Quali sono i più diffusi problemi neurologici del neonato? Con quali sintomi si manifestano e che tipo di cura e trattamento richiedono? Ne parliamo col Dottor Francesco Andolina, medico pediatra e neonatologo.

Problemi neurologici del neonato: le probabili cause

Le cause dei problemi del neonato a livello neurologico sono tantissime. Come ci spiega l’esperto, lo sviluppo del neonato avviene a partire dalle prime settimane della vita intrauterina e si completa nel corso del tempo nella vita post natale:

Lo sviluppo del cervello umano inizia nelle primissime fasi della vita embrionale, va avanti per tutta la gravidanza e si completa solamente intorno ai 30 anni di vita. Può essere influenzato da più fattori ed avere conseguenze in questo arco temporale.

Dottor Andolina, quali sono le cause più probabili dei problemi neurologici del neonato?

Innanzitutto possiamo distinguere tra cause congenite e cause acquisite. Le prime sono presenti già alla nascita e riguardano alterazioni nello sviluppo embrionale; le cause acquisite, invece, si verificano successivamente al momento della nascita.

I problemi neurologici più comuni nel neonato

Cause congenite

Tra le forme congenite ci sono le malformazioni congenite del sistema nervoso centrale:

Possono essere isolate o far parte di una sindrome polimalformativa, che riguarda non solo il sistema nervoso ma anche altri organi e apparati.

Cause acquisite

Se le cause sono acquisite, il problema neurologico si verifica successivamente alla nascita. Una delle più comuni è l’asfissia che avviene alla nascita:

L’asfissia perinatale è una delle cause più comuni di problemi neurologici del neonato; questi sono purtroppo piuttosto gravi perché il danno neurologico avviene in un cervello in via di sviluppo. Un bambino che viene rianimato, nei casi più gravi, va incontro a problemi neurologici dovuti a un’emorragia cerebrale o a un infarto.

Dal momento che nel neonato o nel bambino il sistema nervoso è ancora in via di sviluppo, le conseguenze spesso sono gravi. Come spiega il Dottor Andolina, le cause dell’asfissia dopo la nascita possono essere le più disparate, ad esempio:

Ma quali sono le altre cause di complicazioni neurologiche?

Ci sono le infezioni contratte dal bambino, come le encefaliti o le meningoencefaliti; oppure alcune infezioni contratte dalla mamma in gravidanza, come la toxoplasmosi, causata dal Toxoplasma gondii, o la rosolia.

Poi c’è l’encefalopatia iperbilirubinemica o Kernittero, una malattia oggi molto rara; quando i livelli di bilirubina superano i livelli soglia, questa sostanza può passare a livello dell’encefalo e sviluppare danni cerebrali.

Esistono poi le alterazioni di elettroliti, come sodio e potassio, che possono verificarsi nei bambini e provocare problemi neurologici. Altre alterazioni sono quelle del metabolismo, per esempio l’ipoglicemia o l’ipotiroidismo congenito.

Si possono ancora ricordare i neonati figli di madre epilettica, che possono riportare danni neurologici. Infine, a causare questo tipo di danni possono essere farmaci antidepressivi o sostanze stupefacenti, per cui si determina la sindrome di astinenza del neonato. Durante la gravidanza, infatti, il feto assume le stesse sostanze della mamma, e alla nascita questo flusso si interrompe, il neonato va in astinenza dalla sostanza assunta dalla madre stessa con conseguente sintomatologia neurologica (lo stesso avviene con l’abuso di alcol e la conseguente sindrome alcolica fetale).

I sintomi dei problemi neurologici nel neonato

Dottor Andolina, come si manifestano i principali problemi neurologici nel neonato? Quali sono i sintomi?

I sintomi possono essere presenti già alla nascita, all’esame obiettivo del neonato, oppure si manifestano successivamente nei primi mesi o nei primi anni di vita. Tra quelli che si manifestano alla nascita ci sono le alterazioni dei riflessi neonatali (riflessi arcaici che con la crescita tendono a scomparire). Si tratta, per esempio, del riflesso di Moro, quello di suzione, di prensione palmare o plantare. Se questi riflessi sono alterati possono far sospettare la presenza di una patologia neurologica: la loro assenza, in particolare, ci indirizza verso questo tipo di problemi.

Un’altra importante spia è l’alterazione del tono muscolare, che può essere una perdita (ipotonia) o un aumento (ipertonia). Anche la presenza di tremori può essere segno di una patologia neurologica; ci sono, naturalmente, tremori benigni legati a freddo, ma anche quelli connessi ad ipoglicemia o a un problema neurologico più importante. Un altro sintomo è la postura anomala del neonato (inarcamento della colonna, etc.). Infine, si ricordano alcuni segnali più importanti come le convulsioni (nel caso di asfissia), la comparsa di crisi epilettiche, fino all’espressione più importante, che è l’alterazione dello stato di coscienza (il neonato in coma).

Trattamento e cura

Come valutiamo i sintomi e la presenza di problemi neurologici nel neonato?

Innanzitutto bisogna fare un’anamnesi: parlare coi genitori, studiare la storia della famiglia (se ci sono disturbi neurologici o sindromi malformative in famiglia), la storia della gravidanza (se sono stati assunti farmaci, sostanze, se sono state contratte infezioni). Si domanda se la madre nel corso della gravidanza sentiva il bambino muoversi poco; la riduzione dei movimenti fetali, infatti, potrebbe indicare un problema neurologico, o se il neonato alla nascita è stato rianimato.

Come spiega l’esperto, dopo l’anamnesi si procede alla visita attraverso un esame neurologico e la valutazione di quei segnali che rappresentano un campanello d’allarme, come riflessi e postura:

Quando ci si rende conto che si tratta di un problema neurologico bisogna fare innanzitutto un’ecografia cerebrale; poi bisogna verificare se ci sono segni di asfissia (alterazioni nel flusso cerebrale), o infezioni congenite. Se l’ecografia mette in evidenza alterazioni o danni possiamo fare un elettroencefalogramma e alcuni esami di laboratorio per valutare l’eventuale presenza di infezioni, ormoni tiroidei, o effettuare indagini a livello di metabolismo. La risonanza magnetica ci dice poi con certezza e precisione se c’è un danno cerebrale acquisito o una malformazione (se c’è una lesione e di che tipo è).

Come dobbiamo interpretare i dati?

Questi dati vanno seguiti nel corso del tempo dal pediatra e dal neuropsichiatra infantile; è fondamentale che i bambini vadano seguiti progressivamente nel tempo: il follow-up può durare tutta la vita (per esempio, nei casi di malformazioni).

Quali sono le capacità di recupero e la possibilità di guarigione dei neonati?

Il cervello dei neonati è caratterizzato da una grande plasticità perché deve ancora svilupparsi e per questo ha grandi capacità di recupero. Ovviamente bisogna intervenire sulla causa scatenante (nel caso di una meningoencefalite, per esempio, si farà un trattamento antibiotico). Se non possiamo trattare la causa è possibile fare un follow-up, cioè seguire il bambino nel corso del tempo con interventi di riabilitazione come la fisioterapia, che lo aiuterà ad acquisire determinate capacità.

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