Perché compaiono nausea e vomito in gravidanza? Cosa fare e miti da sfatare

Perché in gravidanza si va incontro a nausea e vomito? E come fare per alleviare e risolvere questi fastidi? Ecco alcuni consigli utili.

Il vomito e la nausea sono tra i principali sintomi che comunemente vengono associati all’inizio della gravidanza. Una condizione comune e apparentemente normale, ma che ha effetti significativi sulla qualità della vita delle donne.

Inoltre è un segnale di malessere che, seppur il più delle volte prevalente nel primo trimestre, può aggravarsi, persistere ed essere sintomo di una condizione più grave.

Quali sono i primi sintomi di gravidanza?

Perché si vomita in gravidanza?

È bene innanzitutto distinguere tra la cosiddetta emesi gravidica e l’iperemesi gravidica. Nel primo caso si tratta di una condizione quasi fisiologica, un sintomo inevitabile legato all’avvio della gravidanza stessa. Nel secondo caso, invece, di una condizione più grave che approfondiremo di seguito.

Ma perché l’inizio della gravidanza provoca questo effetto nelle donne in stato interessante? Non esiste una spiegazione unica e certa di questa condizione e ci sono diverse ricerche che tentano di individuare l’origine di questo disturbo. Una delle tesi più accreditate è quella che individua nei cambiamenti ormonali i responsabili della nausea e del vomito durante la gravidanza. L’aumento degli estrogeni e dell’ormone beta hCG possono spiegare perché si vomita in gravidanza.

Un’ipotesi, questa volta più concettuale che scientifica, è che si tratti di una sorta di “meccanismo di difesa” assunto dal corpo della donna per la novità in corso e che, le nausee, siano di “aiuto” alla futura mamma nell’impedirle di assumere cibi e sostanze potenzialmente pericolosi per il bambino (come alcol, fumo e caffè).

Vomito in gravidanza: cosa fare per attenuarlo?

Trattandosi di una condizione molto personale e che può variare di intensità, è importante comprendere quando si percepisce una maggiore nausea e quali possono essere i rimedi più efficaci. Tra i consigli per attenuare questo fastidio c’è il sorseggiare acqua (in alcuni casi quella gassata è più efficace), l’evitare di bere liquidi a stomaco vuoto e riposare di più.

Dal punto di vista alimentare può essere utile aumentare il numero dei pasti riducendo la loro quantità. Non solo, quindi, colazione, pranzo e cena, ma aggiungere anche piccoli snack a base di cibi leggeri a metà mattinata e metà pomeriggio. È bene anche stare in luoghi freschi nei quali non vi sia la presenza di odori forti e che diano fastidio.

Vomito in gravidanza, i rimedi

Non esiste una vera e propria terapia risolutiva e quello che è importante fare, come visto, è riuscire a ridurre il più possibile i fastidi. Può essere utile valutare un cambiamento nella dieta e nello stile di vita, riducendo lo stress (specie per chi è alla prima gravidanza) e cambiando le proprie abitudini quotidiane che possono favorire la manifestazione di questa condizione.

In alcuni casi è possibile ricorrere all’uso delle vitamine prenatali o di trattamenti farmacologici, ma è sempre doveroso consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi tipo di medicinale.

Vomito in gravidanza, quando preoccuparsi?

L’iperemesi gravidica è una forma molto più grave del classico vomito e nausea durante la gravidanza. Tale condizione è grave perché persiste durante il corso della gravidanza e può portare a disidratazione e perdita di peso. Parallelamente provoca una costante stanchezza e uno squilibrio del bilancio energetico che può essere pericoloso sia per la salute della donna sia per quella del bambino, tanto che in rari casi può essere necessario il ricovero ospedaliero.

È importantissimo non sottovalutare il vomito durante la gravidanza, anche se considerato comune e normale. Questo soprattutto quando si manifestano anche altri sintomi quali:

  • febbre;
  • dolori addominali;
  • battito cardiaco accelerato;
  • vertigini;
  • perdita di peso significativa;
  • ridotta sudorazione;
  • eccessiva debolezza.

Questi sintomi possono essere quelli dell’iperemesi gravidica, ma anche segnali di allarme in caso di malnutrizione, disidratazione o infezioni del tratto urinario.

In questi casi è doveroso rivolgersi al proprio medico per approfondire le cause e lo stato di salute della donna e intervenire in maniera efficace e positiva.

Vomito in gravidanza: errori da evitare e miti da sfatare

Per alcune condizioni, e il vomito in gravidanza non è da meno, capita spesso di leggere e ascoltare teorie sul loro significato. Di scientifico hanno ben poco e spesso rispondono prevalentemente a tradizioni popolari legate all’esperienza personale di genitori, parenti e amici.

Nonostante la loro popolarità è importante smentire tali teorie – per quanto su alcune esistono delle ricerche vere e proprie – per non cadere in errori di valutazione o, peggio, di trattamento.

1. Non sottovalutare il sintomo

Un primo errore è quello di considerare il vomito in gravidanza sempre e comunque normale. Parliamo di un sintomo molto trasversale che può essere associato anche ad altri fenomeni. Malattie di origine alimentare e infezioni, ma anche patologie non legate alla gravidanza in quanto tale. Ecco perché non va mai sottovalutato e monitorato con attenzione.

2. Non è un problema mattutino

Un vero e proprio mito da sfatare è quello per cui il vomito in gravidanza è un fenomeno esclusivamente o prettamente mattutino. È vero che al mattino può essere maggiore perché si è ha stomaco vuoto, ma anche in questo caso la realtà è più articolata e ci sono donne che manifestano questo malessere anche durante il corso della giornata. Inoltre, per quanto con minor incidenza, il senso di nausea può durare anche oltre il primo trimestre e non necessariamente essere un caso di iperemesi gravidica. Parliamo di una condizione molto varia che differisce da donna a donna e che come tale, quindi, deve essere valutata e trattata.

3. Nausea in gravidanza, maschio o femmina?

C’è chi riferisce come la presenza di questo sintomo indichi il sesso del bambino (che sarebbe femmina) o la presenza di molti capelli alla nascita. In realtà, anche in questo caso, non c’è niente di vero.

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