Mal di testa nei bambini: quando preoccuparsi? - GravidanzaOnLine

Mal di testa nei bambini: quando c’è da preoccuparsi. La pediatra risponde

Anche nei bambini sono frequenti i mal di testa, che possono avere cause ben precise o essere sintomo di altre patologie. Con l'aiuto della pediatra Maria Maranò cerchiamo di conoscere meglio questo fenomeno.

I mal di testa non sono un problema che riguarda solamente gli adulti. Infatti si tratta di un fenomeno che coinvolge anche i più piccoli, tanto che è stato stimato come il mal di testa nei bambini riguardi il 25% dei ragazzi in età scolare.

Un fenomeno importante e diffuso che merita un doveroso approfondimento per aiutare i genitori a cogliere tutti quegli elementi utili che consentono di capire le ragioni del mal di testa nei propri bambini

Per questo abbiamo intervistato la dottoressa Maria Maranò, medico chirurgo, specializzata in Pediatria, che ci spiega quali possono essere le possibili cause del mal di testa nei bambini, come riconoscere gli elementi più seri e, soprattutto, come intervenire quando il proprio piccolo lamenta un dolore alla testa.

Mal di testa bambini: le possibili cause

Come abbiamo detto il fenomeno dei mal di testa è molto comune anche nei bambini, «questo perché sono cambiati gli stili di vita dei bambini che più impegnati sia nelle attività scolastiche che in quelle extra-scolastiche». Per entrare più nel dettaglio di questo fenomeno è però utile distinguere le varie tipologie di mal di testa che possono riguardare i bambini.

Dottoressa Maranò, come distinguere e riconoscere le cefalee?

Possiamo suddividere tra cefalee primarie, ovvero quando il dolore alla testa non ha alcuna correlazione con una patologia sottostante, e secondarie, laddove il dolore alla testa è sintomo di un’altra situazione.

È possibile distinguere queste due forme di cefalea?

Nel bambino, soprattutto nel bambino piccolo, non è facile fare una distinzione tra queste due forme di cefalea, perché il bambino può avere un mal di testa all’inizio misto, non specificare il tipo di dolore e la localizzazione precisa. Il bambino piccolo, sotto i 3 anni si esprime poco e può manifestare dei sintomi non ben definiti.

Cefalee primarie

Partiamo, quindi, dalla definizione delle cefalee primarie:

 Si definiscono come cefalee primarie l’emicrania, che molto spesso ha una predisposizione genetica e familiare, e la cefalea di tipo tensivo, che può essere più spesso legata ad aspetti emozionali.

Cos’è l’emicrania?

L’emicrania è, per definizione, un attacco di dolore monolaterale, cioè che avviene soltanto da una parte della testa.

Come si presenta l’emicrania?

Ci sono alcuni episodi di emicrania addirittura con aura, in cui il bambino ancora prima di avere il mal di testa ha delle sensazioni che precedono il dolore, come manifestare disturbi della vista o formicolii a livello degli arti.

Dottoressa, ci aveva accennato le cosiddette cefalee di tipo tensivo, ci può spiegare cosa sono?

In questo caso alla base c’è spesso un disagio emozionale, ad esempio nel bambino che ha dei problemi scolastici, oppure problemi di relazione con gli altri ragazzi (basti pensare ai sempre più frequenti episodi di bullismo) oppure disagi famigliari vari.

Spesso questa sintomatologia cefalgica migliora nel weekend o addirittura potrebbe attenuarsi o scomparire durante l’estate, cioè nel momento di relax e di vacanza.

Cefalee secondarie

Passiamo ora a parlare delle cefalee secondarie, ovvero, quei mal di testa legati ad altre patologie. Quando si verificano?

Abbiamo le cefalee secondarie laddove altre malattie o altre situazioni possono essere alla base di questo dolore alla testa: per esempio durante una influenza o durante un mal di gola o mal di orecchio, tutte situazioni che si possono accompagnare a febbre; a volte anche la presenza cronica di catarro nasale, che poi esita in una sinusite, cioè in una infiammazione, può sfociare in una cefalea e non da ultimo pensare anche ad una caduta accidentale in cui il bambino può aver sbattuto la testa e quindi si può avere un trauma cerebrale, evento questo ultimo più grave e che necessita immediatamente di visita medica.

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Ci sono anche cause allergiche?

Certamente, ci sono poi dei mal di testa dovuti a delle reazioni allergiche, riguardanti bambini che possono manifestare allergie a determinati deodoranti, disinfettanti, profumi, detergenti, ma anche allergie legate agli alimenti, così come la presenza di alcuni additivi, per esempio i glutammati, può dare cefalea.

Inoltre anche situazioni più banali come il mal d’auto, un’attività fisica prolungata o una lunga esposizione al sole possono provocare una cefalea secondaria.

Mal di testa bambini: i sintomi e come riconoscerlo

Come riconoscere i mal di testa nei bambini?

