Ansia in gravidanza: come gestirla e quali sono i rimedi e le terapie possibili

Contro i pregiudizi e gli imbarazzi occupiamoci dell'ansia che si può manifestare (o peggiorare) durante la gravidanza individuando dei consigli utili per affrontarla.

Solo in Italia circa 90.000 donne in gravidanza, con un’incidenza del 10-23%, sono colpite da ansia. Numeri importanti quelli riportati dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Fondazione ONDA) che denuncia come spesso il fenomeno dell’ansia in gravidanza sia sottodiagnosticato dai medici ma anche sottovalutato dalle stesse donne.

Una realtà, quindi, cui porre attenzione per aiutare chi ne soffre ad avere gli strumenti utili per affrontarla anche con l’obiettivo di superare stigma e tabù sociali relativi all’ansia e a qualsiasi disturbo non di natura prettamente fisica che trova nei pregiudizi sulla gravidanza un terreno particolarmente fertile.

Iniziamo con il definire che cos’è l’ansia, un termine spesso difficile da inquadrare anche perché ampiamente utilizzato. L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) definisce l’ansia in gravidanza come una sensazione di nervosismo e preoccupazione distinguendola però dal disturbo d’ansia generalizzata. La prima, infatti, riguarda sentimenti che è possibile considerare normale, non necessariamente patologici e relativi a quella specifica fase di vita, mentre il disturbo d’ansia generalizzato sono una condizione di salute mentale che si verifica quando questi sentimenti ostacolano e condizionano la vita quotidiana.

Il MSD (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) definisce l’ansia come uno stato emotivo stressante e spiacevole di malessere e nervosismo ed evidenzia come, ad oggi, le cause non siano ancora del tutto chiare. Aggiunge inoltre che spesso le persone che ne soffrono sperimentano sintomi fisici (come nausea e sudorazione) e/o emotivo-comportamentali (rabbia, evitamento, eccetera).

Quello dell’ansia è un disturbo che può interessare ogni fase della vita di una persona; già dall’infanzia con l’ansia da separazione, infatti, si può andare incontro a un fenomeno complesso e articolato che si può manifestare in diversi modi.

Ansia in gravidanza: da cosa può dipendere?

Identificare le cause dell’ansia in gravidanza può non essere semplice sia per la difficoltà di riconoscere queste condizioni sia perché spesso le ricerche scientifiche e gli studi condotti a riguardo, associano la sintomatologia ansiosa a quella depressiva. Il Journal of Mental Health and Clinical Psychology riferisce che l’ansia in gravidanza è una complicanza significativa che colpisce tra il 20% e il 40% delle gestanti. Le donne sono interessate dai disturbi dell’umore e dell’ansia durante tutta l’età fertile e con la gravidanza, questo tipo di difficoltà, può andare incontro ad un peggioramento. La gravidanza, quindi, è essa stessa una possibile causa di ansia tanto che la gestazione può esacerbare una condizione pre-esistente o favorirne un eventuale esordio. Va inoltre distinta l’ansia in gravidanza come disturbo a sé stante dall’ansia per la gravidanza in quanto si tratta di condizioni differenti.

Alcune ipotesi individuano nella preoccupazione per eventuali esiti infausti, sia materni che infantili, l’ansia per la gravidanza. Tra i fattori di rischio associati all’ansia sono da considerare i problemi che si possono verificare durante la gestazione (gravidanza a rischio) così come tutti quegli elementi fisici, biologici, ambientali (come stress, lavoro, preoccupazioni quotidiane), sociali (come l’assenza del supporto del partner o della famiglia) e psicologici che possono portare una donna a sviluppare condizioni d’ansia. Senza trascurare le condizioni economiche e professionali (reddito e occupazione) che possono, a loro volta, favorire l’insorgenza di eventuali disturbi.

Sono da considerare fattori di rischio anche circostanze quali l’aver subito un aborto spontaneo, avere un bambino con problemi di salute, avere un bambino con problemi di salute, aver subito traumi nell’infanzia o l’aver avuto problemi di salute in una precedente gravidanza.

Il travaglio e il parto, anche in donne che hanno una gravidanza fisiologica, possono essere altre cause per cui con il passare dei mesi e l’avvicinarsi della nascita del bambino si possa sperimentare ansia che può anche diventare, in particolari condizioni e situazioni, vera e propria fobia. In questo senso hanno un peso importante una bassa autostima, la mancanza di supporto, la paura del dolore e della solitudine, una precedente esperienza negativa e la presenza di condizioni mediche che anche prima del parto possono aver causato ansia.

Vanno infine considerati anche la fiducia che la partoriente ha nel sistema sanitario e nel personale medico che l’assiste durante il travaglio e il parto.

