'La maternità può essere più dura di quel che pensi' - GravidanzaOnLine

“Il congedo di maternità può essere più duro di quel che pensi”

La conduttrice della Bbc Emma Barnett ha raccontato come il congedo di maternità non sia stato idilliaco come si aspettava, e molte neomamme la pensano come lei.

Che il congedo di maternità sia e debba essere la parentesi più felice per una neomamma è una narrazione ricorrente. Si lasciano da parte impegni e preoccupazioni lavorative per dedicarsi totalmente al nuovo arrivato, in una bolla che apparentemente dovrebbe essere perfetta.

In realtà sono tante le donne ad aver denunciato una grande solitudine e forti difficoltà durante questo periodo. La BBC ha raccolto varie esperienze, tra cui quella della conduttrice Emma Barnett, tornata al lavoro dopo 8 mesi di maternità e che ha raccontato con onestà come non sia stato un periodo facile per lei.

Sono tornata a lavorare nel mio show – ha raccontato la conduttrice nella puntata dedicata del suo Emma Barnett Show andata in onda il 29 novembre – all’inizio di questo mese, presentando il mio spettacolo dal vivo ogni mercoledì e giovedì mattina, dopo poco più di otto mesi di congedo di maternità in seguito alla nascita del mio primo figlio. Avevo sempre pensato al congedo di maternità come un periodo d’oro e beato, soprattutto perché avevamo lottato per riuscire a concepire. Non fraintendetemi, ho avuto alcuni momenti meravigliosi e ho sentito forte il sostegno di amici vecchi e nuovi, oltre che della mia famiglia. È stato però duro da morire ed estremamente solitario.

L’esperienza di Emma è tutt’altro che rara. La BBC ha intervistato oltre 1.000 mamme che hanno fruito del congedo negli ultimi 10 anni e dai risultati è emerso che il 27% non ha goduto del periodo quanto si sarebbe immaginata, il 47% ha sofferto di solitudine, 2 su 5 hanno sentito nostalgia del lavoro e 1 su 5 ha sperato di tornare a lavorare prima del previsto.

Insomma, molte hanno vissuto con difficoltà l’isolamento forzato dei primi mesi, la quotidianità totalmente incentrata sulle cure del neonato, l’alienazione dall’ambiente lavorativo e sociale.

La mia giornata era diventata semplice sopravvivenza. Ricordo di aver prenotato un vaccino antinfluenzale e aver chiesto a mia madre di badare al bambino. Ho preparato il latte, la carrozzina con il cambio e mi sono precipitata all’appuntamento, solo per sentirmi dire che la stampante della farmacia non funzionava, quindi avrei dovuto prenotare e tornare un altro giorno. Nella mia vecchia vita sarebbe stato fastidioso. In questa nuova, impensabile. Mi sono sentita come se fossi l’unica al mondo a dover affrontare questo tipo di difficoltà.

Per molte madri tornare a lavoro non rappresenta dunque una fonte di stress o di preoccupazione, ma una vera boccata d’aria per rientrare in contatto con la vecchia vita, con i propri interessi e le proprie aspirazioni.

Le prime poche ore in ufficio, con una tazza di tè caldo, lontano dal prendersi cura di nostro figlio, hanno iniziato a farmi sentire di nuovo come me, pronta a rientrare nel mondo del lavoro. Personalmente l’ho trovato inestimabile.

Emma è tornata a tempo pieno al suo impiego di conduttrice dopo 8 mesi, scegliendo una strada ancora quasi sconosciuta in Italia, il congedo parentale condiviso con il marito. Una scelta ancora vista con sospetto, quasi con rimprovero, in una società in cui si ritiene che sia la donna l’unica responsabile del benessere dei propri figli, quella che più naturalmente dovrebbe sacrificare il proprio tempo e la propria carriera dopo la decisione di allargare la famiglia:

Questa disparità mette sotto pressione anche la coppia – ha dichiarato Emma – Si decide in due di avere un figlio, ma dopo la prima settimana o due sei tu da sola a passare ore con il bambino. Per molte coppie può nascere qui del risentimento. Non c’è nulla di personale nei confronti del tuo bambino. È giusto dire che ami lui o lei, ma che ancora non ti piace la tua nuova vita perché stai ancora superando il lutto per quella che non hai più.

Quando si parla di maternità e più nello specifico del ruolo genitoriale nel nuovo nucleo familiare, non esistono situazioni giuste e situazioni sbagliate. Ciò che è davvero importante è che ogni donna, nel complesso passaggio a madre, si senta libera di vivere ogni sensazione, anche quelle negative, senza sentirsi giudicata o in difetto. Che decida di lasciare il lavoro per dedicarsi interamente alla cura della famiglia o che voglia rientrare al lavoro il prima possibile, dovrebbe sentirsi supportata e incoraggiata ricordando sempre che sono genitori felici a rendere i figli felici.

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