PMA: Lo stress non riduce le probabilità di gravidanza - GravidanzaOnLine

Lo stress non diminuisce le probabilità di successo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).

Lo ha verificato uno studio dell’Università di Cardiff, pubblicato sul British Medical Journal, che passando in rassegna 14 precedenti ricerche che hanno coinvolto 3.583 donne, smentisce l’idea che lo stress impedisca alle donne di restare incinte.

Negli studi esaminati, infatti, era stato valutato il livello di stress nelle donne all’inizio del trattamento e dopo un ciclo di riproduzione assistita, misurando anche l’ansia, la tensione e la depressione. In ogni studio era stata inoltre esaminata la probabilità di rimanere incinta prima dei trattamenti in vitro. In questo modo si è visto che lo stress non aveva effetti sulla possibilità di rimanere incinta.

È un mito comune che le donne stressate – spiega Jacky Boivin, coordinatore dello studio – intralcino la riuscita dei trattamenti di fertilità. Le donne che si sottopongono a queste tecniche non rimangono incinte presto, spesso perché si incolpano di essere agitate e più non rimangono incinte, più si stressano. Il che rinforza il mito“.

In ogni caso è importante che le donne non ignorino lo stress che sentono. “I trattamenti per la fertilità sono stressanti di per sé – continua – e le donne quindi non dovrebbero ignorare di essere stressate, perché ciò potrebbe portarle ad abbandonare le terapie. Circa un terzo delle coppie infatti interrompe i trattamenti presto, proprio per lo stress“.

Articolo originale pubblicato il 8 settembre 2016

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