Sesso dopo il parto, problemi e consigli - GravidanzaOnLine

Sesso dopo il parto, come ritrovare l’intimità perduta o “sospesa”

Ritrovare l'intimità dopo la nascita di un figlio non è sempre facile, a causa di fattori fisici e anche psicologici. I consigli per il benessere della coppia.

Il corpo durante la gravidanza è sottoposto a cambiamenti radicali, e il ritorno alla “normalità” non è sempre rapido, né, per certi versi, “indolore”: non a caso i tre mesi che seguono il parto sono definiti il “quarto trimestre di gravidanza”. Serve tempo perché gli ormoni si riassestino, perché le ferite del parto (che sia naturale o cesareo) guariscano. E anche da un punto di vista strettamente psicologico l’arrivo di un neonato scombina non poco le carte.

Tra gli effetti di questo insieme di cambiamenti può esserci anche un calo del desiderio, dovuto alla mancanza di sonno, alla difficoltà nel convivere con il proprio corpo, agli ormoni, come visto, e in alcuni casi anche a un vero e proprio dolore fisico.

Il puerperio, anche per questi motivi, è un periodo molto delicato. È fondamentale, per il benessere della donna e della coppia, non lasciarsi sopraffare dai sensi di colpa e parlare delle proprie difficoltà, se ne arrivano.

Sesso dopo il parto, perché è più difficile

Già durante la gravidanza le coppie possono notare dei cambiamenti nella sfera sessuale: può dipendere, anche in questo caso, dai cambiamenti ormonali e fisici, ma anche da fattori psicologici. Su tutti, anche il timore di “fare del male” al nascituro può complicare l’intimità.

Anonimo

chiede:

Il parto, come abbiamo anticipato, porta con sé uno sforzo non indifferente al corpo della donna. L’episiotomia, poi, e cioè il taglio di una piccola parte della vagina per facilitare l’uscita del bambino può provocare dolore più o meno intenso per diverse settimane. Non a caso si tratta di una procedura che andrebbe eseguita solo quando effettivamente necessario, e non di prassi.

Anche l’allattamento può incidere sulla libido, come la cura del neonato: la coppia, soprattutto nelle prime settimane dopo la nascita del bambino, è immersa nell’accudimento del bambino, e la donna da un punto di vista psicologico può sentirsi più “mamma” e meno “donna”. Si tratta di una fase fisiologica, che dovrebbe attenuarsi con il tempo.

Sesso dopo il parto, quando si torna alla “normalità”?

Ovviamente non esiste un limite di tempo uguale per tutte le coppie: in genere per le donne che hanno avuto un’episiotomia il recupero dell’attività sessuale è più lento. Solitamente dopo i 40 giorni dal parto le ferite dei punti si sono rimarginate e i rapporti iniziano a riprendere, pur con la necessaria delicatezza, fino a tornare ai ritmi “pre-parto”.

Alcuni parti sono però più complicati di altri, e anche a distanza di tempo i rapporti sessuali possono risultare piuttosto dolorosi. In questo caso è bene parlare con il proprio ginecologo, per individuarne la causa e quindi trovare i rimedi più efficaci.

Salvo casi particolari, però, a giocare un ruolo importante rimane il fattore psicologico: lavorare su questo aspetto può essere utile alla coppia per ritrovare la propria intimità.

Anonimo

chiede:

Sesso dopo il parto, la testimonianza di una neomamma

intimità dopo il parto

Il sesso dopo il parto è un terreno scivoloso, lo diventa ancora di più se la coppia incontra difficoltà nella comunicazione del proprio stato d’animo. A rendere più complicate le cose può esserci anche la mancanza di spazio, il nervosismo, la stanchezza. A volte il sesso finisce nel dimenticatoio. Meghan O’Connell ha raccontato la propria esperienza sul Guardian:

Quel febbraio e per più o meno per l’intero anno post parto – e poi, quando smetti di essere nel periodo post-parto? Ci rimani per sempre? – non solo non volevo fare sesso, ma avrei preferito che il sesso non esistesse proprio. Sapevo che la nostra dinamica di coppia stava rischiando di passare dal territorio della commedia a quello di un problema vero, un problema che poteva essere risolto, o almeno ridimensionato, se solo avessi accettato di farlo. Stendermi senza pensare troppo, fingere fino a riuscirci, insomma sapete come funziona. Ed è esattamente quello che ho fatto ogni mese, dopo un dibattito interiore senza fine. A volte alla fine era persino piacevole, ma era preceduto da un’ansia tale che non ne è mai valsa davvero la pena. Non potevamo semplicemente lasciare il sesso in un angolo per un po’? Riprenderlo quando fossimo stati dell’umore giusto? Lui era sempre dell’umore giusto, io mai, e questo era il problema.

Meghan descrive le proprie difficoltà e la distanza dal proprio compagno, che, spiega, non sapeva nemmeno del suo calo della libido. “Pensavo che l’avrebbe capito da come mi giravo nel letto dandogli la schiena. Volevo il suo completo sostegno ma in realtà non gli avevo mai parlato di quello che sentivo. Succede a molte persone, è totalmente normale ma nessuno te lo dice“. La comunicazione ha riaperto anche all’intimità, continua Meghan: “Dopo poco ho ritrovato il desiderio, abbiamo ricominciato ad avere rapporti come prima, e so che finché riusciamo a parlare non siamo spacciati. Ma dobbiamo volerlo“.

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