I sintomi sono meno chiari nel bambino piccolo che non riuscendo ad esprimersi piange, vuole stare molto in braccio o rifiuta di mangiare, non dice chiaramente che ha mal di testa! Nei bambini più grandi è un po’ più semplice in quanto possono comunicare meglio i sintomi del dolore percepito.

La sintomatologia del mal di testa è molto variegata, soprattutto per quel che riguarda l’emicrania.

 In questi casi è utile domandare alla madre cosa faccia il bambino durante l’attacco di emicrania: se ha bisogno di sdraiarsi, se infastidito dalla luce (fotofobia) o dai rumori (fonofobia) o se gli danno fastidio gli odori (osmofobia).

Sono sintomi del mal di testa anche la mancanza di appetito e un’astenia generale.

Mal di testa bambini: quando preoccuparsi?

mal di testa bambini

Se per gli adulti a volte il mal di testa può essere una realtà con la quale convivere, vale lo stesso per i bambini?

Spesso e volentieri quando un bambino lamenta un mal di testa, se il fastidio non è importante, i genitori sono convinti che possa essere un capriccio del bambino.

Come fare quindi per capire se il mal di testa è un problema serio? La dottoressa Maranò chiarisce:

Se il mal di testa si presenta ciclicamente o in maniera intensa tale da impedire la normale attività scolastica o di gioco è il caso di considerare seriamente il problema manifestato dal bambino.

Cosa può indicare questo comportamento nel bambino?

Può essere un campanello d’allarme che dovrebbe indurre a preoccuparsi, soprattutto se questi mal di testa si presentano nel bambino nella cui famiglia non c’è familiarità, se ogni giorno peggiorano progressivamente sia come intensità che come frequenza e se vengono accompagnati anche da fenomeni come nausea e vomito.

Cosa devono fare i genitori?

Sicuramente consultare il pediatra, al quale bisogna dare tutte le informazioni. Il genitore deve specificare il tipo di dolore e i disturbi associati. Il pediatra poi deve fare una visita approfondita, deve informarsi sulle caratteristiche del dolore, sull’alimentazione del bambino, se c’è una situazione di familiarità, eccetera.

È utile registrare gli episodi di mal di testa?

Una cosa importante che i genitori devono fare in caso di mal di testa è quello di tenere un diario della cefalea nel quale annotare quante volte viene il mal di testa e quali sono i sintomi di accompagnamento.

Quando è necessario il ricorso a uno specialista?

Sicuramente il pediatra saprà quali accertamenti e approfondimenti richiedere oppure nel caso di una cefalea secondaria saprà quando richiedere la consulenza di uno specialista, che può essere l’otorino-laringoiatra, un oculista o il neuropsichiatra infantile, in base al tipo di disturbo o, se necessario, un invio presso un centro neurologico specializzato nelle “cefalee dell’età infantile”.

Mal di testa bambini: i rimedi

L’altro aspetto importantissimo cui prestare la massima attenzione è quello relativo alle cure. Dottoressa, quali possono essere i rimedi per contrastare il mal di testa?

Nei bambini che soffrono di cefalea tensiva e che sono pieni di impegni scolastici è necessario cercare di ridurli. Anche nel caso in cui facciano sport, tra allenamenti e gare, potrebbe essere utile alleggerire gli impegni extrascolastici.

Un’altra cosa molto importante è il sonno. Se i bambini vanno a letto troppo tardi possono poi risentire di questa situazione. Bisogna quindi mettere in atto delle correzioni per migliorare lo stile di vita del bambino. Infine, non meno importante, cercare di curare l’alimentazione e in questo senso non saltare mai la prima colazione, così come controllare il tempo che i bambini trascorrono davanti a computer, tablet e videogiochi.

E l’utilizzo di farmaci per alleviare il dolore?

È lo specialista a indicare qual è la terapia più appropriata. L’automedicazione può essere molto pericolosa, in quanto se non si conosce la causa della cefalea la somministrazione di alcuni farmaci antidolorifici può sopprimere sintomi importanti per una giusta diagnosi.

Mal di testa nei bambini: i consigli della pediatra

In conclusione abbiamo chiesto alla dottoressa Maranò alcuni consigli utili che i genitori devono tenere bene a mente per gestire correttamente il fenomeno dei mal di testa nei bambini. «In linea generale è importante guardare lo stile di vita del bambino».

A cosa bisogna fare attenzione? «Al sonno, l’alimentazione, la qualità sociale e relazionale e il tempo trascorso davanti a dispositivi elettronici».

Questi infatti sono i più comuni fattori che possono provocare un mal di testa e che, una volta ridotti, fanno svanire il fastidio. Per gli altri casi è sempre imprescindibile consultare il proprio pediatra che, caso per caso, saprà indicare come comportarsi.

Articolo originale pubblicato il 11 aprile 2020

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