Proposta (provocatoria) di un nuovo test prenatale ad uso del feto!

Proposta (provocatoria) di un nuovo test prenatale ad uso del feto!

È nota la domanda pressante delle gestanti e delle famiglie sulla normalità del feto. Un’ansia terribile rovina quella che è la meravigliosa esperienza della gravidanza e questo dono della natura viene così vissuto con angoscia invece che con gioia.

Gli sforzi degli operatori sono da più di vent’anni orientati a questa ricerca, con ecografie sempre più sofisticate e test genetici oramai disponibili anche su sangue materno. Benchè io sia un operatore dedito alla Medicina Prenatale e con passione mi sono dedicato al benessere fetale, mi sono sempre chiesto quanto etica fosse questa ricerca del figlio normale e perfetto ad ogni costo. Ho vissuto sempre con perplessità l’incongruenza fra l’amore per quel figlio e la pronta intenzione di abortire non appena vi fosse un dato sulla sua anomalia.

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Tanta ansia per una minaccia d’aborto, tanto dolore quando c’è un aborto e poi… pronta la decisione di abortire se il feto non è sano! E “feto non sano” non sempre significa “grave malformazione incompatibile con la vita”, anzi, anche minime anomalie talvolta correggibili, inducono i genitori ad optare per un aborto volontario. Sì perché è un aborto volontario e non “terapeutico”, come spesso in cattiva fede rinominato.

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Anche la legge lo prevede come opzione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Terapeutico sarebbe per curar qualcosa, per esempio una gravidanza che, a causa di condizioni gravi di salute della gestante, la stia portando a morte. Allora sì, e si potrebbe abortire anche un feto sano. E l’opportunità di abortire volontariamente un feto non normale viene vissuta come un diritto incontestabile al punto che, in caso di mancata diagnosi ecografica di un’anomalia nella cosiddetta ecografia strutturale, fa spesso seguito un contenzionso medico-legale, con richiesta di risarcimento al medico che non è stato “capace” di diagnosticarla. A rigor di logica l’operatore “incapace”, dovrebbe eventualmente pagare il danno derivante da quel presunto errore. E il danno qual è? Non la mancata diagnosi, non l’effetto della mancata diagnosi; e cosa allora? Direte voi. La risposta è che gli avvocati e i Giudici, una volta “dimostrato” l’errore, chiedono che l’operatore sia condannato come se quell’anomalia l’avesse provocata lui. Manca un braccio? Bene: si chiede il risarcimento per l’assenza del braccio, come se l’operatore quel braccio l’avesse tagliato lui per errore. “Ma si tratta comunque di un danno patrimoniale, anche se il medico non l’ha provocato”, mi hanno spesso risposto in sede legale.

Allora riassumiamo: l’ecografista non si accorge che manca un braccio. OK = errore (per il braccio sì, è un errore, ma non per esempio per altre anomalie). Cosa deve pagare? Risposta: “il braccio mancante”, se va tutto bene, perché spesso si associa il danno psicologico di genitori e nonni. Insomma: cause naturali provocano quell’anomalia, il medico non l’ha vista e allora paga lui al posto del Padreterno. E a nulla vale spiegare che è scientificamente dimostrato che non sempre si possono diagnosticare tutte le anomalie, che esistono fattori ostacolanti che anche il più bravo ecografista può incontrare sulla sua strada e gli possono impedire una diagnosi corretta.

Mi sforzo spesso in sede di perizia di spiegare che l’obbligo per l’operatore è di eseguire l’esame allo stato dell’arte, ma non ha l’obbligo di vedere tutto. Esistono sicuramente anche gli errori, esami grossolani e frettolosi, la mancata osservazione di tutte le indicazioni delle linee guida, ma vi sono anche tanti casi, e sono la maggioranza, dove, anche facendo bene il proprio lavoro, un ecografista può trovarsi in difficoltà. Facciamo per tutti l’esempio della paziente obesa, con un feto che ci dà ostinatamente le spalle, dove può essere arduo riuscire a vedere tutto. Eppure appena nasce un bimbo con un’anomalia, la prima domanda è sempre: “Come mai non si è visto nell’ecografia strutturale?”. E parte anche la denuncia, senza neanche consultare un esperto che possa chiarire se quell’errore si poteva evitare o era previsto dalle statistiche e dalle condizioni dell’esame e quindi possibile.

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L’anomalia non si è vista? Si dà per scontato l’errore. Tante volte ho risposto alle utenti del sito gravidanzaonline.it di consultare un esperto, prima di convincersi che c’è stato un errore. Oppure parlando con avvocati mi è stato spesso proposto un caso di “grave errore per colpa medica”. Al che io chiedo lumi su quell’errore e mi viene presentato un caso di mancata diagnosi di anomalia fetale, senza che nessun esperto abbia espresso un giudizio. Cioè l’errore viene dato per scontato, come un’auto che abbia investito un pedone sulle strisce pedonali. Gli errori ci sono e non posso affermare che il medico non sbaglia mai! Ma questo va accertato con serenità di giudizio. Per tale motivo è stato realizzato lo spot degli avvoltoi, che ha tanto irritato gli avvocati che si sono sentiti attaccati da una generalizzazione inammissibile. Ma vorrei far notare loro che i primi a generalizzare sono quegli avvocati che istigano i pazienti contro i medici senza nemmeno analizzare preventivamente l’accaduto, senza consultare un esperto, dando sempre per scontato e senza diritto di replica che ad ogni evento avverso corrisponda una colpa medica. I loro spot pubblicitari si spingono a promettere anticipi in soldi dei futuri risarcimenti e nessuna spesa iniziale.

Ma tutta questa situazione mi ha comunque fatto venire in mente una proposta. Visto che i genitori ormai si sentono in diritto di accertarsi che il bimbo sia normale e chiedono anche un risarcimento per danni se il bimbo non nasce sano indipendentemente dalla professionalità del medico (e se non ci hanno ancora pensato, ci pensano “gli avvoltoi”), perché non mettere a disposizione dei feti un nuovo test prenatale? Sto pensando ad un test che possa garantire al feto che i suoi genitori sono normali, che la famiglia dove si appresta a nascere è normale, che sarà amato, che la madre sarà una buona madre e il padre un buon padre e che soprattutto non si separeranno. Potremo così garantirgli il diritto di lasciarsi “abortire” o di cambiare “destinazione” se non saranno soddisfatte le sue aspettative, al pari di quel che fanno i suoi genitori. Sarebbe un vero atto di giustizia. Oltretutto gli avvoltoi avrebbero altre prede :-).