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Turia Pitt, sportiva australiana rimasta gravemente ustionata da un incendio nel 2011, è appena diventata mamma del suo secondo figlio: ecco la sua storia di coraggio.

C’è un prima e un dopo, come lei stessa racconta: “prima” è la vita di una ragazza australiana di 24 anni appassionata di corsa. Si chiama Turia Pitt, ha gambe veloci e una forte determinazione nel raggiungere le proprie mete.
Dopo è la storia di una giovane donna che ha fatto della propria drammatica esperienza il punto di partenza per trasmettere anche ad altri il coraggio e la forza di non arrendersi di fronte alle difficoltà.
Nel mezzo l’incidente che ha segnato indelebilmente quel prima e quel dopo e ha scolpito il corpo e la vita di Turia, che è nata nelle Hawaii e si è trasferita in Australia all’età di tre anni.
Nel 2011, a 24 anni, la mia vita è stata sconvolta. Mentre correvo l’ultra maratona di 100 km nell’entroterra australiano mi sono trovata davanti un vasto incendio fuori controllo. Intrappolata dalle fiamme, ho avuto ustioni sul 65% del mio corpo. Mi hanno trasportata fuori dal deserto in elicottero mezza morta, non ci si aspettava che sarei sopravvissuta. Ho perso sette dita, ho passato 6 mesi in ospedale, sono stata sottoposta a più di 200 operazioni e ho trascorso due anni in riabilitazione.
I medici, inizialmente, le avevano detto che non avrebbe più camminato, né tantomeno corso, e che, in generale, non sarebbe più stata indipendente. Ma non è stato così, racconta Turia:
A dispetto di tutto, ho sfidato ogni ostacolo e ho ricostruito la mia vita. Nel 2016 ho raggiunto un obiettivo che avevo dai primi giorni di riabilitazione: correre la mia prima Ironman, che mi ha insegnato ancora una volta che quando vogliamo davvero qualcosa possiamo raggiungerla.
Non si è “fermata” lì: è diventata una coach motivazionale, ha scritto diversi libri, vinto molti premi, ispirato molte persone a raggiungere i propri obiettivi. E, nel frattempo, è diventata mamma.
Due volte: dopo il primogenito Hakavai, che oggi ha 3 anni, a inizio febbraio Turia e il suo compagno dai tempi della scuola, Michael Hoskin, hanno annunciato la nascita pochi giorni fa del secondogenito Rahiti.
Visualizza questo post su InstagramMaeva i te ao nei! Welcome to the world Rahiti
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Quella di Turia è anche la storia di un amore: il marito ha lasciato il lavoro per starle vicino e aiutarla nel lungo percorso di riabilitazione. “Dopo l’incidente – ha raccontato Turia – ho dovuto imparare a camminare e a parlare, tutto da capo. Tutte le cose che avevo sempre dato per scontato in quel momento sembravano compiti impossibili. Ho imparato che tutti noi abbiamo questa forza innata, ma raramente abbiamo l’occasione di vedere quanto siamo incredibili”.
In alcune interviste Michael ha detto che Turia non vuole essere guardata “con compassione o dispiacere: sta solo vivendo la sua vita”.

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