Gravidanza e disturbi alimentari, i consigli per combattere un mostro invisibile

In Italia sono 3 milioni le persone che soffrono di disturbi alimentari. Di queste, il 95,9% sono donne. Cosa succede se a soffrirne sono le future mamme in attesa di un bebè? Uscirne è possibile, oggi ancor di più con la Giornata dedicata ai disordini alimentari.

Una gravidanza richiede alla donna in attesa molto sforzo fisico, emotivo e psicologico. Il corpo si modifica lentamente, si allarga facendo spazio ad una nuova vita che cresce e per quelle future mamme che soffrono di disturbi alimentari tutto questo può apparire spaventoso.

Mentre aumentare di peso è necessario per una gravidanza sana, per chi ha disturbi alimentari, dover prendere peso diventa un problema a cui non si può porre rimedio. Oggi, 15 marzo, il cielo si tinge di lilla – colore simbolo della Giornata dedicata ai disordini alimentari  – che vede l’impegno di molte associazioni sul territorio italiano pronte a sostenere chiunque volesse esprimere il proprio disagio con il cibo. Come spiegato anche dalla FIDA (Federazione Italiana Disturbi Alimentari):

Uscirne si può attraverso un percorso insieme.

Ma come affrontare questo “mostro” invisibile quando si è in gravidanza? Consigli e sostegno psicologico per le future mamme.

Disturbi alimentari in Italia: 3 milioni di malati

Mangiare pasti ben bilanciati e mantenere un peso sano per diversi mesi prima del concepimento e per l’intero corso della gestazione è importante per proteggere la salute della donna e del bambino.

All’apparenza questo è ben noto a tutte le future mamme in attesa ma, per coloro le quali soffrono di disturbi alimentari, mettere in pratica una sana e corretta alimentazione in gravidanza diventa un problema insormontabile.

I dati parlano chiaro, in Italia, sono quasi 3 milioni le persone che soffrono di questi disturbi:

  • 95,9% composto da donne;
  • 4,1% da uomini.

Il problema più grande di questi disturbi è comprendere a pieno l’entità e le conseguenze della malattia. Infatti, sono pochissime le persone che si rivolgono a professionisti per uscirne.

Con la pandemia da Covid-19 in corso, la situazione è anche peggiorata. A darne conferma uno studio pubblicato su Springer che vede l’aumento, nell’ultimo anno, di casi correlati a disturbi alimentari.

Fattori come l’aumento dell’ansia, dello stress, la perdita del lavoro e l’isolamento forzato hanno causato lo sviluppo del peggioramento dei sintomi legati alla malattia in soggetti già predisposti o nuovi.

Soffrire di disturbi quali anoressia, bulimia, obesità, binge eating comporta ripercussioni sulla salute fisica, psichica nonché conseguenze a livello sociale e relazionale. Cosa accade quando tutto questo avviene nel corso di una gravidanza?

Gravidanza e disturbi alimentari, i rischi per mamma e figlio

Gli psicologi e i professionisti del settore raccomandano alle donne che intendono concepire, di affrontare pensieri e comportamenti disordinati prima ancora di affrontare una gravidanza. Questo perché soffrire di disordini alimentari può portare dei rischi per la salute della futura mamma nonché del bambino.

  • Rischi per la mamma: cattiva alimentazione, disidratazione, irregolarità cardiache, diabete gestazionale, grave depressione durante la gravidanza, parto prematuro, complicazioni del travaglio, difficoltà di allattamento e depressione post parto.
  • Rischi per il bambino: scarso sviluppo, nascita di neonato prematuro, basso peso alla nascita, difficoltà respiratorie, difficoltà di alimentazione e altre complicazioni perinatali.

Come agiscono bulimia, anoressia e binge eating in gravidanza

I disturbi alimentari considerati tra i più importanti sono 3: anoressia, bulimia e binge eating, ovvero disturbo da alimentazione incontrollata. I rischi che questi disordini comportano alla donna che ne soffre durante la gravidanza sono diversi. Tra i più rilevanti:

  1. Anoressia nervosa: la futura mamma potrebbe non aumentare di peso a sufficienza durante la gravidanza. Rischiando di avere un bambino con un peso alla nascita basso e problemi di salute correlati.
  2. Bulimia nervosa: in coloro che soffrono di bulimia il rischio di disidratazione è molto elevato, così come squilibri chimici o persino problemi cardiaci.
  3. Binge eating: a differenza degli altri due disturbi, questo è spesso correlato all’aumento di peso, che durante una gravidanza può portare a un rischio maggiore di sviluppare ipertensione e diabete gestazionale.

Come affrontare il disturbo alimentare in gravidanza: i consigli degli esperti

La prima cosa da fare quando si sta per affrontare una gravidanza è l’essere onesti con se stessi e avere la consapevolezza che un problema esiste.

Affrontare la malattia parlandone con il medico di fiducia, il ginecologo e un psicoterapeuta è il primo passo per affrontare il disturbo alimentare. Di seguito alcuni consigli suggeriti dal sito Neda per affrontare la gravidanza in modo sano.

  • Consultare un nutrizionista esperto in disturbi alimentari prima e subito dopo la gravidanza: il nutrizionista creerà un piano alimentare sano e corretto che accompagnerà la donna in attesa durante i nove mesi di gestazione e anche dopo il parto.
  • I gruppi di sostegno durante e dopo la gravidanza possono aiutare la futura mamma a far fronte alle paure e ai disagi nei confronti del cibo, dell’aumento di peso, all’immagine del corpo e al nuovo ruolo genitoriale.
  • Il controllo del peso durante le visite mediche. Lasciare che il ginecologo controlli il peso è importante durante la gravidanza. Queste informazioni sono essenziali per monitorare la salute del bambino. Se si preferisce non monitorare l’aumento di peso, basterà chiedere al dottore di non voler conoscere l’aumento dei chili.
  • Mindflueness in gravidanza e movimento. Chiedere al proprio medico curante di sostenere un corso di rilassamento o fare attività fisica in gravidanza sarebbero un aiuto valido per affrontare la malattia e ritrovare il benessere psicofisico.

In occasione della giornata nazionale del “Fiocchetto Lilla”, simbolo della lotta contro i disturbi alimentari, dal 15 al 20 marzo, molte associazioni in tutta Italia, come il Pollicino onlus, offriranno una settimana di colloqui psicologi gratuiti per chi ne sentisse la necessità.

Risulta di vitale importanza per la cura una diagnosi precoce della malattia e un intervento tempestivo affidato a un team di medici specialisti per la salute psicofisica della mamma e del bambino.

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