A che età iniziano i sogni nei bambini? Spesso i genitori si domandano se i neonati sognano, cosa sognano; a volte quando dormono fanno delle smorfie con la faccia o producono dei suoni, piangono o si muovono nella culla. Cosa significa?

Ecco quali sono i sogni nei neonati e a cosa è dovuto un sonno agitato.

È vero che i neonati sognano?

Sui sogni dei neonati le opinioni contrastanti. Secondo lo psicologo David Foulkes, le persone confondono l’abilità dei bambini di percepire la realtà con quella di sognare: “Se un organismo mostra l’abilità di percepire la realtà, allora siamo subito pronti a pensare che può anche sognarla“, scrive Foulkes. Lui e altri neuroscienziati ritengono che i neonati siano senza sogni nei primi anni di vita, considerate le loro esperienze limitate e l’immaturità del loro cervello.

Altri scienziati concordano sul fatto che i neonati sognano. Uno studio, per esempio, mette in evidenza che la morte prematura del neonato può derivare dall’aver sognato la vita precedente, ossia dalla memoria di quando era un feto nella pancia della madre.

Sicuramente i neonati, come i bambini più grandi, di notte hanno un’intensa attività cerebrale e rielaborano le emozioni provate durante il giorno. Spesso quando dorme il neonato riproduce le sensazioni provate nello stato di veglia, sia quelle piacevoli sia quelle sgradevoli.

Un neonato di poche settimane può dormire fino a 18 ore ogni giorno e sognare per la metà del tempo. Quando dorme si possono infatti notare dei movimenti delle braccia e della bocca, delle espressioni del viso, dei pallori o dei rossori. Nel sonno il neonato mostra le proprie sensazioni ed emozioni, come se si esercitasse a rinforzare gli schemi da ripetere durante il giorno.

Diversi neuroscienziati pensano che i sogni occupano gran parte del sonno infantile proprio per mettere a punto quelle espressioni universali (come quelle delle emozioni) e i ricordi che derivano dalle esperienze vissute nel corso di una giornata.

Sognare consolida la memoria della lingua, i suoni che formano le parole, le immagini viste e le esperienze avute. Per quanto riguarda il contenuto dei sogni, non si può conoscere, perché i neonati non hanno ancora sviluppato il linguaggio; sono troppo piccoli per parlare e raccontare ciò che provano.

Cosa sogna un neonato?

Un neonato non distingue i sogni dalla vita reale. Solo più tardi negli anni riuscirà a farlo. I sogni hanno un loro percorso evolutivo: nella prima infanzia sono lineari e simili agli avvenimenti vissuti dai bambini, col passare del tempo divengono elaborati e ambigui.

I bambini più piccoli di 3 anni non hanno la capacità di narrare ciò che hanno sognato. Per questo motivo è difficile dire con certezza cosa sogna un bambino piccolo. Anche quando provano a raccontare i propri sogni, i bambini spesso mischiano e intrecciano l’immaginazione con la realtà senza nemmeno esserne consapevoli.

Per Freud, i sogni dell’infanzia sono brevi e trasparenti: hanno una loro coerenza. Riguardano principalmente il soddisfacimento di un desiderio avuto durante il giorno, o sono la riproduzione di ciò che è accaduto all’asilo o in famiglia. Soltanto a partire dai 5 anni i sogni acquistano la loro simbologia peculiare, e sono spesso misteriosi, incomprensibili o inspiegabili come quelli degli adulti.

I neonati possono avere pure degli incubi, anche se non ne conosciamo precisamente il contenuto perché non sanno raccontarlo. Spesso fanno sogni ricorrenti, che potrebbero indicare un disagio o malessere.

L’adulto dovrebbe aiutare il bambino a esprimersi, magari facendogli provare a disegnare il sogno o le sensazioni avute, senza mai deridere o sminuire l’angoscia dell’incubo. I genitori possono aiutare il bambino anche semplicemente ascoltando. Inoltre, è utile preparare il bambino a fare bei sogni vivendo serenamente il momento prima di andare a letto, magari con una ninna nanna.

Intorno ai 3 anni i bambini riferiscono di sogni occasionali. Sono sogni che fanno alzare il bambino, ma che non sono particolarmente ricchi dal punto di vista emotivo. A volte riguardano animali, oppure sono sogni in cui i propri genitori appaiono sotto forma di animali; indicano bisogni primari come la sete e la fame.

Sogni del bambino e sonno agitato

Dormire è essenziale per una crescita sana, di cui possono far parte anche momenti di difficoltà del sonno. La consapevolezza che il bambino ha di sé e del rapporto coi genitori, per esempio, può causare stati d’ansia che influenzano il sonno e possono provocargli incubi. D’altra parte, un sonno agitato può essere anche semplicemente dovuto a una giornata particolarmente ricca d’esperienze ed emozioni.

I neonati passano la maggior parte del tempo a dormire. Piano piano, crescendo, riescono a rimanere svegli più a lungo, mangiando, muovendosi e interagendo con la mamma e gli altri familiari. Alcuni stati d’ansia possono manifestarsi a partire dai 2 anni e provocare nei bambini delle paure e degli incubi; anche questi momenti, tuttavia, sono funzionali allo sviluppo psichico, della sua vita emozionale e della sua creatività.

Dai 3 anni in su i bambini manifestano spesso la paura del buio, o fanno degli incubi, svegliandosi di soprassalto nel cuore della notte. Si tratta di una fase normalissima che tutti attraversano durante l’infanzia, che può essere dovuta al divenire gradualmente più autonomi dai genitori. A questa età si inizia la scuola dell’infanzia, si interagisce con figure diverse come quelle delle maestre; e il momento di andare a letto può costituire un ulteriore distacco dai genitori.

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I genitori hanno il compito di aiutare i bambini ad attraversare queste fasi, perché possano diventare sempre più autonomi e indipendenti. Oltre alle ragioni finora esposte, possono esserci altri motivi alla base di un sonno agitato. Tra i più comuni ci sono senza dubbio lo svezzamento, la paura dell’estraneo e la dentizione. Altre cause sono eventi più o meno traumatici, come ad esempio una malattia in famiglia, un conflitto tra genitori, o l’assenza della mamma durante la giornata.

Articolo originale pubblicato il 11 gennaio 2021

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