Vitamina D in gravidanza: un aiuto contro l'ipertensione infantile

Lo studio, svolto dal team di ricercatori dello Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, si basa sullo sviluppo dell'ipertensione in bambini di età pediatrica nati da madri preeclampiche: l'esposizione ad elevati di vitamina D in gravidanza eliminerebbe tale patologia infantile.

L’esposizione alla vitamina D nell’utero della mamma con problemi di  preeclampsia potrebbe ridurre al minimo il rischio di ipertensione nei bambini. Tali risultati provengono da una nuova analisi su dati epidemiologici svolti da un nuovo studio americano.

Lo studio in esame, svolto dai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e supportato dal National Institutes of Health, ha incrociato i dati riguardanti i bambini che soffrono di pressione alta poiché nati da madri che durante la gravidanza soffrivano di preeclampsia con la riduzione o, addirittura, l’eliminazione di questo problema per i bambini che sono stati esposti a livelli più elevati di vitamina D nell’utero della madre durante l’intera gravidanza.

Una ricerca scientifica, questa, che migliorerebbe se non eliminerebbe del tutto, il problema dell’ipertensione nei bambini nati da mamme affette da preeclampsia. Analizziamo nello specifico lo studio e i risultati pubblicati dai ricercatori.

Preeclampsia e Ipertensione infantile, lo studio sui livelli di Vitamina D

Lo studio svolto in Massachusetts sui dati prelevati da un campione di 754 coppie di madri e figli ha messo in luce come livelli più elevati di vitamina D in gravidanza possono aiutare a proteggere i bambini nati da donne preeclamptiche dallo sviluppo di ipertensione in età pediatrica.

Lo studio, pubblicato online lo scorso 5 ottobre su JAMA Network Open, ha evidenziato come sia importante risolvere tali problemi già in età infantile, poiché un bimbo che soffre sin dalla nascita di problemi legati all’ipertensione, sarà maggiormente predisposto, in età adulta, a sviluppare patologie ancor più gravi come malattie cardiache.

L’autore senior dello studio, il professor Noel Mueller del Dipartimento di Epidemiologia presso la Bloomberg School ha affermato in merito a tale ricerca:

Ci sono prove crescenti che il rischio di malattie cardiovascolari è, in larga misura, programmato nell’utero e ora vediamo che potrebbe essere la vitamina D ad alterare questa programmazione in modo benefico

Preeclamsia in gravidanza e le conseguenze sul bimbo, i dati dello studio

Dalla ricerca, gli scienziati hanno evidenziato alcuni dati importanti riguardo lo sviluppo, durante la gravidanza, di ipertensione nella futura mamma e come questa patologia possa ripercuotersi negativamente sulla salute futura del nascituro.

Infatti, la preeclampsia gravidica è una delle principali cause di malattia e morte per le donne in stato interessante nonché associata a un maggior rischio di natimortalità e parto pre termine.

I ricercatori hanno stimato che la preeclampsia si verifica nel 2-8% delle gravidanze in tutto il mondo.  L’ipertensione in gravidanza è associata a uno stato di obesità materna. Negli Stati Uniti d’America, il tasso di preeclampsia si è aggravato dagli anni ’80, aumentando notevolmente e comportando, di conseguenza, rischi per la salute del bimbo e della stessa madre.

Allo stesso modo, il tasso di ipertensione tra i bambini negli Stati Uniti è aumentato negli anni ’80 in modo considerevole fino ad arrivare, nel 2008, a sfiorare circa il 40%. In questo quadro generale, gli Studi hanno suggerito che tale aumento potrebbe essere dovuto alla preeclampsia materna che influirebbe quella del bambino.

L’importanza della Vitamina D in gravidanza può ridurre l’ipertensione infantile

Gli studi effettuati sull’importanza della Vitamina D in gravidanza hanno anche collegato la carenza materna di tale vitamina a un rischio più elevato di sviluppare la preeclampsia.

Di conseguenza, i ricercatori hanno suggerito che livelli più bassi di vitamina D in età adulta o anche in età pediatrica comportino un maggior rischio di ipertensione. Il dottor Mingyu Zhang, primo autore dello studio, ha affermato:

Volevamo sapere se i livelli di vitamina D nel grembo materno avrebbero modificato questa associazione tra preeclampsia materna e ipertensione nell’infanzia

Per analizzare il quesito posto dal dottor Zhang, il team di ricercatori ha analizzato tutti i dati inerenti le 754 coppie di madri e figli dal 1988 al 2018 posti in esame, in un ampio studio epidemiologico condotto presso il Boston Medical Center in Massachusetts.

Dal campione sottoposto ad esame, il 62% delle madri erano di pelle scura e il 52% era in sovrappeso o presentava problemi di obesità. I risultati di studi precedenti avevano già mostrato che le madri di pelle nere o in sovrappeso e/o obese erano a maggior rischio di preeclampsia.

La rilevanza del colore della pelle indica anche che le persone che vivono a latitudini più elevate hanno maggiori probabilità di essere carenti di vitamina D, una molecola derivata dal colesterolo che è presente in alcuni alimenti ma è anche sintetizzata nella pelle con l’aiuto della luce ultravioletta.

Come si evince dai dati dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Science Daily:

Circa il 10% delle donne nel gruppo di studio aveva la preeclampsia e l’analisi ha rivelato che i loro figli in media avevano una pressione sanguigna sistolica più alta rispetto ai bambini nati da madri non preeclamptiche – circa 5 punti percentili in più, quando tutte le letture della pressione sanguigna sono stati organizzati su una scala da 0 a 100 percentile.

I livelli di vitamina D nel sangue del cordone ombelicale hanno modificato chiaramente queste associazioni. Infatti, i bambini nella gamma più bassa del 25% dei livelli di vitamina D erano circa 11 punti percentili più alti nella pressione sanguigna se le loro madri avevano sofferto di preeclampsia, rispetto ai bambini nati da madri non preeclamptiche.

I risultati suggeriscono che avere livelli di vitamina D alti alla nascita, potrebbe mitigare se non eliminare del tutto il rischio rilevato dalla preeclampsia della mamma. Il dottor Mueller, in merito ai risultati ottenuti, conclude dicendo:

Se altri studi epidemiologici confermano questi risultati, sarebbero necessari studi randomizzati per determinare in modo definitivo se una maggiore vitamina D nelle madri a rischio di preeclampsia protegge dall’ipertensione arteriosa infantile.

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