, è pratico da trasportare, più piccolo di un tiralatte elettrico e più leggero.

Si compone di una pompetta che assorbe il latte dal seno e lo trasferisce all’interno del contenitore. Su Amazon ci sono diversi tipi di tiralatte manuale tra cui è possibile scegliere: li trovate cliccando qui.

Il tiralatte elettrico

Se il tiralatte manuale è indicato per le donne che ne fanno un utilizzo saltuario, qualora fosse necessario estrarre il latte dal seno con maggiore frequenza è consigliabile usare un tiralatte elettrico: su Amazon sono presenti diverse tipologie di tiralatte elettrico, le trovate cliccando qui. Il principio è lo stesso di quelli manuali, ma lo strumento è dotato di un motore che estrae il latte meccanicamente.

Tra i diversi modelli di tiralatte automatici in commercio ci sono quelli che hanno una pompa sola oppure due. I più accessoriati hanno una pompa di drenaggio e controllo dell’aspirazione, oltre a offrire la possibilità di regolare i diversi livelli di intensità e, in alcuni casi, effettuano anche un “massaggio” al seno durante l’estrazione. Alcuni modelli possono essere ricaricati anche tramite usb, per garantire la maggiore portabilità possibile.

Come conservare il latte materno

Una volta estratto il latte è maggiormente sottoposto agli agenti patogeni e può “andare a male” facilmente. Per questo è utile seguire alcuni accorgimenti per il suo consumo ottimale:

  1. Il latte estratto dal seno materno può essere conservato a temperatura ambiente per 4-7 ore circa (senza esporlo alla luce diretta del sole, che potrebbe favorire la prolificazione di batteri).
  2. In frigorifero, e sempre in un contenitore pulito, può essere conservato invece fino a un massimo di 72 ore: un lasso di tempo che consente di garantire l’alimentazione del neonato anche quando la mamma deve allontanarsi.
  3. Il latte materno si può anche congelare, entro 24 ore dall’estrazione, e si può consumare entro 6 mesi. Una volta scongelato il latte non si può ricongelare e va consumato entro un paio di ore.
  4. Il latte si può scaldare immergendo il contenitore in acqua tiepida, mentre è sconsigliato l’utilizzo del forno a microonde.
  5. La temperatura a cui il latte va servito al bambino non dovrebbe superare quella del corpo della mamma, ed essere inferiore ai 40 gradi.
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