Nomi per bambini, le regole da seguire e i nomi vietati (e illegali!) in Italia

Posso chiamare mio figlio come me? Quali sono i nomi per bambini vietati in Italia? Facciamo il punto delle regole principali da tenere in considerazione prima di mettere giù la rosa dei nomi.

Scegliere il nome del proprio bambino è un passaggio fondamentale dell’essere genitori. Dando al piccolo nel pancione un nome si attesta la sua presenza, così che questa diventa più tangibile, più “vera”. E ovviamente permette anche di attivare una connessione tra mamma, papà e bebè ancor prima che questo venga al mondo. I nomi per bambini sono tantissimi: basta sbirciare i trend del 2021 e le scelte più diffuse nell’anno appena trascorso per rendersi conto di quali sono i preferiti dai genitori.

Nomi classici ed esotici, tradizionali e originali: c’è una varietà incredibile di possibilità. Che, spesso, finiscono anche nell’assurdo: il Telegraph, già nel 2020, confermava l’ascesa del trend dei bambini che i genitori avrebbero voluto chiamare con nomi ispirati alla pandemia. Covid, Corona, Coronavirus e persino Lockdown sono solo alcune delle opzioni che sono state decisamente negate dall’anagrafe di appartenenza.

Perché sì, sulla scelta dei nomi dei bambini non è solo il cuore a dire la sua: ci sono delle regole da seguire. Alcuni sono nomi vietati in Italia, altri sono passabili di analisi (e spesso poi vengono rigettati), altri non vengono ritenuti consoni o legali e dunque non accettati.

I nomi più diffusi in Italia nel 2020 e i trend del 2021

Nomi per bambini e bambine, le regole da conoscere e seguire in Italia

Prima di innamorarvi di un nome per bambino o bambina, conviene leggere qui: abbiamo raccolto le regole e le curiosità sui nomi più interessanti e utili per fare una scelta il più possibile equilibrata (e legale!).

Posso chiamare mio figlio come me?

No, perché per la legge italiana un bambino non può avere il nome del padre, della madre e di fratelli o sorelle viventi. Inoltre in Italia non è possibile aggiungere la dicitura JR accanto a nomi uguali di padre e figlio, dunque è vietato. Ci sono delle eccezioni: se il padre del bambino muore dopo il concepimento, oppure se un fratello o una sorella muoiono, è possibile dare al piccolo il loro stesso nome. Allo stesso modo non può essere usato il cognome come nome proprio.

Posso chiamare mio figlio maschio con un nome da femmina?

No, anche in questo caso è la legge che lo vieta. Sebbene con molti limiti rispetto all’identità di genere, soprattutto quando il bambino cresce e potrebbe non riconoscersi nel sesso biologico. Infatti il cambio di nome (con il dead name, ovvero il nome di nascita, che viene sostituito con uno nuovo) è uno dei passaggi fondamentali per le persone transgender o non-binary. Una rinascita, al pari di quella biologica e sessuale.

Quanti nomi posso dare a mio figlio?

Massimo tre nomi propri, che rispondano alle leggi vigenti in Italia sui nomi.

E i nomi stranieri?

I nomi stranieri sono assolutamente legali in Italia purché le lettere usate rientrino nell’alfabeto italiano. Essendo J, K, X, Y, W incluse, è possibile ampliare il ventaglio di nomi disponibili a diverse possibilità, purché non contengano caratteri vietati.

I nomi per bambini vietati (e perché lo sono)

Una curiosa ricerca su Google anticipa alcune delle richieste più curiosa da parte di alcuni genitori in fatto di nomi. Provate a scrivere “Posso chiamare mio figlio…”: i risultati suggeriti vanno da “Posso chiamare mio figlio Lucifero” a “Posso chiamare mio figlio Goku”. Senza entrare nel merito di nomi decisamente assurdi (giusto per completezza, Goku non è proprio un nome ammesso dall’anagrafe italiana) ci sono dei nomi che sono vietati che proprio non possono essere usati. Scopriamoli nel dettaglio:

  • il nome e il cognome di personaggi storici (Benito Mussolini, Adolf Hitler ecc. Possono essere usati ovviamente i nomi propri singolarmente, ovvero Adolfo e Benito);
  • nomi di colori: sui nomi per bambini ispirati ai colori sono stati sdoganati negli anni parecchi tabù. Celeste, Azzurra, Viola sono ormai diffusissimi. Su nomi di genere neutro come Blu e Verde ci sono state in passato diverse diatribe legali, perché appunto non riferibili in modo univoco al sesso del bambino;
  • nomi ridicoli o di fantasia: in questa categoria rientrano nomi di cartoni animati che non esistono, nomi che a tendere potrebbero ridicolizzare il bambino con grandi ripercussioni sul suo benessere psicologico;
  • nomi della letteratura: vale la regola dei personaggi storici. Non si può chiamare un figlio Dracula solo perché si apprezza il romanzo di Bram Stoker.
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