'Terrible two': perché la crescita diventa 'terribile'? - GravidanzaOnLine

Terrible two: perché la crescita diventa "terribile"

I genitori sembrano non riconoscerli più, tanto diventano irrequieti; eppure i cosiddetti "terrible two" sono una fase preziosa nella crescita del bambino. Scopriamo perché e come viverli (e farli vivere) in maniera sana e positiva.

I bambini crescono, è inevitabile, ma a volte così rapidamente che i genitori sembrano non riconoscerli più. È quello che generalmente avviene con i cosiddetti terrible two, ovvero i “terribili due”, che è quanto accade al bambino nel secondo anno di vita.

Niente di eccessivamente preoccupante, per quanto il proprio figlio risulti essere irriconoscibile. In quelli che vengono chiamati terrible two, infatti, il bambino passa dall’essere il fautore di coccole e smorfie simpatiche a un bimbo che dice spesso “no”, fa i capricci e diventa irrequieto.

Per conoscere correttamente cosa sono i terrible two, perché vengono definiti in questo modo, ma soprattutto come fare per vivere bene (e far vivere al meglio al bambino) questa fase, abbiamo intervistato la pedagogista clinica Chiara Mancarella che ha gentilmente risposto ad alcune domande sull’argomento.

Perché i “terrible two” sono… “terrible”

Partiamo innanzitutto dal comprendere perché i “terrible two” sono considerati ‘terribili’. La risposta della dottoressa Mancarella è che

I due anni di età dei bambini sono stati definiti “terribili” perché è in questa fase dello sviluppo che il bambino inizia a staccarsi dalla madre trovando la sua identità e indipendenza.

È quindi un periodo di crescita nel quale, in maniera ancora più decisiva che per il primo anno di vita, entra in gioco l’educazione dei figli da parte dei genitori. Un compito imprescindibile, fondamentale per accompagnare la crescita del bambino.

Cosa succede ai bambini al secondo anno di vita

Ma cosa succede ai bambini, cosa si verifica durante il secondo anno che li porta a comportarsi in questo modo “terribile”? Qual è la differenza con i mesi precedenti?

Fino ad allora ogni attività veniva gestita dal genitore che si prende cura del bambino, questa è l’età in cui inizia a vivere in maniera aperta il suo stare al mondo. Molti bambini frequentano il nido e già da piccolissimi si rapportano ad altri adulti e coetanei, instaurano delle brevi ma significative relazioni e la curiosità unita al saper camminare in maniera spedita sono due aspetti indivisibili. “Mi muovo per conoscere il mondo intorno a me”. Questa curiosità però sappiamo può portare i bambini davanti a dei pericoli e il “no” degli adulti deve essere fermo e deciso.

L’educazione, come abbiamo anticipato, deve aiutare a crescere i bambini. È importante che i genitori siano molto attenti a non diventare opprimenti, ma allo stesso tempo nemmeno lassisti senza dare limitazioni, regole e indicazioni al bambino.

Quali sono i comportamenti tipici di questo periodo?

Come ho detto, i bambini attraversano una fase dettata dalla voglia di sapere, conoscere e sperimentare. Il loro essere “terribili” è dovuto proprio a questo, se fino a qualche mese prima i genitori erano tranquilli perché il bambino stava seduto serenamente nel seggiolone o giocava nel box adesso questo spazio gli va stretto.

È una fase di transizione e crescita inevitabile o si può fare qualcosa?

È un momento della vita a cui è impossibile rinunciare, non si deve bloccare la curiosità dei bambini. Nessun bambino è terribile, sono i genitori che, conoscendo il suo sviluppo, devono essere bravi a saper gestire ogni cambiamento del proprio figlio o figlia.

Terribile, quindi, è il cambiamento che percepiscono i bambini; per i piccoli questo è l’inizio della grande avventura della vita, della scoperta e dello sviluppo della propria identità.

Rischi e conseguenze

terrible two due anni

L’equilibrio che c’era in precedenza, quindi, sembra essersi incrinato e in molti genitori c’è la preoccupazione che da queste tensioni possano sorgere dei problemi. Abbiamo quindi chiesto alla dottoressa Mancarella se ci sono, e quali sono eventualmente, dei rischi sia per il bambino ma anche per i suoi genitori.

Non parlerei di rischi proprio perché come dicevo è un momento della vita che tutti noi abbiamo vissuto, sicuramente la curiosità del bambino va gestita e allontanata, senza drammi e urla, nei confronti di un pericolo reale che potrebbe mettere a serio rischio la sua vita.

Cosa fare però se la situazione dovesse “sfuggire di mano” e il comportamento del bambino dovesse diventare pericoloso per sé o per chi gli sta vicino?

Essere pronti e preparati, intervenire al momento opportuno. Non dimentichiamo che sono bambini molto piccoli che si stanno affacciando al mondo, è nostro compito guidarli nella giusta direzione.

Le parole d’ordine, quindi, sono calma, presenza e accompagnamento. I genitori devono esserci, non devono sottrarsi al loro compito. Questo è anche quello di guidare i bambini, insegnare loro cosa è bene e cosa non lo è, così come aiutarli e non limitarli, nella scoperta di ciò che li circonda.

3 modi per vivere al meglio i “terrible two”

Per concludere abbiamo chiesto alla dottoressa Mancarella qualche consiglio utile che i genitori devono tenere a mente. Consigli per non commettere errori (o ridurli al minimo) e consentire al bambino di vivere serenamente i suoi “terrible two”.

I consigli riguardano i commenti, il dare l’esempio e, infine, la presenza costante nella vita dei propri figli.

1. Nessun commento negativo

Per prima cosa eviterei commenti negativi davanti al bambino. Spesso molti genitori si lamentano dei propri figli pensando che tanto essendo piccoli non capirebbero.

2. Dare un esempio positivo

Ebbene ricordiamoci che i bambini sono, come dico sempre, spugne che assorbono ogni stato d’animo del genitore e specchi perché riflettono i comportamenti degli adulti.

3. Crescere con i bambini

Il consiglio che mi sembra più corretto da dare penso sia quello di mettersi nei panni del bambino e provare a vedere la realtà con i suoi occhi, meravigliandosi per tutto ciò che sta a noi intorno e provare la stessa curiosità che i piccoli sentono.

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  • Bambino (1-3 anni)