Come riconoscere l’ansia patologica

Il disturbo d’ansia generalizzato viene diagnosticato quando sono presenti per almeno sei mesi queste caratteristiche:

  • preoccupazione eccessiva
  • visione irrealistica dei problemi
  • irritabilità
  • manifestazione di sintomi fisici (nausea, mal di testa, tensione)

Essere preoccupate durante la gravidanza, ma anche della gravidanza e dei cambiamenti successivi all’arrivo del bambino è del tutto normale. L’ansia diventa patologica quando interferisce negativamente con lo svolgimento delle normali attività quotidiane generando un notevole disagio.

L’ansia si può manifestare in qualsiasi momento della gravidanza, ma l’Harvard Medical School riferisce che i tassi sono più alti nel primo trimestre, probabilmente per effetto dei cambiamenti ormonali (e della realizzazione del cambiamento in corso). I principali sintomi con cui si manifesta l’ansia in gravidanza sono: irritabilità, tensione muscolare, costante preoccupazione, difficoltà ad addormentarsi, battito cardiaco accelerato, vertigini, problemi di concentrazione, sensazione di paura e talvolta anche timore di uscire di casa.

Le conseguenze dell’ansia in gravidanza

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Fonte: iStock

All’ansia in gravidanza sono associati diversi esiti avversi sia per la donna che per il bambino. Uno dei principali, come confermato da diversi studi tra cui quello pubblicato dall’American Psychological Association, è quello di aumentare la percentuale di rischio di parto pretermine. Per il bambino possono presentarsi problemi di ritardo della crescita, basso peso alla nascita e/o limitazione della crescita intrauterina.

Ci sono poi rischi in termini di problemi emotivi e temperamentali nei figli con talvolta una scarsa regolazione dell’attenzione. L’ansia materna, come riportato dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Fondazione ONDA), può causare anche problemi di attaccamento, rendendo più difficile per le mamme rispondere ai bisogni emotivi dei propri figli in maniera sana e adeguata.

Un’ansia sottovaluta o ignorata, quindi non trattata, aumenta il rischio di depressione post-partum e di problemi relazionali anche con il proprio partner.

Rimedi, cure e terapie

Il ricorso a una terapia farmacologica è ad oggi ancora spesso precluso per gli effetti teratogeni di alcuni farmaci benché gli studi oggi ci rassicurino rispetto al fatto che ci sono farmaci compatibili sia con la gravidanza che in seguito con l’allattamento. Le possibilità mediche vanno dai gruppi di supporto alla psicoterapia al fine di lavorare ad un percorso mirato con il quale ridurre l’impatto delle conseguenze invalidanti dell’ansia, portare a termine nel migliore dei modi la gravidanza e avere un aiuto professionale cui fare riferimento anche nel periodo del puerperio nel quale si possono innescare altri fattori di rischio che potrebbero avere effetti critici e negativi.

5 consigli per vivere la gravidanza in serenità

1. Consapevolezza e dignità

Soffrire d’ansia non è una colpa. È difficile spiegarlo a chi considera i disturbi e le condizioni mentali ed emotive meno importanti di quelle fisiche, ma questi sono giudizi sbagliati e infondati frutto dell’ignoranza e del pregiudizio. Per quanto difficile è importante concentrarsi su sé stesse, la propria gravidanza e le cose positive della propria vita maturando la consapevolezza e il rispetto della propria dignità che, anche in un contesto di fragilità come quello causato dall’ansia, è sempre un valore assoluto da perseguire.

2. Prenditi cura del sonno

Un aspetto importante cui prestare attenzione è quello del sonno, specialmente quello notturno. Riposare poco o male innesca un circolo vizioso che rende l’ansia ancora più forte e opprimente. Trovare tutte le misure (cuscini adatti, routine del sonno, eccetera) adatte per migliorare il sonno si rivela utile anche contro l’ansia.

3. L’importanza dell’esercizio fisico

L’esercizio fisico è un alleato prezioso in gravidanza anche come terapia dall’ansia. Oltre ad assicurare una serie di benefici fisici l’attività fisica aiuta a scaricare le tensioni offrendo un beneficio duraturo con il quale ridurre l’intensità dell’ansia e trovare sollievo e tranquillità.

4. Rilassarsi in ogni modo possibile

Se l’ansia genera tensione ecco che ogni forma di relax può essere utile per ridurne l’intensità. Dallo yoga ai massaggi passando per le tecniche di respirazione e meditazione fino alla cura del tempo libero. La gravidanza è una realtà che per molti aspetti monopolizza la donna che ha quindi bisogno di ritagliarsi del tempo per fare le cose che più le piacciono e la distraggano così da non rimanere schiacciata dal peso delle preoccupazioni.

5. Condivisione e responsabilità

Molto importante è anche il circondarsi di persone di fiducia. Non necessariamente tante, ma un numero sufficiente per poter trascorrere le proprie giornate nella libertà di non essere sempre impeccabili e avere anche momenti di debolezza. Dal partner agli amici passando per i familiari; circondarsi di persone con le quali trascorrere del tempo sano e positivo, o con le quali condividere le proprie ansie e preoccupazioni, è una scelta da non sottovalutare anche per evitare il rischio di isolarsi e peggiorare così le conseguenze negative dell’ansia.

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