Quanto dorme un neonato e cosa fare se non dorme? | GravidanzaOnLine

Un neonato dorme tante ore, ma si risveglierà di continuo perché avrà bisogno di essere allattato e, conseguentemente, necessiterà del cambio del pannolino. Nei primi mesi di vita i lattanti non fanno altro che questo e i genitori dovranno assecondare questa routine, notando però gli atteggiamenti insoliti, così da poterne parlare col proprio pediatra e correggerli.

Ma quanto dorme un neonato? Quasi tutto il giorno e la notte nei primi tempi. Il tempo della nanna, riposini compresi, gradualmente si ridurrà e attorno ai 6 anni diventerà molto più simile a quello degli adulti.

I segreti del sonno dei bambini

Il sonno dei neonati

Il sonno è una fase importantissima nella vita dei neonati, soprattutto in quelli appena venuti al mondo. Nei primi giorni dovranno adattarsi a una nuova condizione, spazi sconosciuti e volti mai visti prima. Tuttavia dormiranno molto, anche fino a 20 ore.

Col tempo, superati i primi 3 mesi, troveranno un vero e proprio ritmo sonno-veglia, come riporta l’approfondimento “Sonno nei lattanti e nei bambini” del Manuale MSD.

Ad oggi, tuttavia, “i bambini nel mondo occidentale dormono in media 2 ore in meno. Le cause principali? I ritmi frenetici, l’aumento delle luci artificiali e l’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici hanno causato una discordanza tra quello che dovrebbe essere il ritmo sonno-veglia naturale del bambino e le esigenze sociali”, secondo quanto riportato dalla Società Italiana di Pediatria.

Tutto questo si traduce in una maggiore incidenza di disturbi del sonno. Tra i più comuni – illustra SIP – troviamo

insonnia (20-30%), parasonnie (25%), disturbi del ritmo circadiano (7%), disturbi respiratori del sonno (2-3%), disturbi del movimento legati al sonno (1-2%), ipersonnie (0,01-0,20%).

Ciò che conta per assicurare una buona nanna è prestare attenzione a una serie di regole, da applicare nei primi 12 mesi.

“Molto importante è la prevenzione nel primo anno di vita” – sottolinea Emanuela Malorgio, pediatra di famiglia SICUPP, esperta di problemi del sonno – “perché le abitudini errate acquisite in questo periodo renderanno più difficile avere un’autonomia di addormentamento anche negli anni successivi”.

Di seguito vi riportiamo le 3 regole d’oro nel primo anno di vita individuate dalla specialista:

  1. far dormire il bambino sempre nella stessa stanza adeguatamente preparata, evitando di farlo addormentare in ambienti diversi;
  2. rispettare l’orario in cui va a nanna e dai 3-4 mesi di vita (cioè da quando compare la fase di addormentamento);
  3. dissociare la fase dell’alimentazione da quella del sonno, che vuol dire staccarlo dal seno o dal biberon quando si sta per addormentare e metterlo sul lettino.

È anche fondamentale rendere sicuro il sonno del bambino, utilizzando una culla o un lettino e metterlo a dormire a pancia in su, per prevenire il rischio di Sids.

Quanto dorme un neonato?

I neonati dormono molto, anche tutto il giorno e la notte, riservando dei micro risvegli destinati principalmente alla poppata e al cambio pannolino.

Poppata notturna: è sempre necessaria?

Spesso capita sentire l’espressione “questo neonato dorme sempre, non lo vedo mai sveglio!” e non c’è niente di più vero, perché i più piccini hanno bisogno di riposare e di un ambiente rilassato e sereno. Vediamo nel dettaglio la routine del sonno di un neonato suddivisa per fasce d’età e numero di ore di nanna.

I primi giorni

Un neonato, nei primi giorni, ma anche per molte settimane a seguire, avrà bisogno principalmente di bere latte all’incirca ogni 3 ore. Quindi se sottraiamo il tempo della poppata, che in parte può avvenire in semi-veglia, del cambio pannolino e del risveglio in sé, si capisce che il piccolo dormirà all’incirca 18-20 ore.

Da 1 a 3 mesi

Anche qui valgono più o meno le indicazioni dei primi giorni, con l’unica differenza che avrà un ciclo di sonno-veglia leggermente più blando. Le ore di sonno andranno a ridursi, passando progressivamente da 18 a 16.

Da 3 a 6 mesi

Un neonato che sta per arrivare alla sua prima metà di anno di vita dormirà ancora molto, ma quando sarà sveglio sarà molto più attivo e avrà voglia di esplorare. Tuttavia il ciclo nanna nell’arco delle 24 ore si attesterà comunque intorno alle 15-16 ore.

Da 6 a 9 mesi

Come già anticipato, il sonno progressivamente diminuirà, perché i piccoli ne avranno meno bisogno. È anche possibile che dormano tutta la notte – un po’ come gli adulti – senza richiedere più la poppata notturna. Tuttavia, potrebbero avere vari problemi, o meglio fastidi, come quelli legati alla dentizione, tipica di questa fascia d’età. Ciononostante il numero di ore di sonno si attesta sempre intorno alle 15 totali.

