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Coliche del neonato: come riconoscerle e affrontarle

Urla a più non posso, stringe i pugni, porta le gambe al petto, tiene gli occhi serrati e la punta della lingua verso l’alto, in un tipico segnale del dolore. Sono questi, di norma, i sintomi delle coliche del neonato, un disturbo che colpisce molti bambini e genera spesso ansia e frustrazione nei genitori, specie se alla prima esperienza con un figlio. Di solito le coliche del neonato sono più frequenti nelle ore serali, ma possono presentarsi in qualunque momento della giornata, o anche di notte. A volte il pianto è così intenso che si accompagna a sudore freddo, arrossamento del viso, raucedine e piccoli episodi di apnea.

La cause di queste crisi quotidiane vengono di solito associate alla formazione di gas intestinali o all’ingestione di aria in eccesso durante la suzione (si parla infatti di coliche gassose del neonato), anche se non tutti i pediatri sono concordi nell’attribuire una ragione di natura “organica” ai pianti dei primi mesi di vita. Quale che sia la causa delle coliche del neonato, un rimedio spesso efficace è rappresentato dai massaggi, da effettuare in senso circolare sul pancino del bebè. Per aumentare l’efficacia del massaggio si possono usare specifici oli a base di maggiorana, camomilla e altre erbe officinali, ma è sempre meglio chiedere prima al proprio medico di riferimento (e in ogni caso, vanno evitati gli oli essenziali, che non dovrebbero mai essere applicati direttamente sulla pelle di un bambino).

Anche una tranquilla passeggiata, nel passeggino o meglio ancora nel marsupio o in fascia, garantisce di solito un effetto calmante, così come un bagno rilassante nella vasca di casa o, perché no, in piscina, dove un istruttore competente può anche insegnare a mamma e papà alcuni esercizi specifici per calmare il bambino. In ogni caso, di fronte alle coliche del neonato, è sempre utile abbracciare il bebè, consolarlo e parlargli all’orecchio con tono rassicurante.

Se si stabilisce che il problema riguarda effettivamente la formazione di gas intestinali, si può ricorrere a un’altra tecnica che consiste nello sdraiare il bambino sulla schiena e nel portargli delicatamente le ginocchia al petto, oppure muovergli le gambe in modo da simulare una “pedalata”. Anche tenere il piccolo a pancia in giù, magari sul petto della madre o del padre, può aiutare a calmare i dolori causati dalle coliche del neonato. Prima di ricorrere a farmaci veri e propri, inoltre, è possibile somministrare al bambino qualche goccia di tisana a base di finocchio, anice o camomilla, facendo però estrema attenzione a non interferire con l’allattamento. È raccomandabile, in quest’ottica, offrirle al bambino con il cucchiaino e non con il biberon, scegliendo sempre prodotti che non contengano zucchero. In ogni caso, è indispensabile chiedere sempre consiglio al pediatra prima di prendere qualunque iniziativa.

Per quanto riguarda infine l’alimentazione, i neonati allattati al seno dovrebbero, intanto, continuare a poppare a richiesta senza problemi. La mamma che allatta, però, può eliminare dalla propria dieta i latticini, che contengono alcune proteine che “passano” nel latte materno e possono determinare fenomeni di intolleranza. Per i bambini nutriti col biberon, invece, è possibile scegliere tra diversi tipi di latte formulato appositamente per ridurre la formazione di gas intestinali, oltre che intervenire correggendo la posizione del bimbo e l’inclinazione della bottiglia, in modo da evitare il più possibile l’ingestione di aria.

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