Depressione prenatale e post partum influiscono sul rapporto madre-figlio

Come influisce la depressione materna sullo sviluppo del rapporto tra madre e figlio? Uno studio psicologico ha analizzato 131 donne in gravidanza affette da disturbi depressivi più o meno gravi.

Un team di ricercatori del Maudsley Biomedical Research Center (BRC) hanno esaminato se e come la depressione prenatale e quella post partum influiscano nello sviluppo del rapporto madre-figlio.

La ricerca, finanziata dal National Institute for Health Research (NIHR) è stata pubblicata sulla rivista scientifica dell’Università di Cambridge BJPsych Open. Scopriamo i risultati ottenuti e come gli stati depressivi della mamma possono modificare la relazione con il proprio bambino.

Depressione prenatale e post partum, come influiscono sul rapporto madre-figlio, i dati

Lo studio ha utilizzato un campione di 131 donne in stato interessante suddivise in 3 gruppi differenti:

  • donne sane senza patologie pregresse di depressione;
  • donne con depressione clinicamente evidente in gravidanza;
  • donne con una storia di depressione precedente ma con gravidanze sane;

Il team di psicologi ha esaminato la qualità delle interazioni madre-figlio a 8 settimane e a 12 mesi dopo l’avvenuto parto. I risultati hanno mostrato:

  • 51 madri sane senza depressione attuale o passata;
  • 52 madri con depressione;
  • 28 madri con una storia di depressione ma nessuna diagnosi attuale.

I dati mostrano che sia a 8 settimane di vita del bebè sia a 12 mesi, i bambini nati da madri con depressione attuale e in anamnesi, hanno mostrato una ridotta qualità dell’interazione madre-bimbo.

Nello specifico:

  • a 8 settimane: il 62% nel gruppo di madri con depressione prenatale e il 56% nel gruppo di madri con episodi passati di depressione hanno ottenuto un punteggio basso nella qualità della relazione, dove sono raccomandati interventi terapeutici, rispetto la 37 % nel gruppo sano;
  • dalle 8 settimane ai 12 mesi: i 3 gruppi sono tutti migliorati nella qualità dell’interazione. Questo indica, secondo i ricercatori, che con il tempo il rapporto qualitativo tra madri e figli può diventare maggiormente equilibrato e in sintonia.
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Depressione materna e rapporto con i figli, lo svolgimento dello studio

Il rapporto tra madri e figli è stato valutato dagli studiosi utilizzando un apposito indice: il Crittenden Child-Adult Relationship Experimental-Index, volto a valutare la “sincronia diadica”, ovvero la qualità della relazione nel suo complesso.

I ricercatori hanno filmato le mamme per 3 minuti durante le loro interazioni con i propri neonati sia a 8 settimane di vita, sia a 12 mesi dopo la nascita. Così facendo, gli scienziati hanno potuto valutare le reazioni delle madri che giocavano con i rispettivi bimbi analizzando 7 aspetti del comportamento:

  1. espressione facciale;
  2. espressione vocale;
  3. posizione e contatto del corpo;
  4. affetto e eccitazione;
  5. contingenze a turno;
  6. controllo;
  7. scelta dell’attività.
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Cosa mostrano i risultati dello studio?

La Dott.ssa Rebecca Bind, autrice principale e ricercatrice associata presso l’Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience, King’s College London, ha affermato in merito ai risultati inerenti la ricerca sulla depressione materna:

I nostri risultati suggeriscono che i professionisti della salute mentale perinatale dovrebbero offrire supporto non solo alle donne con depressione prenatale, ma anche alle donne in gravidanza donne con una storia di depressione, in quanto potrebbero anche essere a rischio di difficoltà di interazione.

La ricerca futura dovrebbe cercare di capire perché una storia di depressione, nonostante un periodo perinatale sano, possa avere un impatto sullo sviluppo della relazione.

Dello stesso parere anche un altro autore dello studio esaminato, il Prof. in psichiatria Carmine Pariante, il quale ha dichiarato:

Raccomandiamo che gli operatori sanitari forniscano alle donne incinte a rischio di difficoltà di interazione esempi di comportamenti di caregiver positivi e modi per coinvolgere i loro bambini e comprendere i loro bisogni.

Il tutto potrebbe essere incorporato nei corsi di genitorialità e nascita, nonché visite mediche. Suggeriamo che gli interventi che possono aiutare l’interazione madre-bambino dovrebbero essere resi più disponibili, come per esempio dei feedback video, in cui un medico e una madre discutono quali comportamenti funzionano meglio per coinvolgere e confortare il bambino, e attività strutturate madre-bambino, come l’arte e gruppi di canto. Questo è particolarmente importante perché sappiamo che i primi anni sono vitali per la salute mentale e il benessere futuro sia della mamma sia del bimbo.

Costruire un rapporto genitori e figli sano, sia con la mamma ma anche con il papà non è semplice ma, avere delle “regole positive” da seguire, renderebbe tutto il percorso meno impetuoso e più semplice da affrontare, specie in una situazione come quella storica che stiamo attraversando dove, a causa della pandemia da Covid-19, l’ansia, lo stress e la depressione post partum colpiscono non solo le mamme ma anche i neopapà.

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