Coliche del neonato, cosa c’è da sapere

Coliche del neonato, cosa c’è da sapere

Le coliche del neonato sono una di quelle esperienze che terrorizzano i neo-genitori, e sulle quali circolano informazioni più o meno attendibili. Ecco tutto quello che può essere utile sapere a dei genitori alle prime armi in tema di coliche gassose del neonato.

Come riconoscere le coliche del neonato

Le coliche del neonato si manifestano dopo le prime settimane di vita, con crisi improvvise di pianto, forte e prolungato, che possono durare anche diverse ore. Oltre a urlare a più non posso, in genere il bambino stringe i pugni, porta le gambe al petto, serra gli occhi e spinge la punta della lingua verso l’alto. In teoria, gli attacchi sono più frequenti nelle ore serali, ma di fatto possono presentarsi in qualunque momento della giornata, senza alcun preavviso.

Coliche del neonato: l’alimentazione

Una cura vera e propria per le coliche del neonato non esiste. Esistono però una serie di accorgimenti e di rimedi naturali che possono offrire un po’ di sollievo. Per prima cosa, si può tentare di intervenire sull’alimentazione del bambino: ai bambini nutriti col latte artificiale si possono somministrare dei tipi di latte formulati appositamente per ridurre la formazione di gas intestinali, utilizzando magari uno dei biberon “anti colica” disponibili sul mercato. Se il neonato è allattato al seno, invece, contrariamente a quello che sostengono diffuse credenze popolari, l’alimentazione materna incide poco o nulla sull’eventuale mal di pancia del poppante. Le uniche evidenze scientifiche riguardano il latte vaccino e i derivati, che contengono alcune proteine che, “passando” nel latte materno, possono effettivamente creare qualche problema, per cui eliminarli temporaneamente dalla dieta potrebbe dare qualche giovamento.

Massaggi contro le coliche del neonato

Alimentazione a parte, molti genitori riscontrano che il sistema più efficace per alleviare i fastidi delle coliche del neonato è rappresentato dai massaggi, da effettuare, meglio se con l’ausilio di oli specifici a base di camomilla, maggiorana e altre erbe officinali, in senso circolare sul pancino del bebè, tracciando una specie di C intorno all’ombelico e cercando si seguire il profilo del colon. Per favorire l’espulsione dei gas intestinali si può anche far sdraiare il bambino sulla schiena e portargli delicatamente le ginocchia al petto, oppure muovergli le gambe in modo da simulare una pedalata. Anche un bagno tiepido può contribuire ad alleviare la tensione e rilassare il malcapitato neonato col mal di pancia.

Coliche del neonato: attenzione alle tisane

Più controverse, invece, le tisane al finocchio, a lungo considerate un rimedio efficace per le coliche del neonato ma più di recente finite sotto accusa per la presenza di estragolo, una sostanza contenuta appunto nei semi e di conseguenza nell’infuso di finocchio e riconosciuta da anni come cancerogena e genotossica. In realtà, vista la concentrazione di estragolo nelle tisane e le quantità che normalmente può assumerne un neonato, il rischio di intossicarsi è trascurabile, ma va detto che l’assunzione di liquidi diversi dal latte può interferire con l’allattamento al seno. Un discorso che vale anche per altri infusi consigliati in caso di coliche del neonato, come quelli di anice o camomilla, e che per questa ragione dovrebbero essere somministrati con estrema parsimonia, e comunque sempre dietro consiglio medico (vanno sempre preferiti prodotti non zuccherati né dolcificati). Nei casi più difficili, il pediatra può valutare la somministrazione di farmaci antispastici, ed è ovviamente indispensabile attenersi alle indicazioni mediche con estremo rigore.

Le coliche del neonato non esistono?

Chi è alle prese con le coliche del neonato, infine, dovrebbe tenere presente che secondo una diversa scuola di pensiero condivisa da molti pediatri le coliche del neonato in realtà “non esistono”, nel senso che le crisi di pianto c’entrano più con la fatica di adattarsi alla vita extrauterina che a un reale “mal di pancia”, e vanno affrontate con molto contatto pelle a pelle, pazienza e coccole. Tanto è vero che di solito le crisi scompaiono (spesso dopo i primi tre mesi di vita) senza un’apparente ragione, proprio come si erano manifestate la prima volta.