
Quando parliamo di gravidanza, è impossibile non parlare di ormoni. Da prima del concepimento al parto, infatti, queste molecole hanno un’import...
La secchezza vaginale può essere più comune di quanto si pensi in gravidanza. Ecco da cosa dipende e come rimediare.

Grazie agli estrogeni, durante la gravidanza infatti vengono aumentate le secrezioni, fino ad arrivare a quella che viene definita leucorrea gravidica – tanto da essere talvolta scambiata per liquido amniotico -, tuttavia ci sono delle eccezioni, rappresentate proprio da chi (e non sono poche) sperimenta secchezza e bruciore intimo, con una lubrificazione minore o persino del tutto assente.
Cosa fare allora per risolvere il problema ed evitare microtraumi alla mucosa vaginale, che possono essere potenziali veicoli di colonizzazione batterica?
Prima di tutto è fondamentale capire da cosa dipenda la secchezza vaginale durante la gravidanza. Come detto, tutto sta negli ormoni, e soprattutto ai cambiamenti che essi subiscono nel corso dei nove mesi. Abbiamo già parlato del ruolo importantissimo degli estrogeni, che contribuiscono al benessere del tessuto vaginale, alla sua elasticità, acidità e lubrificazione, ma quando questi calano, cosa che accade in gravidanza, allattamento e menopausa, ecco che si può incorrere nella secchezza vaginale.

Quando parliamo di gravidanza, è impossibile non parlare di ormoni. Da prima del concepimento al parto, infatti, queste molecole hanno un’import...
Anche lo stress, però, può essere un fattore aggiunto che va ad aumentare la secchezza, mentre in altri casi la causa è da ricercarsi nell’utilizzo di saponi e detergenti intimi troppo aggressivi e incapaci di rispettare il naturale pH della pelle.
Infine, c’è un aspetto psicologico altrettanto importante e da non trascurare: durante l’attesa di un figlio, infatti, molte donne (ma anche molti uomini) evitano di avere rapporti sessuali perché temono di poter far del male al bambino, e questo, naturalmente, può incidere notevolmente sulla capacità di lubrificazione.
Spesso la secchezza vaginale si accompagna ad altri sintomi quali bruciore, irritazione, prurito, dolore durante i rapporti che, per questo motivo, diventano complicati se non addirittura impossibili.

Comuni e generalmente fisiologici, ecco una pratica guida ai principali disturbi che possono verificarsi durante tutto il periodo della gravidanza.
Come contrastare allora la secchezza vaginale durane la gravidanza? Un primo e concreto aiuto è rappresentato da lubrificanti e creme da applicare in vagina, rispetto ai quali però occorre l’ok del medico perché, come sappiamo, occorre prestare attenzione a tutto ciò che di medico o farmacologico viene usato durante la gestazione, affidandosi solo a prodotti che siano compatibili con lo stato di gravidanza e non causino problematiche al feto.
Spesso i lubrificanti inoltre hanno il solo scopo di eliminare la secchezza prima di un rapporto sessuale, ma non rappresentano una soluzione a lungo termine; per questo, è meglio optare per creme idratanti, da applicare nell’epitelio e in grado di trattenere l’acqua della vagina, mantenendone l’idratazione, o di integratori specifici, per aumentare la produzione di collagene
Ci sono anche trattamenti ormonali locali da usare su prescrizione del ginecologo, come l’applicazione locale di basse dosi di estrogeni, sotto forma di ovuli, o di creme, che hanno un applicatore.
Infine, esistono alcune “buone norme” di comportamento da mantenere per evitare o ridurre la secchezza vaginale: ad esempio, è bene non fumare ed evitare l’alcol – cosa che in gravidanza è in ogni caso consigliabile -, visto che entrambi riducono il livello di estrogeni nel sangue; bere acqua in abbondanza, che favorisce l’idratazione e aumenta i liquidi corporei; evitare l’uso di carta igienica profumata o qualsiasi tipo di oli o schiume da bagno profumato che possono irritare la pelle della vagina.
A proposito di aiuti e suggerimenti, ecco i migliori prodotti da acquistare su Amazon per risolvere il problema della secchezza vaginale. Ricordiamo di chiedere sempre prima consiglio al proprio medico e di non affidarsi al fai da te.

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