Corioamnionite: cause e conseguenze - GravidanzaOnline

Anonimo

chiede:

Gentile dottore,
avrei bisogno di un parere su una questione che mi ha messo molto in
ansia.
Dopo due anni di tentativi a settembre sono finalmente rimasta incinta in
seguito ad una IUI. Poiché il cariotipo di mio marito ha evidenziato una
traslocazione cromosomica bilanciata ho dovuto sottopormi ad amniocentesi
il
giorno 3 gennaio (ero alla 15 settimana + 6). Inizialmente sembrava andare
tutto bene, ma il giorno successivo mi è venuto un forte raffreddore e
alla
sera la febbre a 37,5°; inoltre ho notato che nel corso della giornata ho
avuto leggerissime perdite di liquido. Il terzo giorno, oggi, la febbre
era
37,8° e allora ho cominciato ad assumere, su consiglio della ginecologa,
Ascriptin due volte al giorno e mi è stato detto che nel caso di febbre
superiore ai 38° dovrò assumere l’antibiotico Augmentin, sempre due volte
al
giorno.
Le mie preoccupazioni ora sono due: la febbre può comportare danni al feto
che non potranno essere riscontrati tramite alcun futuro esame
diagnostico?
Poiché ho letto che una delle cause principali di aborto in seguito ad
amniocentesi è dovuta proprio ad infezioni trasmesse al liquido amniotico
in
seguito alla lesione del sacco amniotico, è possibile che l’infezione che
ha
causato l’influenza possa provocare un aborto? Nel caso, entro quanto
tempo
dall’amniocentesi questo può accadere?
La ringrazio cortesemente se potrà aiutarmi a fare un po’ di chiarezza
perché
sono davvero spaventata per il sereno proseguimento della gravidanza.

Redazione

Redazione

risponde:

Cara Emanuela,
la corionamniotite, temibile infezione che a volte può complicare una
amniocentesi, può derivare, oltre che da una tecnica di prelievo non idonea,
anche da infezioni vaginali materne. In genere si manifesta dopo pochi
giorni dalla amniocentesi, anche se non sono rare infezioni, o
manifestazioni delle stesse, tardive, anche a distanza di un mese. Dopo una
amniocentesi, una piccola perdita, di liquido può essere considerata normale
a patto che non sia abbondante e che non duri più di due o massimo tre
giorni. Da quanto posso dedurre dalla Sua descrizione, la febbre non
dovrebbe avere nulla a che fare con il prelievo.
Nella maggioranza dei casi, un raffreddore, o una sindrome influenzale o
parainfluenzale non causa nessun problema alla gravidanza ed al feto.
Eccezioni sono quelle infezioni sostenute da virus potenzialmente pericolosi
per il feto come per esempio i parvovirus o il citomegalovirus che possono
manifestarsi con gli stessi sintomi di un raffreddore o di una influenza. Ad
ogni modo ogni gravida esegue il cosiddetto complesso T.O.R.C.H che consente
appunto di valutare lo stato immunitario materno nei confronti di alcuni
germi patogeni, fra i quali il toxoplasma, il citomegalovirus, il virus rubeolico. Valuterà il Suo ginecologo, anche in base ai risultati ottenuti
dal precedente TORCH, se ripeterlo e se eseguire anche la ricerca di
anticorpi contro i parvovirus e/o ulteriori indagini microbiologiche.
Tutto questo ovviamente per eccesso di zelo, in quanto, ripeto, nella
maggioranza dei casi, una sindrome influenzale con causa problemi alla
gravidanza.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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