Bonding neonatale, come favorirlo? L'abbiamo chiesto all'ostetrica

Le prime due ore di vita del bebè sono preziose per favorire il bonding neonatale. Scopriamo attraverso la video intervista all'ostetrica cos'è e come sviluppare la tecnica pelle a pelle tra genitore e figlio.

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Il bonding neonatale, ovvero il contatto pelle a pelle tra un genitore e un neonato è ritenuto da studiosi e dottori una pratica fondamentale da mettere in atto subito dopo il parto cesareo e il parto naturale.

Il contatto skin to skin tra padre/madre e figlio nelle prime ore dopo la nascita porta notevoli benefici (ai neogenitori e bebè) da un punto di vista sia psicologico, sia fisico. Importantissimo anche il bonding neonatale paterno, il contatto del neonato con la figura paterna nei primissimi momenti di vita diventa poi fondamentale se la mamma è impossibilitata a farlo negli istanti successi al parto.

In questa video intervista, la Dottoressa Paola Prandini, ostetrica presso INANNA Studio di arte Ostetrica a Brescia, spiega come favorire tale processo e come supportarlo, aiutando le neomamme e i neopapà a capire come comportarsi nelle prime fasi del contatto con il proprio bambino.

Come spiegato dall’ostetrica, il bonding neonatale attiva nei genitori la capacità di rispondere ai bisogni del proprio bimbo. Da qui, la necessità di incentivare tale pratica e renderla più accessibile a tutti i genitori, in modo particolare per i papà poiché porta a favorire e a rafforzare velocemente l’istinto paterno dell’uomo verso il bebè.

Scopriamo, dalle parole della Dottoressa, cosa accade dalle prime 2 ore di osservazione in sala parto, momento fondamentale per iniziare la pratica del bonding neonatale, sino alle dimissioni dall’ospedale.

Articolo originale pubblicato il 30 agosto 2021

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