Da 9 mesi a 1 anno

Si procede a scalare verso le 13-14 ore. Il bimbo sentirà forte l’esigenza dei genitori ma anche di indipendenza. Imparerà a gattonare e camminare, o almeno a mettersi in piedi, scoprendo la propria autonomia fisica. Queste nuove scoperte potrebbero incidere sul sonno del bambino, che pian piano si stabilizzerà.

Fino a 18 mesi

Passato il primo anno di vita, il bambino troverà una vera e propria routine del sonno più stabile. Saranno più chiari i momenti del pisolino, di mattina e di pomeriggio, e l’orario in cui metterlo nel suo lettino fino al risveglio la mattina dopo.  Le ore di sonno diminuiranno ma non troppo, attestandosi intorno alle 12-13.

A 2 anni

Un bambino di 2 anni, o quasi, avrà imparato molto e soprattutto avrà più o meno superato la fastidiosa fase della dentizione, ma potrebbe essere affetto da altri disturbi, dall’ansia di separazione al pavor nocturnus fino agli incubi. Dormirà circa 11-12 ore.

Pavor nocturnus: cos’è l'inquietante disturbo del sonno nei bambini

Cosa fare se il neonato non dorme?

Nel caso in cui un neonato non dorme, fatica ad addormentarsi o durante la notte si risveglia continuamente, magari in presa a crisi disperate di pianto, si può individuare la causa. In questo caso si parla di disturbi del sonno, tra cui anche il reflusso gastrointestinale o le apnee notturne.

Se di fronte ad alcune di queste cause, è possibile trovare con il pediatra una possibile soluzione, per altre non c’è molto da fare. L’unica reale risposta è la prevenzione, quindi bisogna adottare una serie di atteggiamenti per favorire il sonno neonatale.

Anonimo

chiede:

Ancora una volta la Società Pediatria Italiana ci aiuta a capire cosa fare e cosa no per far dormire il bimbo, compresi gli atteggiamenti e le cattive abitudini da evitare. Ecco le 10 cose da sapere:

  1. Rispettare l’orario della nanna tutte le sere.
    Abituare il piccolo sin dalla tenera età ad addormentarsi sempre alla stessa ora, adattando i ritmi della famiglia a quelli del bimbo e non viceversa (se si tiene sveglio il bambino perché il papà arriva tardi e vuole giocare si sposta in avanti tutto il suo sonno). Le buone abitudini vanno mantenute e consolidate nell’arco della crescita, variandole in base all’età.
  2. Far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente (che sia la sua cameretta o nei primi mesi quella dei genitori) adeguatamente preparato, con luci soffuse senza device accesi, ed eventualmente con una musica dolce e monotona di sottofondo. Non farlo addormentare in ambienti diversi, come sul divano in sala mentre si guarda la televisione. Costruiamo e manteniamo gli stessi rituali di avvicinamento al sonno.
  3. Dissociare la fase di alimentazione da quella dell’addormentamento.
    Nei primi due o tre mesi di vita manca la fase di addormentamento, nel senso che non è possibile riconoscere con precisione quando il bambino sta crollando. Nei mesi successivi invece appena si notano alcuni segnali (non succhia più con forza, chiude gli occhietti) si deve staccarlo dal seno e metterlo nel lettino.
  4. Rispettare l’orario dei pasti durante il giorno.
    Anche se il bambino va al nido cercare di mantenere gli stessi orari del pranzo, merenda e cena, adeguando i nostri orari ai suoi.
  5. Mai usare il tablet o altri dispositivi elettronici dopo cena.
    Spegnere tutto almeno un’ora prima dell’addormentamento. La luce dei device riduce la produzione della melatonina che favorisce l’addormentamento. Mantenere tutti gli apparecchi elettronici, inclusa la televisione, il computer e il cellulare fuori dalla stanza da letto.
  6. Non dare troppo cibo o acqua prima di dormire.
    Evitare il latte o altri liquidi compresa la camomilla durante i risvegli, preferire piuttosto l’utilizzo di un oggetto consolatorio per riaddormentarsi, come il ciuccio per esempio.
  7. Regolare con attenzione l’esposizione alla luce.
    Per il sonnellino pomeridiano mantenere la luce dell’ambiente; ridurre l’esposizione il più possibile per la notte; potenziare la luce appena svegli. Il nostro ritmo sonno veglia, come quello dei nostri figli, è governato dall’alternanza della luce e del buio.
  8. Evitare sostanze eccitanti dopo le ore 16.
    No a tè, solo deteinato in caso, no a bevande contenenti caffeina e no alla cioccolata.
  9. Favorire un’alimentazione equilibrata.
    Con un adeguato introito di liquidi durante il giorno. Preferire cibi contenenti fibre e triptofano che è un precursore della melatonina, come carni bianche, pesce azzurro, verdure verdi, legumi e cereali.
  10. No ai bambini nel lettone.
    Dopo i primi 8/10 mesi di vita, abituarli all’autonomia vuol dire anche lasciarli dormire nel proprio ambiente. Nei casi di risveglio, riportarli sempre nel loro lettino. Un metodo che può funzionare è promettere un premio al bambino se non va nel letto dei genitori.

Articolo originale pubblicato il 1 giugno 2020

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  • Neonato (0-1 anno)