Acido folico in gravidanza, perché aumentare la dose settimanale fa bene al bebè

È importante aumentare l'assunzione di acido folico durante le settimane di gestazione per dimezzare i difetti del tubo neurale alla nascita. Lo studio australiano SAHMRI spiega il perché.

L’importanza di assumere l’acido folico durante la gravidanza fa bene al bimbo. Ma, è recente lo studio che mostra come aumentare la dose settimanalmente possa dimezzare i difetti alla nascita del neonato.

Lo studio sponsorizzato da Nutrition International con il sostegno del governo del Canada e pubblicato su BMJ Global Health, ha dimostrato che l’assunzione settimanale di integratori di acido folico di ferro (IFA) contenenti 2,8 mg di acido folico può ridurre il rischio di NTD (difetti del tubo neurale) fino a 4 volte di più rispetto al l’attuale standard globale di soli 0,4 mg.

Acido folico in gravidanza: perché aumentare la dose settimanale fa bene al bimbo?

I ricercatori di SAHMRI, South Australian Health and Medical Research Institute, hanno scoperto che il rischio di difetti alla nascita può essere notevolmente ridotto se le donne in stato interessante aumentano l’assunzione di acido folico settimanalmente.

I difetti del tubo neurale (NTD) sono problemi alla nascita come la spina bifida che colpisce 300.000 bambini nati ogni anno in tutto il mondo. Alcuni di questi neonati muoiono alla nascita mentre altri hanno disabilità per tutta la vita. Ecco perché è fondamentale l’assunzione, da parte della futura mamma, di acido folico e di ferro durante l’intero corso della gestazione.

Il Prof. Tim Green – autore senior dello studio – ha specificato l’importanza nell’aumentare la dose settimanale di integratori di acido folico, (IFA – iron folic acid supplements), durante i nove mesi di gravidanza in quanto:

Il 70% delle donne che consumano 2,8 mg di acido folico a settimana ha raggiunto una concentrazione di folato di globuli rossi associata a un basso rischio di NTD, rispetto al solo 10% di quelle che assumono 0,4 mg.

L’importanza di assumere integratori anche per le donne sessualmente attive

Assumere integratori di acido folico e ferro non deve essere considerato prerogativa solo delle donne in stato interessante. Dallo studio effettuato, infatti, si evince come un integratore di acido folico dovrebbe essere assunto non solo da coloro che stanno pianificando una gravidanza, ma da tutte le donne che sono sessualmente attive.

Lo stesso Prof. Green, durante lo studio effettuato ha sottolineato tale importanza:

Sappiamo che circa la metà delle gravidanze non sono pianificate a livello globale e nei paesi a basso e medio reddito 10 milioni di queste gravidanze si verificano ogni anno solo nelle adolescenti. Quando queste donne si rendono conto di essere incinte, è troppo tardi per ottenere i benefici dell’IFA.

I ricercatori prevedono che il numero di difetti del tubo neurale nel mondo potrebbe essere dimezzato se l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) agisse in base alle ultime scoperte.

A oggi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un aumento settimanale per tutte le donne tra i 15 e i 49 anni che vivono in quei paesi in cui i livelli di anemia sono superiori al 20%, tassi che spesso si vedono nei paesi più poveri.

L’integratore utilizzato contiene attualmente i 60 mg di ferro ma solo 0,4 mg di acido folico; non abbastanza, dunque,  per fornire un vantaggio vero e proprio sul nascituro e sui possibili difetti di NTD.

In conclusione, il Prof. Green ha spiegato:

È nostra raccomandazione che la formulazione ottimale di acido folico 2,8 mg sia resa ampiamente disponibile per le donne nei paesi a basso e medio reddito il prima possibile.

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