Neonati e altitudine: limiti e 6 consigli della pediatra - GravidanzaOnLine

Neonati e altitudine: i 6 consigli della pediatra per portarli in alta quota

Neonati e altitudine: cosa bisogna sapere? Sono tante le domande dei genitori, che vorrebbero far respirare aria più sana e pulita ai propri piccoli ma sempre in sicurezza. La pediatra Pilar Nannini ci svela alcuni importanti consigli per un’esperienza in montagna serena e piacevole.

Quando arriva un bambino in casa, mamma e papà non devono rinunciare a viaggiare. Con un po’ di organizzazione, le giuste accortezze e una serie di consigli utili, si potrà vivere una bella vacanza in famiglia. Per permettere ai piccoli, in particolar modo ai neonati, di respirare aria pulita, priva di smog e agenti inquinanti presenti in città, conviene spostarsi in montagna.

Neonati e altitudine: è davvero fattibile? Sì, e tutti potranno ristorarsi, vivere a contatto con la natura e mettere in pausa per un po’ la frenetica vita quotidiana. Ma cosa bisogna sapere?

Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Pilar Nannini, che, oltre a spiegarci i benefici della montagna per i bambini, ci ha ricordato i limiti da rispettare dandoci dei pratici e utili consigli per vivere appieno una bella esperienza in alta quota.

Neonati e altitudine: i benefici della montagna

Nei luoghi poco affollati e lontani dai centri abitati cittadini si respira aria più pulita. Ecco perché mamma e papà portano in montagna, durante la stagione calda ma anche in inverno.

Respirare aria pura, quindi non contaminata da agenti chimici e inquinanti, è il primo motivo per cui i genitori fanno la scelta in portare i neonati in montagna. E lo conferma anche la pediatra Nannini:

È importante fare attenzione al periodo dell’anno in cui si sceglie di portare i bimbi in alta quota. È preferibile evitare situazioni di sovraffollamento. Il riferimento è alle mete turistiche più frequentate per eccellenza, prese letteralmente d’assalto nei giorni di Capodanno e in genere durante le festività natalizie.

Un altro importante fattore da considerare è “la possibilità di fare il pieno di vitamina D. In genere i bimbi piccoli si portano al mare in estate e i genitori escono di casa più facilmente quando le temperature sono più piacevoli. In inverno, invece, le giornate sono più corte, senza dimenticare che il tempo (e a volte anche la volontà) spesso mancano. Eppure, ricorda la pediatra

L’accrescimento osseo e le difese immunitarie sono legate al corretto assorbimento di vitamina D. Esporre i neonati alla luce del sole, anche in inverno e in montagna, ma con le dovute accortezze, è estremamente importante, per permettere loro di assorbire tale vitamina.

Sebbene siano molto piccoli, aggiunge poi la dottoressa Nannini

I neonati potranno beneficiare anche di un buon apprendimento psicomotorio e sensoriale. Non sono ancora in grado, generalmente, di camminare, ma possono osservare e toccare con mano ciò che i genitori vorranno sottoporgli, per tastare davvero la natura circostante. In questo modo i lattanti scopriranno un altro nuovo mondo, ben diverso dalla propria casa e dalla città.

Neonati e altitudine: i limiti

La pediatra raccomanda quali sono i limiti da non superare per quanto riguarda l’altitudine:

Quando i bambini sono piccoli, soprattutto quando sono neonati, non bisogna superare i 1.800 – 2.000 metri di quota. In più bisogna “scalare” la montagna gradualmente, effettuando delle pause, per permettere al corpo di abituarsi e, soprattutto, adattarsi. Per raggiungere, ad esempio, proprio i 2.000 metri di quota, conviene fare una pausa di 3 giorni a metà strada, quindi attorno ai 1.000 metri. In questo modo l’organismo dei bebè riuscirà a far fronte alla minore concentrazione di ossigeno e produrre maggiormente globuli rossi.

Tutto questo vale se le condizioni respiratorie e cardiache del piccino sono nella norma, sottolinea ancora l’esperta:

Nel caso in cui il neonato presenti problematiche respiratorie e cardiache, prima di valutare l’ipotesi di un viaggio in alta quota, bisogna richiedere un consulto allo specialista del bimbo.

In ogni caso è importante ricordare che gli “sbalzi di quota” sono da evitare, anche quando il bambino supera i 2 anni di vita. Ad esempio, come ricorda la dottoressa Nannini

Andare in seggiovia e raggiungere in pochi minuti da 2.000 a 2.800 metri di quota non è assolutamente consigliato. Piuttosto conviene salire in montagna lentamente, ad esempio facendo passeggiate, sempre perché in questo modo il corpo si abituerà al cambio di ambiente e di altezza.

Ale

chiede:

Neonati e altitudine: i 6 consigli della pediatra

mamma e bambino

Per trascorrere una vacanza in famiglia in alta quota alla perfezione, rispettando sempre i limiti appena suggeriti, abbiamo chiesto dei suggerimenti utili e pratici alla nostra esperta. Ecco i 6 consigli della pediatra:

  1. Mettere sempre ai neonati in montagna una protezione solare e una crema protettiva per la cute esposta, così da evitare eventuali irritazioni da freddo e vento.
  2. Utilizzare gli occhiali da sole adatti per i bebè.
  3. Vestire i piccoli con un abbigliamento tecnico adeguato: maglia termica, calzamaglia e tuta o sacco imbottito, per tenerli al caldo. Inoltre, ricordarsi di coprire tutte le parti più esposte, quindi mani, piedi e testa, quest’ultima con un cappellino tecnico, che copra anche le orecchie ed eviti possibili otiti nei neonati.
  4. Portare il neonato in fascia o nel marsupio porta bebè, per beneficiare del contatto diretto e per evitare l’uso del passeggino, che può risultare scomodo su superfici non facili da percorrere e sulla neve.
  5. Usare il ciuccio o, nel caso in cui il bimbo sia in una fase di svezzamento ben avviata e abbia qualche dentino, dargli qualcosa da sgranocchiare, per evitare il barotrauma, ovvero il fastidio all’orecchio quando si sale in alta quota, che colpisce anche gli adulti.
  6. Recarsi in località di montagna abitate, dove è possibile raggiungere facilmente un centro di primo soccorso, in caso di necessità. Andare con i neonati in posti sperduti non è mai una buona idea.
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