Tutto quello che devi sapere sulla scelta del pediatra, il vademecum per i genitori

Dalla nascita fino ai 14 anni, il medico di riferimento dei bambini è il pediatra. Scopriamo di cosa si occupa, come iscriversi al SSN e come scegliere il migliore per il proprio bambino.

Cosa fanno i genitori quando il proprio bambino ha la febbre, lamenta i sintomi tipici dei malanni di stagione o presenta qualche problema insolito? Ci si rivolge al pediatra, ovvero il medico di base destinato alla cura dei bambini. La scelta del pediatra (pediatra di libera scelta o pediatra di famiglia) è una di quelle decisioni che i genitori devono prendere al momento della nascita del proprio figlio in modo da assicurargli tutta l’assistenza necessaria fin dal momento della dimissione dall’ospedale.

Anche in virtù dell’importanza di questa figura professionale, è utile che i genitori sappiano di cosa si occupa il pediatra, quali sono i suoi doveri e quali gli elementi su cui basare la scelta. Specialmente nelle grandi città, infatti, ci sono più ambulatori pediatrici presso i quali rivolgersi ed è importante capire come fare una scelta corretta, anche considerando che il rapporto con il pediatra durerà per molti anni.

Quando è il momento di scegliere il pediatra?

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ricorda come ogni bambino, fin dalla nascita, deve avere il proprio pediatra di riferimento. Questo per permettergli di accedere ai servizi e alle prestazioni compresi nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza.

La scelta del pediatra, quindi, conviene farla prima della nascita del bambino, in modo da espletare, una volta nato e con i documenti a disposizione (atto di nascita e codice fiscale), le pratiche burocratiche per l’iscrizione al SSN.

Come avviene la scelta del pediatra?

La scelta del pediatra è libera, ma legata all’ASL di riferimento della propria residenza. Gli uffici delle ASL (ormai molte anche online) hanno a disposizione l’elenco completo dei pediatri convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale presso i quali rivolgersi per richiedere la disponibilità alla cura del proprio bambino.

A questo proposito è importante ricordare come ogni pediatra, per legge, non possa avere più di 800 assistiti. A questo tetto massimo è possibile derogare in caso di nascita di un nuovo bambino (in modo che ogni famiglia abbia sempre lo stesso pediatra) o laddove, come avviene in alcune zone periferiche, non ci sia disponibilità di rivolgersi un altro medico nelle vicinanze.

I genitori, quindi, possono contattare (e magari chiedere un incontro conoscitivo) il pediatra che vorrebbero scegliere, quindi recarsi presso l’ASL di riferimento per l’assegnazione per completare la pratica.

Per i bambini figli di genitori extracomunitari che non sono in regola con le norme di ingresso e soggiorno, è comunque garantita l’assistenza pediatrica. La scelta del pediatra avviene quindi tramite autocertificazione che i genitori devono presentare all’Ufficio anagrafe del Distretto sanitario.

Scelta del pediatra: gli elementi da tenere in considerazione

L’assistenza sanitaria di base offerta dai pediatri è destinata a gestire le “patologie acute e croniche secondo la migliore pratica e in accordo con il malato”. Questa breve definizione aiuta a comprendere che l’approccio tra pediatri e genitori deve essere di collaborazione. Non è il pediatra che impone una linea né i genitori che si rivolgono a lui sono come uno sportello automatico di farmaci e certificati medici.

L’importanza della scelta del pediatra è anche e soprattutto legata alla crescita psicofisica sana dei bambini. I bilanci di salute sono uno strumento che i genitori hanno per imparare a prendersi cura dei bambini seguendo le indicazioni e i consigli del pediatra.

La cura dei bambini non è solamente il prevenire o il trattare le patologie che insorgono nel corso degli anni, ma anche il crescerli sapendo come rispondere alle loro esigenze che cambiano rapidamente, soprattutto nei primi anni di vita. Questa prospettiva deve essere sempre alla base degli elementi da tenere in considerazione quando si deve scegliere un pediatra, consapevoli che la prima scelta non è definitiva e irrevocabile e se insorgono problemi è doveroso cambiare.

5 consigli sulla scelta del pediatra

Abbiamo stilato un piccolo vademecum di 5 consigli utili da seguire per scegliere il miglior pediatra per il proprio bambino. Si tratta di suggerimenti; la scelta rimane libera dei genitori che sapranno valutare, sulla base della propria realtà, quali sono gli aspetti più importanti su cui basare questa decisione.

1. Vicinanza e comodità

Quello della prossimità presso la propria abitazione è uno dei principali elementi su cui basare la scelta del pediatra. Non è tanto un vezzo, ma una necessità di ridurre il disagio di spostarsi, soprattutto quando il bambino sta poco bene e ha necessità di recarsi presso l’ambulatorio del pediatra.

Oltre alla distanza è utile anche valutare la comodità di arrivare allo studio medico, se dispone di parcheggi, se è facile da raggiungere con i mezzi pubblici, se la sala d’attesa è comoda e accogliente e, ancora, se l’ingresso è privo di barriere architettoniche tali da consentire un agevole movimento dei passeggini.

