L’origine del nome Gerardo arriva dal germanico Gerhard, composto dai termini ger (o gaira, “lancia”) e hart (o hard, hardu, “duro”, “forte”) e, alla luce dell’etimologia, il suo significato può essere interpretato come “forte con la lancia”, “abile con la lancia” o anche “guerriero forte”.

Più tardi è stato latinizzato in forme come Gherardus, direttamente dal tedesco Gherard, o Gerardus – dal francese Gérard -; nel nostro Paese il nome si è diffuso soprattutto nell’Italia meridionale, in particolar modo in Campania, nella Calabria settentrionale e nelle province di Foggia e Potenza. Gherardo, invece, che è una sua variante, risulta più comune nel centro e nel nordo della penisola, mentre l’ipocoristico Gaddo è tipico soprattutto della Toscana.

Per quanto spesso confusi l’uno con l’altro, il nome Giraldo non rappresenta una variante di Gerardo. Alcune varianti estere sono Gerard, il già citato Gérard, Gerhard, fino all’ungherese Gellért. Esiste anche la variante femminile, Gerarda, per quanto sicuramente molto meno comune.

Nel nostro Paese la diffusione del nome è andata scemando col tempo, anche se superano tuttora le centinaia i bambini così chiamati; nel 1999 a chiamarsi Gerardo sono stati 224 neonati, mentre vent’anni più tardi, nel 2019, il nome è stato scelto da 134 genitori residenti sul territorio italiano.

Ci sono vari santi chiamati Gerardo che vengono celebrati durante l’anno, ma noi facciamo riferimento a  san Gerardo Maiella, religioso redentorista, che si celebra proprio il 16 ottobre.

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