Genitori e figli: le regole guida per avere un rapporto sano

Cosa rende un genitore un buon genitore? Rispondere a questa domanda è solo il principio base per creare un rapporto sano tra genitori e figli. Ecco i consigli da mettere in pratica per riuscirci.

Essere genitori è il lavoro più duro che possa esserci e il rapporto tra genitori e figli non sempre è così facile da impostare. Spesso molte mamme e molti papà commettono involontariamente degli errori con i propri bambini che vanno a inficiare le basi di un rapporto sano e stimolante.

Ma nulla è perduto e con molta pazienza e la voglia di modificare in meglio, la genitorialità può essere vista come un obiettivo che aiuta non solo il bimbo ma anche l’intera famiglia a crescere ed espandersi in una rete forte e consolidata. Cosa rende un genitore un buon genitore? Scopriamolo.

Genitori e figli: 5 consigli per un rapporto sano

Partiamo con il dire che il “buon genitore” è imperfetto, nessuno è perfetto con i propri figli così come i figli non sono perfetti. Questo concetto è estremamente importante seppur, spesso, sottovalutato da molti genitori, per impostare un sano rapporto genitori-figli.

Quindi, essere un buon genitore vuol dire principalmente sforzarsi di prendere le decisioni giuste nell’interesse del bambino senza ambire alla perfezione del ruolo genitoriale.

Stabilire degli standard elevati in prima battuta per se stessi e, secondariamente, per i figli, è un elemento imprescindibile per creare nel lungo periodo un legame stabile e duraturo. I 5 consigli che renderebbero il rapporto genitoriale qualitativamente superiore rappresentano una mini guida per mamma e papà che vogliono apprendere nuove capacità genitoriali.

1. Siate il modello da seguire

Sembra scontato? Ma non lo è, essere un modello da seguire per i figli è un ruolo importante che richiede costanza e pazienza ogni giorno. La specie umana è speciale anche perché impara per imitazione. I bambini, in questo sono molto bravi, osservano con molta attenzione tutto ciò che fanno i genitori, sono come una spugna che assorbe tutto ciò che li circonda, specie nei primi 5 anni di vita.

Quindi, se desiderate che vostro figlio sia la persona che volete che fosse da adulto, la prima cosa da fare è iniziare a rispettarlo, mostrandogli un comportamento e un atteggiamento positivi. Siate empatici nei confronti delle emozioni del bimbo. Solo così, vostro figlio seguirà l’esempio (giusto).

2. Mostrare l’amore attraverso l’azione

Capita molto spesso che l’amore incondizionato che un genitore prova verso suo figlio venga mostrato a quest’ultimo con attenzioni troppo materiali: regali, giochi e permessi per ogni tipo di richiesta che il bimbo esprime. Questo non è mostrare amore, ovviamente, tali azioni errate, portano solo all’amara conclusione di crescere un bimbo viziato. Come spiegato anche da Save the Children attraverso i consigli per costruire un sano rapporto genitori-figli:

I bambini hanno bisogno di regole, di un ambiente prevedibile, di sapere cosa devono aspettarsi da mamma e papà ma difficilmente comprenderanno le regole o coopereranno con voi genitori se sono agitati, scossi o arrabbiati.

Ecco che agire diversamente è necessario per il genitore. Mostrare amore al proprio bimbo con abbracci, coccole e il tempo per il gioco sono elementi che rendono il bimbo sereno e compreso. Inoltre, tali gesti d’amore possono innescare il rilascio di ormoni del benessere come l’ossitocina. Questi ormoni hanno la funzione di attivare un profondo senso di calma, calore emotivo e appagamento. Da questi il ​​bambino svilupperà resilienza e un rapporto più intimo e sano con il genitore.

3. Creare connessioni positive nel bambino

Come spiegato dall’American Psychological Association:

I bambini nascono con circa 100 miliardi di cellule cerebrali (neuroni) e relativamente con poche connessioni. Queste connessioni creano i nostri pensieri, guidano le nostre azioni, danno forma alla nostra personalità e fondamentalmente determinano chi siamo. Vengono creati, rafforzati e “scolpiti” attraverso le esperienze nelle nostre vite.

Per tale ragione, il genitore dovrà fare di tutto per offrire al proprio figlio solo delle esperienze positive. Cantare una canzone a squarciagola insieme al bimbo, ridere con lui/lei, trascorrere del tempo all’aria aperta parlando, sono solo alcune delle azioni che creeranno connessioni positive nel bambino.

Quando si tratta di disciplina, questo sembra più difficile da mettere in pratica rimanendo positivi. Ma è possibile farlo semplicemente evitando misure punitive che innescheranno, invece, connessioni negative nel piccolo.

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4. Aiutare il cervello del bimbo a integrarsi

Parlare con il bambino aiuterà il cervello del piccolo ad integrarsi con maggiore facilità. Questo vuol dire parlare con lui/lei e ascoltarlo attentamente.

Mantenendo una linea di comunicazione aperta, si avrà un rapporto migliore con il bambino e quando lui avrà un qualsiasi problema, andrà dai genitori a parlarne.

Ma alla base della comunicazione esiste anche un altro motivo: ovvero, con la parola il genitore aiuterà il figlio a integrare diverse parti del suo cervello. Quando queste parti del cervello sono integrate, possono funzionare armoniosamente nel suo insieme. Il risultato?

  • meno capricci;
  • comportamento più cooperativo;
  • maggiore empatia;
  • migliore benessere mentale.

Per una buona comunicazione non è necessario fornire al piccolo delle soluzioni ad un ipotetico problema, basta chiedere, invece, cosa è successo e come si è sentito. Queste semplici domande svilupperanno quella che si chiama: comunicazione sintonizzata.

5. Fare un passo indietro

Può capitare nel corso della vita di dubitare del proprio lavoro di genitore perdendo di vista gli obiettivi che si erano prefissati inizialmente.

Spesso la quotidianità, lo stress delle giornate e l’ansia dovuta dalla situazione nella quale il mondo ora sta vivendo a causa della pandemia da Covid-19, entrano nel nucleo familiare portando scompiglio e disequilibrio nel rapporto genitori e figli.

Nel loro libro, The Whole-Brian Child, gli autori, Daniel J. Siegel e Tina Payne Bryson spiegano:

Per non lasciare che la modalità sopravvivenza domini la tua vita, la prossima volta che ti senti arrabbiato o frustrato, fai un passo indietro. Pensa a cosa faranno rabbia e frustrazione per te o per tuo figlio.

Invece, trova dei modi per trasformare ogni esperienza negativa in un’opportunità di apprendimento per lui/lei.

Facendo questo non solo ti aiuterà a mantenere una prospettiva sana, ma stai anche lavorando su uno dei tuoi obiettivi primari nella genitorialità: costruire un buon rapporto con tuo figlio.

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  • Bambino (1-6 anni)