Cosa sognano i neonati? Il ruolo essenziale dei sogni per la mente

Il ruolo essenziale dei sogni nella costruzione della memoria del neonato. Cosa sognano i bambini nei primi momenti della loro vita e come si sviluppa l'attività onirica con l'età? Le differenze con gli adulti e come interpretare i comportamenti durante il sonno.

Cosa sognano i neonati? Una domanda, questa, che spesso i neogenitori si pongono riguardo il loro bebè. Il mondo onirico è sempre stato un universo dove aleggia mistero misto a psicologia, dove la parte inconscia di ogni essere umano trova il suo “sfogo” per analizzare accadimenti della vita quotidiana e stati d’animo repressi.

Ma quando si tratta di un neonato, la questione prende un’altra forma e la curiosità su cosa e come sognano i bambini diventa molto più complessa. Studi sui neonati hanno dimostrato che essi cominciano a sognare non appena ricevono i primi stimoli dal mondo esterno e questo avviene già durante la gravidanza.

Il feto all’interno del grembo materno percepisce suoni, intonazioni della voce materna, sensazioni tattili, olfattive e gustative legate alla mamma. Si è giunti alla conclusione che l’attività onirica di un neonato che dorme 18 ore è quantificabile in una media di 6-8 ore. In ultima analisi, cosa sognano i neonati?

Il comportamento dei neonati quando sognano

A differenza di un adulto, il quale quando sogna piomba in uno stato “catatonico-paralizzante”, il neonato quando sogna ha un comportamento molto diverso. Manca, in questo caso, la mobilità assoluta osservata nell’adulto. Quindi, quando si vede un bebè muoversi e agitarsi durante il sonno, sta sognando.

Infatti, un bimbo che sogna risulterà agli occhi della mamma e del papà come in uno stato di agitazione, con le gambe e le braccia che si muovono continuamente, le mani che si chiudono e si aprono e, a volte, anche brevi pianti soffocati. Questa condizione “agitata”, è chiamata pavor nocturnus, ovvero uno stato di paura notturna della quale i neonati non presentano tracce al risveglio.

Comportamenti, questi, che possono preoccupare i neogenitori ma che, in realtà, sono del tutto normali in un neonato.

I bambini hanno 3 fasi di sonno distinguibili:

  1. leggero;
  2. profondo;
  3. attivo o meglio noto come fase REM.

Nell’ultima fase (REM) il cervello dei lattanti presenta un’attività elettrica abbastanza simile a quella degli adulti, ma i loro muscoli non appaiono immobili. Inoltre, l’attività REM compare, come sopra accennato, già nel corso della vita fetale e durante gli ultimi mesi di gravidanza il feto trascorre circa due terzi del suo tempo sognando.

Sognare aiuta la mente dei neonati a crescere bene

Alcuni neuroscienziati sono arrivati alla conclusione, attraverso studi effettuati, come i sogni dei neonati agiscano in modo cruciale nella formazione della mente e nella fortificazione della memoria.

Nelle prime settimane di vita un neonato sogna mediamente 8-9 ore durante il sonno. Questo lungo periodo onirico svolgerebbe un ruolo fondamentale nella costruzione della memoria. Infatti, durante il sogno vengono rafforzate:

  • le memorie linguistiche;
  • i suoni che costituiscono nuove parole;
  • le immagini visive;
  • le associazioni tra esperienze diverse.

Dunque, i sogni generano una prima organizzazione della massa indistinta di informazioni che raggiungono il cervello del neonato durante il giorno, assumendo un importante ruolo biologico e psicologico nel normale sviluppo del bambino stesso.

Senza sogni non verrebbe costruita una mente fatta di apprendimenti ed esperienze importanti. La lenta diminuzione delle ore investite nel sogno che si ha dal momento della nascita sino ai 15 anni di età, corrisponde, infatti, al compiersi della formazione della mente adulta.

Cosa sognano i neonati?

Eccoci arrivati al punto focale: cosa sognano i neonati? Una domanda che ad oggi, i ricercatori e gli psicologi infantili non hanno ancora dato una risposta chiara. Ma, alcuni studi scientifici mostrano come l’attività onirica nei bambini sia essenziale per lo sviluppo psicofisico dei neonati.

I sogni in età infantile, così come specificato da Freud, sono all’inizio molto chiari, brevi e coerenti. Il loro contenuto è di solito trasparente, aumentando la loro complessità man mano che il bimbo cresce, fino ad arrivare, nella fascia d’eta 5-11 anni, al sogno tipico dell’attività onirica della persona adulta.
Se fino ai 2 anni di vita è difficile che il bambino riesca a spiegare cosa abbia sognato, a 3 anni, invece, inizia a raccontare i sogni anche se occasionalmente.
Secondo una ricerca condotta dallo psicologo David Foulkes (massimo esperto mondiale di sogni pediatrici) e dei suoi colleghi, i bambini all’età di 4 o 5 anni descrivono sogni che sono statici e semplici, senza personaggi che si muovono o agiscono, con poche emozioni e nessun ricordo.
Questi sogni possono anche svegliare il bambino durante la notte ma, mediamente, hanno uno scarso contenuto emotivo: riguardano principalmente animali o rappresentano i genitori sotto forma di animali. Spesso i bambini in questa fascia d’età sognano anche le proprie esigenze basiche come la necessità di bere o di mangiare.
Dopo i 5 anni di vita, i bambini acquisiscono anche la capacità di raccontare i loro sogni. Quindi, ascoltare al mattino l’esperienza onirica del bambino e spingerli a rappresentare i loro sogni, ad esempio con dei disegni, è sicuramente il modo più semplice per capire ancora più a fondo la psiche del proprio bimbo. Inoltre, disegnare i propri sogni e parlarne può risultare un gioco molto educativo.
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