Anonimo
chiede:
Buongiorno, ho 37 anni e sono alla mia quarta gravidanza. Nel 2016 ho iniziato a soffrire di una dolorosa ragade anale, che poi ha cronicizzato probabilmente per cure non adeguate. Nel 2018 ho partorito naturalmente e la ragade si è ingrandita, tant’è che hanno dovuto asportarla. All’epoca dissero che in futuro sarebbe potuta tornare.
È stato traumatico anche per la delicata situazione del post parto e in anche dopo l’asportazione la guarigione della ragade è stata lenta, ci sono voluti mesi. L’allattamento limitava l’assunzione di farmaci antidolorifici. I dolori persistevano per 6/8 ore dopo ogni defecazione e io avevo serie difficoltà ad occuparmi della neonata e della famiglia. Da allora prendo integratori contro la stitichezza e da quando sono rimasta incinta ho dovuto ricominciare ad assumere Movicol per mantenere le feci morbide, perché gli integratori non funzionavano più.
La mia attuale gravidanza non è stata programmata e la sto vivendo con sentimenti confusi. Sono già innamorata di questo bimbo che porto in grembo ma allo stesso tempo sono terrorizzata dal rivivere l’esperienza negativa dell’ultimo post parto, mi provoca ansia e pensieri negativi, e a vivere male la gravidanza. Volevo chiedere se un parto cesareo potrebbe preservarmi dal ripetersi di questa brutta esperienza.
Gentile signora, casi come il Suo sono molto frequenti , specie in gravidanza. Quando si hanno alterazioni della funzione o problematiche anorettali è prudente rivlgersi ad uno Specialista ed eseguire un’accurata visita con anoscopia. Solo dopo una precisa diagnosi documentata potrà conoscere il percorso di cura più idoneo ed efficace e valutare la necessità di un parto cesareo. Un cordiale saluto.
* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento
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- Colonproctologo
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