Febbre nei bambini, ecco perché i genitori non devono averne paura

Non sempre la febbre è un male, a volte, quando il bambino non è più un neonato la febbre porta con sé anche dei benefici e i genitori non devono avere paura dell'aumento della temperatura corporea dei loro figli. Le motivazioni scientifiche.

La febbre nei bambini ha i suoi lati positivi? A quanto pare sì, e ciò dipende dal sistema immunitario. Nel 1867 il medico tedesco Dott. Carl Wunderlich stabilì in una ricerca effettuata su 25.000 persone che la temperatura corporea “normale” rilevata non era uguale per tutti, questa oscillava dai 37.00° ai 37.50° C. Mentre, nel 2017, un gruppo di ricercatori dell’Università di Palo Alto, California, scoprì che quella stessa temperatura corporea era, invece, diminuita di un grado, arrivando a 36.00° C.

Queste oscillazioni rilevate nel tempo stanno ad indicare come il corpo umano è in continua evoluzione e non c’è nulla di cui preoccuparsi. Ma quando ad avere la febbre è il bambino, allora ecco che subentrano nei genitori momenti di forte ansia, stress e paure. La febbre, però, ha anche un lato benefico e questo riguarda il rafforzamento del sistema immunitario. Quindi, a volte, non tutto il male viene per nuocere.

Febbre alta persistente nei bambini: cosa è bene fare (e non fare)

Il lato benefico della febbre nei bambini

La Dott.ssa Julie Parsonnet, prof.ssa di medicina presso la Stanford University School of Medicine, insieme al suo team, ha esaminato i dati sia dello studio effettuato nel 1867 sia di quello del 2017, riscontrando un costante calo della temperatura corporea media di circa 0,05 gradi Fahrenheit per decennio. Si è arrivati alla conclusione che almeno il 75% delle temperature normali è ora inferiore a 98.6 (ovvero 37.00°C).

In uno studio, la Dott.ssa Sharon S. Evans ha dimostrato che molte volte la febbre è benefica, riducendo la gravità della malattia e accorciandone anche la durata. Le parole della Dott.ssa Evans riportate dal New York Times:

La febbre colpisce ogni aspetto del sistema immunitario per farlo funzionare meglio. La febbre attiva l’immunità innata, la mobilizzazione dei globuli bianchi (neutrofili) che pattugliano il corpo alla ricerca di agenti patogeni e macrofagi che li divorano.

I macrofagi, a loro volta, inviano un allarme che è necessario aiuto, spingendo l’immunità adattativa – cellule T e cellule B – in azione. Queste cellule avviano una risposta specifica all’invasore: la produzione di anticorpi giorni dopo.

Come si misura la febbre ai bambini?

Quando la febbre migliora la sopravvivenza

Quando il bambino ha la febbre, la prima cosa che i genitori fanno è tentare di abbassarla. Questo trattamento per riportare la temperatura corporea a livelli normali può, in alcuni casi, prolungare o peggiorare la malattia stessa.

Ad affermarlo, il Dott. Paul Offit, vaccinologo presso l’Università della Pennsylvania che, in una rappresentazione video ha spiegato come la febbre migliora la sopravvivenza.

L’immunità, sia innata che adattiva del genere umano e animale, da sempre, funziona meglio a temperature più elevate. Pertanto, quando si assumono farmaci come il paracetamolo o l’ibuprofene per sopprimere la febbre, si lavora effettivamente contro i benefici protettivi conferiti dalla natura. Abbiamo la febbre per un motivo, essa aiuta a ridurre la diffusione virale e ad accorciare la durata di malattie come l’influenza.

Certo, in molti casi curare la febbre con i farmaci appropriati fa sicuramente sentire meglio ogni persona, grande o piccola che sia, alleviando sintomi annessi come mal di testa, dolori muscolari e affaticamento ed è consigliato da medici e pediatri ma, abusare di medicine e non lasciare che la febbre “faccia il suo corso” non è certo la scelta giusta da intraprendere.

L’ipotalamo: il termostato integrato della febbre

I genitori hanno spesso paura quando il bambino ha qualche decimo di febbre in più. Tale paura scaturisce dal timore di possibili conseguenze dovute all’aumento della temperatura corporea del piccolo. Una di queste è rappresentata dalle convulsioni febbrili, ovvero brevi convulsioni, tremori e a volte perdita di coscienza che possono colpire alcuni bambini piccoli.

Le convulsioni febbrili, però, derivano da come le temperature salgono velocemente, non quanto alte diventano. E questo è uno degli errori che molti genitori commettono nel valutare i sintomi legati ad un innalzamento della febbre. Inoltre, il corpo ha un termostato integrato, l‘ipotalamo, che impedisce alle temperature di salire abbastanza da causare determinati danni.

In merito alle convulsioni, però, la Dott.ssa Gordon, pediatra di Brooklyn (NY), ha spiegato:

Le convulsioni febbrili sono inquietanti e terrificanti da guardare per i genitori, ma non causano alcun danno. Tuttavia, la febbre è preoccupante nei bambini molto piccoli che hanno un sistema immunitario immaturo e non sono ancora stati vaccinati contro malattie gravi. In questi casi, si raccomanda l’assunzione di farmaci per abbassare la febbre alta.

Si consiglia, quindi, di contattare il pediatra di riferimento se il neonato presenta la febbre e di intervenire prontamente.

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