La macrosomia fetale può essere diagnosticata già a partire dal terzo trimestre di gravidanza attraverso uno screening ecografico fetale. Questo è importante per valutare le complicanze dovute a un parto con bambino con macrosomia.

Lo studio, condotto presso l’Università di Cambridge suggerisce proprio tale opportunità e come, lo screening ecografico fetale del terzo trimestre abbia la capacità di identificare più gravidanze con macrosomia.

Il parto di un neonato macrosomico (che pesa più di 3,6 kg, alla nascita) può essere associato a un rischio maggiore di esiti avversi, tra cui morte perinatale e lesioni legate al parto traumatico, come spalle bloccate. Analizziamo, di seguito, lo studio effettuato e i risultati ottenuti dalla ricerca medica.

Macrosomia fetale: cos’è e quali complicazioni comporta al bimbo e alla madre

Prima di parlare dello studio, è doveroso fare chiarezza su cosa sia una la macrosomia fetale e, conseguentemente, un bambino macrosomico.

La macrosomia neonatale è una condizione che interessa circa l’8% dei neonati, ma non è sempre facile determinare quando il bambino è macrosomico durante i nove mesi di gravidanza.

Un bimbo macrosomico è colui il quale, al momento della nascita pesa più di 4 kg. Questo peso eccessivo comporta complicanze sia per il neonato stesso subendo traumi durante il passaggio nel canale del parto, sia per la mamma la quale potrebbe subire delle lacerazioni e maggiore perdita di sangue.

Ecco perché, uno screening ecografico fetale tempestivo risulta di così vitale importanza per la salute della mamma e del nascituro. Il focus dello studio effettuato dai ricercatori si basa proprio su tale problematica e su come sia possibile conoscere durante il terzo trimestre di gestazione una gravidanza macrosomica per prevenirne le complicazioni al momento del parto.

Macrosomia: lo studio sull’eco-screening fetale e l’efficacia della prevenzione

Finora, l’efficacia diagnostica dello screening ecografico nel predire il parto di un neonato macrosomico, distorcia della spalla e mortalità neonatale associata, non era ben stabilita.

Per comprendere meglio la relazione tra peso fetale stimato (EFW), macrosomia e complicanze perinatali, i ricercatori hanno esaminato sistematicamente la letteratura da quattro diversi database clinici.

Lo studio, pubblicato lo scorso 13 ottobre sulla rivista scientifica medicalxpress.com  si pone come obiettivo proprio il rendere efficace lo screening ecografico fetale già negli ultimi tre mesi di gestazione e non attendere il momento del parto per intervenire sulle possibili complicazioni.

Gli autori hanno, quindi, analizzato 41 studi che hanno coinvolto ben 112.034 pazienti non ad alto rischio che erano stati sottoposti a uno screening ecografico del terzo trimestre come parte dello screening universale.

Dai test di screening effettuati, i ricercatori hanno scoperto che un EFW (peso fetale stimato) ultrasonico del terzo trimestre che mostra un aumento del rischio di un bambino grande prevedeva in modo affidabile il parto di un neonato macrosomico.

Ma, c’era da sottolineare anche come, un peso fetale elevato non era sempre associato al rischio di distocia di spalla del bimbo durante il parto.

La distocia di spalla è una complicazione improvvisa durante il parto del bimbo che si presenta in posizione cefalica, caratterizzata dalla mancata espulsione delle spalle dopo la fuoriuscita della testa.

Gli autori dello studio effettuato concludono affermando

Raccomandiamo cautela prima di introdurre lo screening universale del terzo trimestre per la macrosomia poiché aumenterebbe i tassi di intervento, con potenziale danno iatrogeno, senza una chiara evidenza che ridurrebbe la morbilità neonatale.

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