2. Gli orari e la reperibilità

Per legge l’ambulatorio del pediatra deve essere aperto cinque volte a settimana (possibilmente dal lunedì al venerdì) garantendo due fasce di apertura (mattutine o pomeridiane). In caso di emergenza, quando l’ambulatorio è chiuso, i genitori possono rivolgersi al servizio di Continuità assistenziale (le ex Guardie mediche) che sono operativi dalle 20 alle 9, giorni festivi e prefestivi inclusi. Anche questo è quindi un elemento da valutare compatibilmente con i propri impegni e orari di lavoro, in modo da sapere a chi rivolgersi sia per le questioni ordinarie e programmabili che per quelle straordinarie e urgenti.

3. I servizi offerti

Alcuni ambulatori pediatrici possono offrire anche servizi aggiuntivi (visite specialistiche, controlli medici, aree gioco, eccetera) rispetto a quanto previsto dalla legge e questo può rivelarsi un elemento prezioso da tenere in considerazione.

4. Cordialità e professionalità

Come detto il pediatra collabora con i genitori che quindi devono sentirsi supportati e compresi durante le varie visite di controllo. È peculiarità del medico essere cordiale e allo stesso tempo professionale, guidando i genitori senza spaventarli o snobbare le loro preoccupazioni, fornendo in questo senso un servizio altamente qualificato. Questo si rivela tale anche nel caso di cambiamento, con la trasmissione al nuovo pediatra delle informazioni utili per la cura e la gestione della salute del bambino.

5. Le referenze

La qualità di un professionista si misura anche dal numero (e dal tipo) delle esperienze positive che egli ha maturato nel corso degli anni. Lo stesso vale anche per la scelta del pediatra con i genitori che si possono affidare al passaparola e alle recensioni presenti sul web, facendo in questo modo una prima scrematura per poter trovare il pediatra a cui rivolgersi.

Quali sono i compiti del pediatra

I pediatri si occupano della “prevenzione, cura e riabilitazione dei bambini e dei ragazzi tra o e 14 anni”. Questo medico di base, quindi, è colui che seguirà i bambini dalla nascita all’adolescenza, passando per l’infanzia e le diverse fasi dell’età evolutiva.

Per la legge italiana il pediatra è obbligatorio fino ai 6 anni, mentre nella fascia d’età tra i 6 e i 14 anni si può scegliere di farsi seguire anche dal medico di famiglia, mentre una volta compiuti i 14 anni il SSN revoca automaticamente l’assegnazione con il pediatra. In caso di handicap o patologie croniche documentate, la scelta del pediatra può essere estesa e mantenuta fino ai 16 anni. Presso l’ambulatorio del pediatra sono erogati prestazioni e certificati gratuiti e a pagamento.

Tra quelli gratuiti rientrano le visite ambulatori (e domiciliari) per prevenire, diagnosticare o curare le varie, la prescrizione dei medicinali, la prescrizione delle prestazioni specialistiche, il rilascio delle certificazioni per la riammissione all’asilo o alla scuola dell’obbligo (dove richiesto dalla Regione), le vaccinazioni da svolgere nel programma vaccinale regionale, la proposte di cure domiciliari, la proposta di ricovero ospedaliero, i bilanci di salute e il rilascio delle certificazioni di idoneità per lo svolgimento dell’attività sportiva non agonistica in ambito scolastico.

Rientrano tra le prestazioni a pagamento le visite occasionali ai bambini non assistiti, i certificati diversi da quelli a carico del SSN e le visite, ambulatoriali e domiciliari, fuori dall’orario dell’ambulatorio.

Come si iscrive un nuovo nato al Servizio Sanitario Nazionale?

I genitori effettuano l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale recandosi presso l’ASL di riferimento con il proprio documento di identità, il certificato di residenza e il codice di fiscale del bambino rilasciato dall’Agenzia delle Entrate o, in alternativa, un autocertificazione dello stesso.

Come si cambia il pediatra

I genitori possono cambiare in qualsiasi momento il pediatra, senza informare il medico, semplicemente recandosi all’ASL (o, se disponibili, effettuando il cambio tramite gli appositi portali online). Anche i pediatri possono revocare l’assistenza, ma devono comunicare le ragioni all’ASL che dovrà informerà i genitori che a quel punto dovranno cercare un nuovo medico.

Visita domiciliare: come funziona

La visita domiciliare può essere richiesta nel caso in cui il bambino non possa autonomamente recarsi presso l’ambulatorio del pediatra. La visita deve essere eseguita possibilmente nel corso della stessa giornata nella quale è stata richiesta, laddove il pediatra la ritenga necessaria e solo quando la richiesta avvenga entro le ore 10.

Dopo le 10 ore, invece, la visita domiciliare va eseguita entro le dodici ore del giorno successivo.

Articolo originale pubblicato il 5 novembre 2021

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