Aborto e Raschiamento Uterino

L'aborto consiste nell'interruzione di gravidanza e dunque nella rimozione del feto -o dell'embrione - dall'utero. Nel caso in cui l'aborto avvenga per cause non dipendenti dalla gestante ed entro la 24esima settimana di gravidanza, si parla di aborto spontaneo, se invece si ricorre a tecniche mediche per indurlo, siamo in presenza di un'interruzione volontaria di gravidanza (IVG).

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L'aborto spontaneo è un'occorrenza molto più comune di quanto si pensi, le stime riportano che circa il 10-25% delle gravidanze termina a causa di un aborto spontaneo, percentuale che sale fino al 50-75% nel caso di fecondazione artificiale. La maggior parte delle interruzioni spontanee di gravidanza avviene nel corso delle prime 13 settimane di gravidanza e, generalmente, la causa primaria di aborto nel corso del primo trimestre è dovuta ad anomalie di stampo cromosomico che pregiudicano lo sviluppo salutare del feto. Le motivazioni e i disturbi che possono condurre a una perdita spontanea del feto sono multiple. La sindrome dell'ovaio policistico è un fattore che può incidere fortemente sulle probabilità di aborto, accanto a problematiche quali disfunzioni ormonali nella madre, la conduzione stile di vita fortemente squilibrato e l'esposizione a traumi di tipo psicofisico. Un gravidanza in età avanzata, inoltre, è soggetta a un maggior rischio di aborto spontaneo: fra i 35 e i 45 anni le possibilità di non riuscire a portare a termine la gestazione sono del 20-35%, mentre oltre i 45 anni la percentuale ascende persino al 50%. In Italia l'interruzione volontaria di una gravidanza indesiderata è garantita dalla legge n. 194 del 22 maggio 1978 e preclude l'interruzione volontaria di gravidanza oltre il 90esimo giorno dal primo ciclo dell'ultima mestruazione. Esistono diverse prassi mediche impiegate per indurre l'aborto, la scelta della più appropriata dipende fortemente dall'epoca gestazionale in cui viene effettuato l'intervento. Se l'interruzione ha luogo entro le prime 8 settimane di gravidanza si predilige l'isterosuzione, effettuata aspirando -mediante una cannula- l'embrione e l'endometrio. Dall'ottava alla dodicesima settimana si procede, invece, con la dilatazione meccanica del canale cervicale e la revisione e svuotamento della cavità uterina (raschiamento). Lo svuotamento uterino avviene in condizione di sedazione farmacologica profonda, ha una durata di circa 15 minuti si svolge raschiando delicatamente con una curette il rivestimento dell'utero. L'intervento viene effettuato in day hospital e la donna è dimessa, se non si presentano complicazioni, in giornata.

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