Gemelli monozigoti o eterozigoti: qual è la differenza? - GravidanzaOnLine

Gemelli eterozigoti e monozigoti: qual è la differenza?

I gemelli possono essere monozigoti o eterozigoti: a fare la differenza è la cellula uovo, che può essere unica oppure no. E a cambiare è anche il "grado di somiglianza" dei fratellini.

Quando si parla di gemelli, eterozigoti e monozigoti, si fa sempre riferimento a due o più fratelli nati nello stesso parto, al termine della medesima gravidanza. Non tutti i gemelli, però, sono uguali, dal momento che si distinguono, appunto, in eterozigoti e monozigoti. Ma quali sono le differenze?

Gemelli monozigoti: due bambini “identici”

Innanzitutto i gemelli monozigoti, chiamati anche monovulari o identici, nascono a partire da una stessa cellula uovo fecondata da un singolo spermatozoo. A differenza delle gravidanze singole, in questo caso avviene che, nei primissimi stadi di sviluppo dopo la fecondazione, l’embrione (formato ancora da una piccolissima massa di cellule) si sdoppia, dando origine a due embrioni distinti ma che hanno esattamente lo stesso patrimonio genetico. I gemelli monozigoti possono condividere anche la placenta, oppure sviluppare due placente distinte.

Essendo geneticamente identici, in quanto originati dallo stesso zigote (la cellula uovo fecondata), i gemelli monozigoti avranno inevitabilmente lo stesso sesso e sono estremamente somiglianti, presentando gli stessi occhi, gli stessi capelli, lo stesso gruppo sanguigno e caratteri somatici identici.

Nonostante questo, nel corso della vita anche due gemelli monozigoti possono sviluppare alcune differenze esteriori – altezza diversa, per esempio, o diverse misure del corpo – a causa delle influenze che alcuni fattori dell’ambiente esterno, come l’alimentazione, le malattie etc, possono avere anche su individui con lo stesso DNA.

La gravidanza gemellare definita “spontanea” (che si è instaurata cioè senza fare ricorso a tecniche di PMA o procreazione medicalmente assistita, che aumentano – anche se oggi in misura minore rispetto al passato – la probabilità di avere gravidanze gemellari) è rara, e si aggira intorno all‘1% delle gravidanze totali. Nella maggior parte delle gravidanze gemellari, poi, i gemelli sono eterozigoti. Tra i fattori che possono influenzare la probabilità di avere dei gemelli è la familiarità: se nella famiglia della mamma o del papà ci sono già casi di parti gemellari è leggermente più probabile che si ripresentino anche nelle gravidanze successive.

Per chi aspetta due (o, molto raramente, tre bambini) la gestazione è diversa da quella singola per diversi motivi: la futura mamma può avere ad esempio sintomi da subito piuttosto forti, la pancia si vede prima e anche il parto, nella maggior parte dei casi, è anticipato rispetto al parto singolo (e in genere si verifica, spontaneamente o per scelta medica, prima della 37^ settimana).

Gemelli eterozigoti: le differenze

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I gemelli eterozigoti, a differenza dei monozigoti, presentano delle differenze a livello di DNA, analogamente ai fratelli nati da gravidanze distinte. Essi, infatti, derivano dalla fecondazione di due diverse cellule uovo da parte di due diversi spermatozoi.

In questo caso, dunque, si formano due zigoti distinti, a partire dai quali si svilupperanno due embrioni. Pur occupando contemporaneamente l’utero materno, dal punto di vista cromosomico i gemelli eterozigoti sono quindi due fratelli “normali”, e possono presentare somiglianze più o meno evidenti esattamente come qualsiasi coppia di fratelli o sorelle concepiti anche a distanza di anni.

In questo caso, inoltre, il sesso dei gemelli può o meno essere il medesimo, dal momento che la fecondazione è doppia e avviene da parte di due spermatozoi diversi. Possiamo dunque avere coppie di gemelli eterozigoti entrambi maschi, entrambi femmine oppure maschio e femmina. Il caso dei gemelli eterozigoti, detti anche biovulari, è il più frequente, rappresentando i due terzi di tutte le gravidanze gemellari.

Anche nel caso di gravidanze plurigemellari, che portano alla nascita di tre o più bambini, ci possono essere gemelli monozigoti o eterozigoti. Si tratta comunque di eventualità particolarmente rare, e che sono tuttora più frequenti nei casi di coppie che si sottopongono a cure per l’infertilità.

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