Lo stress riduce la fertilità: lo studio della Boston University

Lo stress riduce le probabilità di concepire, secondo uno studio

Lo stress diminuirebbe la possibilità di concepire, secondo uno studio della Boston University School of Public Health che ha preso in esame più di 4.700 donne e 1.200 uomini.

Del rapporto tra stress e fertilità si discute da tempo. Un nuovo studio, condotto da un team della Boston University School of Public Health e apparso sull’American Journal of Epidemiology, sembrerebbe confermare la tesi secondo cui lo stress influisce negativamente sulla possibilità di concepir un figlio.

Il rapporto tra stress e fertilità è già stato indagato in diversi studi, che hanno analizzato se e quanto possa incidere, ad esempio, sullo sviluppo cognitivo del feto in gravidanza. Non solo: uno studio precedente, che si è concentrato sulla Procreazione medicalmente assistita, ha evidenziato, al contrario, come condizioni particolarmente stressanti non influirebbero sulla riuscita delle terapie di fecondazione assistita.

Diverso sarebbe quindi il caso della procreazione non assistita: i ricercatori sono partiti dai dati del Pregnancy Study Online (Presto) che tra il 2013 e il 2018 ha analizzato donne e uomini degli Stati Uniti e Canada in cerca di una gravidanza da almeno 12 mesi, per stabilire l’incidenza del fattore stress. Nello specifico, sono state prese in esame 4.769 donne e 1.272 uomini di età compresa tra 21 e 45 anni e senza pregressi problemi di fertilità.

È emerso che le donne con punteggi Pss (Perceived Stress Scale, livello di stress autopercepito) di almeno 25 avevano il 13% di possibilità in meno di rimanere incinte rispetto alle donne con punteggi Pss inferiori a 10. Ad avere punteggi più alti nella “scala dello stress” sono state poi le donne al di sotto dei 35 anni.

Sebbene il rapporto tra stress e fertilità venga considerato casuale nella maggior parte dei soggetti analizzati dallo studio, i ricercatori hanno individuato, tra le cause che portano all’abbassamento delle probabilità di concepire, la diminuzione dei rapporti sessuali e l’aumento dell’irregolarità del ciclo mestruale.

Ma non è solo lo stress femminile ad influenzare il concepimento. Dallo studio è emersa infatti una correlazione tra punteggio Pss dell’uomo e fertilità della coppia sebbene in misura minore rispetto allo stress femminile: i dati hanno infatti evidenziato che le coppie avevano il 25% in meno di probabilità di concepire quando il punteggio Pss maschile era inferiore a 10 e quello femminile superiore a 20.

Nessuna tesi risolutiva dunque, ma diverse prove a sostegno di questo studio, che ha avuto eco in diverse riviste e siti di settore. Il sito News-Medical.net ha analizzato il testo integrale dello studio e riportato le parole di Amelia Wasselink, che ne è l’autrice principale:

Sebbene questo studio non provi definitivamente che lo stress provoca l’infertilità, fornisce prove a sostegno della necessità di integrazione dell’assistenza sanitaria mentale nell’orientamento e nella cura delle coppie con problemi di infertilità.

Un’ipotesi che si inserisce in un dibattito ancora aperto, che dal concepimento passa alle possibili conseguenze sullo sviluppo del feto: c’è infatti chi sostiene che lo stress in gravidanza non solo non sia dannoso ma favorisca lo sviluppo fetale e la capacità del bambino di gestire situazioni complicate dopo la nascita e chi invece sostiene che può incidere negativamente sullo sviluppo cognitivo del bambino.

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