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1ª settimana di gravidanza

La prima settimana di gravidanza inizia dal primo giorno dell’ultima mestruazione, secondo il calcolo detto dell’età gestazionale: cosa succede in questo periodo e quali sono i cambiamenti in atto nel corpo della donna

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Il conto delle settimane di gravidanza parte quando l’ovulo non è ancora fecondato dallo spermatozoo e la donna non è ancora incinta: la prima settimana di gravidanza inizia infatti con l’ultima mestruazione, secondo il calcolo del metodo dell’età gestazionale che risulta più preciso rispetto all’età concezionale, con cui invece il calcolo parte dal primo giorno dopo il concepimento. In ogni caso già da questo momento, soprattutto per chi è alla ricerca di un figlio, è bene iniziare a preparare il proprio corpo ad accogliere una nuova vita.

Le donne che sono alla ricerca di una gravidanza dovrebbero iniziare da alcuni accorgimenti per prepararsi al meglio ai futuri cambiamenti. Per prima cosa è consigliabile prenotare una visita dal proprio ginecologo.
È poi opportuno curare il più possibile la propria alimentazione e occuparsi del proprio benessere psicofisico. Fondamentale è smettere di fumare, poiché oltre ad essere dannoso per la salute il fumo riduce la fertilità della donna, e non assumere droghe o alcol.

Gli esperti consigliano poi di iniziare ad assumere l’acido folico, che aiuta lo sviluppo del feto e previene alcune patologie anche gravi. Importante nella ricerca di una gravidanza è poi il confronto con il proprio compagno, poiché il cambiamento riguarderà entrambi i genitori.

Prima settimana di gravidanza: la mamma

Come detto, durante quella che viene contata (a posteriori, cioè nel momento in cui la donna ha la conferma di essere incinta) come la prima settimana di gravidanza l’ovulo non è ancora fecondato e lo spermatozoo non ha nemmeno iniziato il suo viaggio. La prima settimana si conta a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione, che, per un bel po’, sarà anche l’ultima. In questo momento l’ovulo si sta preparando a spostarsi dalle ovaie fino alle tube di Falloppio: qui, al momento giusto, accoglierà lo spermatozoo. Perché succeda ci vorranno 14 giorni: in questo periodo di tempo il corpo sta aumentando la produzione di un ormone, il FSH (follicolo-stimolante), deputato al nutrimento degli ovuli.

Gli ovuli che in questo momento stanno maturando all’interno delle ovaie sono ancorati ai follicoli (che stanno producendo l’estrogeno per aumentare la circolazione del sangue all’interno dell’utero e rendere l’endometrio più spesso per reggere l’impianto dell’ovulo fecondato) e si stanno spostando lentamente verso la superficie delle ovaie. Non tutti i follicoli supereranno questa fase: solo uno, detto follicolo dominante, rilascerà l’ovulo quando arriverà il momento.

Prima settimana di gravidanza: il bambino

In questa fase l’ovulo non è stato ancora fecondato, ma il percorso verso la nascita inizia da qui. Per questo è importante che la futura mamma inizi sin da ora a curare il proprio benessere e a tenere monitorata la salute, chiedendo un consulto al proprio ginecologo, per tracciare la storia medica della paziente e del suo partner ed evidenziare eventuali familiarità con patologie specifiche che potrebbero risultare dannose per la mamma e il suo bambino.

Prima settimana di gravidanza: gli esami da fare

Nel corso di questa prima visita informativa, detta “preconcezionale“, il ginecologo prescrive alla donna alcuni esami di screening per poter costruire un quadro clinico in vista della gravidanza. Tra gli esami prescritti in questo momento c’è l’emocromo (le “classiche” analisi del sangue con cui è possibile mettere in luce un’eventuale anemia o altre anomalie che potrebbero influire sulla gravidanza) a cui si aggiungono il Pap test, il test dell’Hiv, quello della clamidia e altri eventualmente prescritti dallo stesso professionista.

  1. Pap test: si tratta di un esame non invasivo che serve per rilevare l’eventuale presenza di cellule anomale all’interno del collo dell’utero e consente di individuare infiammazioni o lesioni precancerose o cancerose.
  2. Test dell’Hiv: con un semplice prelievo del sangue si può individuare la presenza del virus dell’immunodeficienza acquisita (detto appunto Hiv), che compromette le difese immunitarie e può essere trasmesso anche al bambino
  3. Test della clamidia: consente di individuare, tramite tampone vaginale o esame delle urine, la presenza di un particolare batterio trasmissibile sessualmente, in genere asintomatico, che può provocare alcune infezioni al neonato
  4. Toxotest: è il test che rileva la presenza del virus della toxoplasmosi, che generalmente non dà particolari complicazioni ma che, se contratto in gravidanza, può avere conseguenze gravi per lo sviluppo del feto.

Prima di una gravidanza il medico può effettuare anche un’ecografia pelvica e consigliare il Rubeo test per la rosolia che, se contratta durante la gravidanza, può compromettere gravemente lo sviluppo del feto.

Prima settimana di gravidanza: le cose da sapere

Fin da questi primi momenti è importante per una donna che si prepara ad una gravidanza assumere comportamenti e abitudini salutari: via libera all’esercizio fisico, al consumo di alimenti sani – su tutti frutta e verdura – e all’impiego di integratori vitaminici come l’acido folico, fondamentale durante la gravidanza anche per ridurre il rischio di anencefelia e spina bifida nel feto. Le donne fumatrici dovrebbero smettere sin da ora di fumare, mentre è sconsigliata durante tutto il periodo di gestazione l’assunzione di alcol (e, ovviamente, anche di sostanze stupefacenti).

Per molte donne la gravidanza arriva a sorpresa: in questo caso niente paura, analisi e anamnesi saranno effettuate alla prima visita ginecologica, da prenotare una volta scoperto di essere incinta (o in caso si sospetti una gravidanza). E anche in questo caso il tempo per prepararsi nel modo migliore all’arrivo del bebè non manca: il viaggio appena iniziato durerà nove mesi, ben 40 settimane, circa 280 giorni.

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