È un nome piuttosto diffuso in molte sue varianti, che deriva dal nome latino Vincentius, tratto dall’aggettivo vincens, il participio presente del verbo latino vincere, e ha perciò il significato letterale di “che vince”, “che conquista”, “vincente”. In questo senso ha un significato analogo ai nomi Vittorio, Niceta e Sanjay. Ha pertanto significato analogo ai nomi Vittorio, Niceta e Sanjay.

Il suo valore è chiaramente augurale, ed è stato molto popolare già dai primi cristiani; all’epoca, e più generalmente in un contesto religioso, il nome può essere interpretabile come “vincente sul peccato/sul male”.

L’onomastico può essere festeggiato il 27 settembre, in onore di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote e fondatore di diverse congregazioni, ma si ricordano anche san Vincenzo di Saragozza, diacono e martire, festeggiato il 22 gennaio, e san Vincenzo Ferreri, sacerdote e predicatore, il cui onomastico si celebra il 5 aprile.

In Inghilterra è stato introdotto nel 1200 e, sebbene usato sin da allora, si è diffuso realmente solo a partire dal XIX secolo.

In Italia è senza dubbio uno dei nomi storicamente più diffusi, radicato in particolar modo al Sud e nelle isole maggiori, grazie soprattutto al culto di numerosi santi. Alcune stime lo pongono all’ottavo posto per frequenza nel XX secolo, ma ancora nel 2004 era al 30° posto tra i nomi più scelti per i neonati. Nel 2019 ha subito una leggerissima flessione, ma è stato attribuito ancora a 1410 nuovi nati su tutto il territorio, pari allo 0,66% del totale.

Le varianti più famose sono Vincent, Vinzent e Vicente.

 

 

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