Non sempre l’amore materno è a prima vista : è quello che accade a molte donne quando stringono tra le braccia il proprio bebè per la prima volta. Chi ha detto che l’amore scoppia non appena si poggia il pargoletto al seno? Può di certo capitare di non provare quel sentimento travolgente appena si è partorito e non c’è nulla di male.

Solo che quando succede (e quasi ogni neomamma ha questa sensazione) i sensi di colpa, il disagio e il sentirsi inadeguate possono diventare molto forti perché si è cresciute in una società che “pretende” che la madre provi determinati sentimenti a prescindere. Subentra così quel timore di non essere all’altezza, di non essere una buona madre. Ma così non è, perché l’amore anche in questi casi, così come in tutte le relazioni umane profonde, deve nascere e svilupparsi giorno dopo giorno.

Amore materno e il mito da sfatare: non sempre è a prima vista

Quando si è in dolce attesa la donna è circondata da persone che le suggeriscono quando sarà emozionante e stupendo il momento in cui si avrà tra le braccia il proprio bambino. Un amore materno che non conosce confini né limiti. Ma poi succede qualcosa di inaspettato: si ha tra le braccia il neonato e tutto quell’amore decantato nei nove mesi precedenti non c’è.

Il primo pensiero in questi casi è uno solo e accomuna molte donne alla loro prima esperienza di parto: “Cosa c’è che non va?” “Sono una cattiva mamma?”.

Non tutte le madri provano quella sensazione di amore a prima vista di cui tanto si sente parlare durante la gravidanza. Un mito che, molto spesso, cozza con la realtà e che ha delle basi scientifiche.

Infatti, tutto dipenderebbe dalle endorfine rilasciate dal corpo durante il travaglio per far fronte al dolore del parto e che provocano uno sballo euforico, migliorando il legame madre-bambino subito dopo la nascita. Ma, quando le endorfine dopo il parto vengono meno, avviene l’esatto opposto: ovvero si sperimenta una sensazione di tristezza, sbalzi ormonali e sentimenti negativi che colpiscono circa il 70-80% delle neomamme.

L’impossibilità di provare quell’amore materno non rende una donna una cattiva mamma

Quando la mamma non riesce a essere felice dopo il parto, la connotazione psicologica che si da a tale stato è nota agli specialisti con il termine: baby bluesche, se non presa in tempo, può sfociare in depressione post parto e stati d’ansia.

C’è da specificare che il baby blues in genera migliora entro le prime due settimane dopo la nascita del bebè. E per tale motivo, la donna che appena partorito non prova quell’amore materno che tutti si aspettano non deve assolutamente considerarsi una mamma di serie B o una cattiva madre.

Spesso, le neomamme hanno difficoltà a uscirne perché sono subissate da messaggi su come dovrebbero sentirsi dopo la nascita dei propri figli. Messaggi propagandistici mentre si cammina per la strada che spiegano come l’amore della mamma sia favoloso sin dal primo sguardo con il bebè, oppure, dalla suocera o dalle zie che, involontariamente, decantano la beltà dell’essere mamme e di quell’amore incondizionato che si prova sin da subito.

Non sempre però è così, molte madri hanno subito parti complicati, dolorosi, post partum difficili e allattamento al seno frustranti e hanno bisogno di tempo per ritrovare la giusta serenità del corpo e della mente.

L’amore prima o poi arriverà, ecco come affrontare l’attesa

Una cosa è certa, prima o poi arriverà quell’attimo in cui ogni madre si innamora follemente del proprio bambino, è indiscusso questo sentimento viscerale che lega inevitabilmente ogni madre al proprio bimbo. L’unica cosa da sapere è che questo arriverà con i propri tempi che, per ogni donna, sono diversi.

Intanto, nell’attesa, si può comunque rafforzare il legame madre-figlio con dei piccoli suggerimenti.

  • Contatto pelle a pelle. Nota anche come kangaroo mother care (ovvero la cura del canguro) non solo ha dei benefici per la salute della mamma e del bambino ma rafforza il legame tra loro. Basterà spogliare il neonato e poggiarlo sul proprio petto nudo. Si potrà fare anche subito dopo l’allattamento al seno. La vicinanza aiuterà a sentire la mamma e il bebè più in sintonia l’uno con l’altro favorendo sensazioni di affetto.
  • Stabilire un contatto visivo. Anche se la vista di un neonato non è chiara prima dei 3 mesi di età, la maggior di essi ama guardare le persone da vicino anche nelle prime settimane di vita. Quindi, guardare in faccia il proprio bimbo mantenendo il contatto visivo per qualche secondo aiuta a creare un legame forte nel tempo.
  • Creare una routine speciale. Avere una routine nel rapporto con il bambino è fondamentale per consolidare il sentimento materno. Cantare sempre la stessa canzoncina durante il cambio del pannolino o sedersi sulla stessa sedia durante l’allattamento al seno, rafforzerà il rapporto tra madre e figlio.

Infine, non giudicarsi mai se non si provano all’istante i sentimenti materni. Sapere che si sta facendo il possibile e aspettare che l’amore sopraggiunga con i suoi tempi è essenziale per vivere serenamente un nuovo affetto, anche quello per un figlio.

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