Simone, nome molto diffuso in Italia, deriva dal nome ebraico שִׁמְעוֹן (Shim’on), basato su שָׁמַע (shamá’, “ascoltare”), ed è portato da numerosi personaggi della Bibbia; il suo significato è “che ascolta” o “Egli ha ascoltato”, testimoniato anche in Genesi 29,33, dove Lia, moglie di Giacobbe, ringrazia il Signore di averle fatto concepire Simeone dicendo “L’Eterno ha udito che io non ero amata, e perciò mi ha dato anche questo figlio”. In alternativa potrebbe significare “piccola iena”.

Nell’Antico Testamento il nome è però portato anche da Simone Maccabeo, re di Giudea della dinastia degli Asmonei.

In greco, il nome venne adattato come Σῠμεών (Symeon), da cui derivano il latino Symeon e poi l’italiano Simeone. Nel Nuovo Testamento al posto di questo nome venne tuttavia adoperato un soprannome nativo greco, Σίμων (Simon), derivato dal termine σῖμος (simos, “dal naso camuso”), da cui siamo giunti all’odierno Simone. Altri personaggi del Nuovo Testamento a portare questo nome sono Simeone, il sacerdote che benedisse Gesù bambino al Tempio di Gerusalemme, Simone di Cirene, che aiutò Gesù a portare la croce sul Calvario, e gli apostoli Simone il Cananeo e Simon Pietro. È soprattutto grazie a quest’ultimo che il nome si è diffuso moltissimo nel mondo cristiano

Nella variante greca il nome è attestato per la prima volta nella letteratura da Pseudo-Igino nelle Fabulae, ed è il nome di uno dei giovani pirati trasformati in delfini da Dioniso.

Simone è stato, secondo l’Istat, l’ottavo nome maschile più utilizzato per i neonati nel 2004 e il settimo nel 2006; in effetti, dal 1999 al 2019 la sua diffusione è calata, ma resta comunque un nome molto apprezzato. Vent’anni fa infatti si chiamavano così 6379 bambini, mentre nel 2019 sono stati 1591.

L’onomastico si celebra generalmente il 28 ottobre, in memoria di san Simone il Cananeo, detto “Zelota”, apostolo e martire in Persia.

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