Michelle Obama, l'aborto e la fecondazione in vitro - GravidanzaOnLine

Michelle Obama: “Ho avuto un aborto, mi sono sentita sola e persa”

L'ex first lady racconta, in un libro e in un'intervista, l'esperienza di un aborto e la scelta di ricorrere alla fecondazione in vitro.

Un aborto spontaneo, il dolore e la solitudine “perché è una cosa molto comune ma di cui non si parla”, poi la scelta di ricorrere alla fecondazione assistita per avere le sue due figlie, Malia e Sasha: Michelle Obama racconta, nel libro autobiografico Becoming, alcuni dei momenti più privati della sua vita e del dietro le quinte di una famiglia osservata da tutto il mondo.

L’ex first lady, moglie di Barak Obama, ha ripercorso alcuni dei passaggi del suo libro in un’intervista all’emittente statunitense Abc. Tra i momenti più intimi l’esperienza di un aborto spontaneo, a 10 settimane di gravidanza:

Mi sono sentita persa e sola, come se avessi fallito. All’epoca non sapevo quanto fosse comune l’aborto, perché non se ne parla. Ci chiudiamo nel nostro dolore pensando che in qualche modo siamo “rotti”.

Con l’aiuto di trattamenti per l’infertilità gli Obama hanno poi avuto entrambe le loro figlie, Malia, di 20 anni e Sasha di 17.

L’orologio biologico – ha sottolineato Michelle – esiste davvero, perché la nostra produzione di ovuli è limitata, ora lo so. Allora avevo 34-35 anni e abbiamo dovuto fare la fecondazione in vitro. Non condividere la verità sui nostri corpi, su come funzionano e come non funzionano, penso sia una delle cose peggiori che possiamo fare noi donne.

michelle e barak obama
Foto: getty images

Nel libro e nell’intervista alla Abc Michelle Obama ha parlato anche delle crisi con il marito, e della scelta di rivolgersi a un consulente matrimoniale per ricevere aiuto in un momento di particolare difficoltà.

Ho deciso di condividere anche questo passaggio della nostra vita pensando soprattutto alle persone più giovani, che pensano che essere sposati sia facile, ma non lo è. Quello che ho imparato è che la mia felicità dipende da me, così ho iniziato a lavorarci su di più, ho iniziato a chiedere aiuto, non solo a Barak ma ad altre persone, ho smesso di sentirmi colpevole. Molte coppie giovani combattono e pensano che sia colpa loro e che ci sia qualcosa di sbagliato in loro, guardano a noi e dicono “che coppia fenomenale sono gli Obama, quanto si amano”. Ma noi lavoriamo sul nostro matrimonio e siamo stati aiutati quando ne abbiamo avuto bisogno”.

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