Meduse e Tracine: attenti ai bambini - GravidanzaOnline

Cosa fare (e cosa non fare) se il bambino viene toccato da una medusa

Le meduse possono entrare in contatto con la pelle dei bambini scatenando una reazione di dolore e prurito: i consigli per gestirla al meglio.

Le vacanze al mare di un bambino, soprattutto le prime, sono un’esperienza indimenticabile per lui e per i genitori, ma le preoccupazioni non mancano: nelle acque cristalline si possono fare degli incontri spiacevoli con le meduse e le tracine. Come comportarsi per prevenire il più possibile le situazioni a rischio senza rinunciare a un tuffo in acqua e al divertimento sulla sabbia?

Se si avvistano delle meduse il consiglio è di non fare immergere i bambini in acqua, ovviamente, ma è molto difficile riuscire a vederle, quindi può capitare di incontrarle e “scontrarsi” con loro involontariamente.

Le meduse sono di colore trasparente o violaceo, e hanno lunghi filamenti. Non pungono né mordono, ma se entrano in contatto con un “nemico” si difendono estroflettendo dei piccoli filamenti che rilasciano una sostanza altamente urticante nella pelle, causando una sensazione di dolore intenso e prurito.

Cosa fare se si è toccati da una medusa

La Società Italiana di Pediatria ha stilato un elenco di suggerimenti utili nel caso in cui un bambino sia toccato da una medusa:

  1. Fare uscire il bambino dall’acqua
  2. Tranquillizzare il bambino, che comprensibilmente si spaventa per il dolore
  3. Controllare che non ci siano parti di medusa ancora attaccate alla pelle del bambino, e in caso rimuoverle delicatamente (senza toccarle con le mani)
  4. Sciacquare la pelle del bambino con abbondante acqua di mare.
  5. Applicare, se disponibile, un gel astringente a base di cloruro d’alluminio, che ha un effetto antiprurito e impedisce la diffusione della sostanza urticante. In alternativa si può utilizzare una crema al cortisone, anche se ci mette più tempo a fare effetto.

Cosa NON fare se si è toccati da una medusa

medusa e bambini

La Società di Pediatria elenca anche una serie di consigli su ciò che è meglio evitare quando il bambino viene “punto” da una medusa:

  1. Evitare che il bambino si gratti, perché lo sfregamento peggiora il dolore e il prurito
  2. Non strofinare asciugamani o sabbia sulla parte irritata, perché peggiorano la situazione
  3. Non usare acqua dolce, né ammoniaca o aceto, né alcol né succo di limone, poiché non danno benefici
  4. Non usare creme antistaminiche, perché danno scarsi risultati.

Bisogna prestare poi molta attenzione a non toccarsi gli occhi, poiché la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

Una volta che la pelle è entrata in contatto con la sostanza irritante rilasciata dalla medusa diventa più sensibile anche alla luce solare, per questo tende a scurirsi più del normale. Per evitare la formazione di una macchia si consiglia di coprire la zona interessata con una crema solare ad altissima protezione (50+) finché la pelle non sarà guarita.

La guarigione dal tocco di una medusa avviene in circa 10-14 giorni, ma il prurito scompare già dopo poche ore.

In alcuni rari casi il tocco della medusa può dare una forte reazione allergica: l’irritazione si diffonde rapidamente e si accompagna a difficoltà di respirazione, intensa sudorazione e disorientamento. Se compaiono questi sintomi è bene chiamare immediatamente i soccorsi.

Cosa fare se si è morsi da una tracina

bambino al mare

Anche nella sabbia possono nascondersi delle insidie, come le tracine, dette anche “pesci ragno”, che si trovano sulla riva del mare e hanno delle piccole spine velenose sul dorso.

Per evitare che i bambini vengano punti dalle tracine dovrebbero indossare delle scarpette di gomma per il mare, ma se fosse punto ecco le cose da fare, secondo gli esperti della Società italiana di infettivologia pediatrica:

  1. Mettere il piede del bimbo sotto la sabbia calda
  2. Tamponare la zona punta con acqua bollente, poiché il calore allevia il dolore delle tossine

Cosa non fare: applicare sostanze a base di ammoniaca, perché non hanno effetto se non quello di irritare la zona colpita.

Altri pesci o animali che possono dare fastidi se entrano in contatto con i bambini sono le razze e i ricci di mare, ma anche i coralli, nelle zone rocciose, possono provocare ferite: se ci si trova in una zona di scogliera è sempre opportuno fare indossare al bambino delle scarpe apposite, così da non farsi male.

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