Anonimo

chiede:

Sono una donna di quasi trentanove anni, cerco di essere più
concisa possibile, circa due anni fa ho avuto un parto prematuro alla ventitreesima settimana di gestazione, forse dovuta da infezione o da amniocentesi, nn è chiara la cosa, in ogni modo vorrei tanto avere un altro figlio, ma il mio
ginecologo alla mia domanda “se mai dovessi avere una altra gravidanza ripercorrerei
il calvario subito dell’ultima?” mi ha risposto di nn saperlo e che
bisognerebbe vedere se il collo dell’utero si è indebolito e se mai fare un
cerchiaggio. Ora, vorrei sapere in che consiste realmente il cerchiaggio e che rischi comporta, poi come si può vedere se il collo dell’utero è indebolito? Ci sono analisi o comunque qualcosa che possa dimostrarlo prima di un
eventuale gravidanza? In quali casi si può indebolire il collo dell’utero? Infine un’altra cosa, mi dispiace dovervi dire, non la prenda come una offesa, ma secondo me scoraggiate troppo le donne di quaranta anni che vogliono avere una gravidanza, in realtà che rischi avrebbe di più di una trentottenne? Intorno nn faccio che vedere ultraquarantenni alla loro prima gravidanza e portarla molto meglio di donne più giovani. La prego mi risponda, anche se forse mi sono dilungata un po’ troppo, ho bisogno di sapere….
Grazie da

Gentile Linda,
la diagnosi di incontinenza cervicale o è anamnestica o si basa
sull’evidenza. Se nella storia di una donna ci sono almeno due episodi di
perdita pressoché indolore del prodotto del concepimento, che viene espulso
in genere vivo quasi senza contrazioni, a causa appunto di una particolare
lassità della cervice che cede alla pressione dell’utero, si presume con una
buona attendibilità che ci sia un’incontinenza cervicale. A quel punto si
programma per tempo un cerchiaggio cervicale, per mettere una fascetta di
tessuto non riassorbibile attorno al collo dell’utero, che agisce come quei
lacci con cui si chiudono le buste tirandoli da un lato. Se invece l’aborto,
perché aborto e non parto era alla 23a settimana, a meno che il feto sia
sopravvissuto, si è manifestato con contrazioni dolorose, con tanto di
travaglio durato qualche ora, bisogna ammettere che il collo era ben chiuso
e che è stata la dinamica del parto a determinarne la dilatazione. In questo
caso un cerchiaggio cervicale potrebbe essere addirittura controproducente
perché costituirebbe una spina irritativa. A gravidanza ormai avanzata,
esistono poi dei metodi per accertare se una cervice tende a divenire
incontinente: la visita ginecologica e l’ecografia transvaginale. Se si
manifesta questa tendenza, con iniziale protrusione del sacco amniocoriale,
si può eseguire un cerchiaggio d’urgenza, detto “a caldo”, che in buona
percentuale risolve il problema. Come vede la questione è specialistica e,
pur comprendendo il suo desiderio di essere informata, le suggerisco di
lasciare al ginecologo la diagnosi e la scelta terapeutica. Per il secondo
punto della sua lettera, non mi riconosco fra quei ginecologi che
scoraggiano la gravidanza a 40 anni. Siamo però costretti ad informarvi che
esistono dei rischi maggiori, fra i quali l’aumento dell’incidenza delle
cromosomopatie e l’opportunità quindi di eseguire la villocentesi o
l’amniocentesi. Tutto qui. Anche questa è medicina basata sull’evidenza.
Sono d’accordo sulla scarsa differenza fra 38 e 40 anni. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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