La vera storia della Festa della Mamma (e le curiosità da conoscere)

L'appuntamento nel quale si celebra l'amore materno non è solo una ricorrenza durante il quale si regalano i fiori. La sua origine nasce da Anna Jarvis e dalla sua lotta per contrastare la guerra civile negli anni '20.

La seconda domenica di maggio si celebra la Festa della Mamma. Un evento importantissimo riconosciuto in molti paesi del mondo e che ha origini molto antiche. Sulle origini di questa ricorrenza non ci si è soffermati spesso ma la sua storia, quella vera, nasce da una guerra.

Questa, è una delle molte curiosità poco conosciute sulla giornata dedicata alle mamme. Nell’era moderna si tende a trascorrere questo giorno con la propria madre alla quale si fa un regalo accompagnato da un mazzo di fiori (sempre molo gradito).

Ma cosa si cela dietro questa ricorrenza? Scopriamolo con le 5 curiosità da conoscere sulle sue origini.

Festa della Mamma: una festa che nasce dalla guerra

È ad Anna Jarvis che viene spesso attribuito il merito di aver fondato la festa della mamma negli Stati Uniti. Ma pochi conoscono la particolarità per cui questo evento è nato.

La festa della mamma è sorta come movimento contro la guerra nel XIX secolo. Era un modo per promuovere l’unità globale dopo gli orrori della guerra civile americana e della guerra franco-prussiana in Europa.

Anna Jarvis contribuì a creare il “club di lavoro per la festa della mamma” per insegnare alle donne locali come prendersi cura dei propri figli in modo adeguato. Questi club divennero, successivamente, una forza unificante tra le regioni americane colpite e devastate dalla guerra civile.

Sulla scena unificatrice della festa della mamma, seguì la collaborazione di un’altra attivista politica, la suffragetta Julia Ward Howe, la quale nel 1970, scrisse la “Proclamazione della festa della mamma“, un invito all’azione che chiedeva alle madri di unirsi per promuovere la pace nel mondo. 

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5 curiosità da conoscere sulla Festa della Mamma

Una delle prime curiosità che aleggiano intorno la festa della mamma riguarda, ancora una volta, le sue origini.

1. Il fondatore delle festa della mamma fu un uomo

Sembrerebbe che il primo “fondatore” della ricorrenza sia stato uomo, Frank Hering, ex allenatore di calcio e membro della facoltà dell’Università di Notre Dame che, ancora prima della Jarvis, abbia pensato di dedicare una giornata intera alla celebrazione della mamma. Come spiegato dalla rivista National Geographic:

Nel 1904 Hering sollecitò un raduno a Indianapolis del Fraternal Order of Eagles a sostenere “la messa da parte di un giorno all’anno come memoriale nazionale alla memoria delle madri e della maternità”. Oggi l’organizzazione dichiara ancora Hering and the Eagles come i veri fondatori della festa della mamma.

Ovviamente, alla “madre”, Anna Jarvis non piacque l’idea che la ricorrenza avesse un “padre” come fondatore, e negli anni ’20 affermò con forza come Haring fosse stato solo un rapitore della festa della mamma.

2. Il Francobollo della festa della mamma del presidente Roosevelt

Nel 1934, l’allora presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt, sembrerebbe aver fatto creare appositamente per la festa della mamma un francobollo a sigillare l’evento.

Sul francobollo è rappresentata una donna che tiene in mano un poster che mostra proprio il timbro della festa in questione. Il disegno stesso fu realizzato da Roosevelt in persona per l’occasione. Questo confermerebbe che Woodrow Wilson non è stato l’unico presidente a mettere il suo timbro sulla festa della mamma come, invece, si pensava.

3. Anna Jarvis non permetteva che si raccogliessero fondi per la ricorrenza

Altra “strana” curiosità legata alla festa della mamma riguarda la sua fondatrice, Anna Jarvis, la quale odiava che nella giornata dedicata alle madri si raccogliessero dei fondi destinati alle vacanze.

Sebbene, sin dai primi anni della festa della mamma, alcuni gruppi avessero accolto la festa come un’opportunità per raccogliere fondi per varie cause di beneficenza, comprese le madri bisognose, la Jarvis non ne sopportava l’idea e definiva gli enti di beneficenza con l’appellativo: “pirati cristiani”.

Il motivo alla base di questo suo risentimento era dipeso dal fatto che nei giorni precedenti alle organizzazioni di beneficenza, non si fidava delle raccolte di fondi per consegnare i soldi alle persone che avrebbe dovuto aiutare. Aveva l’idea che i profittatori usassero la giornata solo come un altro modo per fare soldi.

4. Le battaglie di affidamento durante la festa della mamma

Anna Jarvis ha sempre considerato la festa della mamma una sua proprietà intellettuale e legale e come tale ha sempre difeso a spada tratta la giornata dedicata alle mamme da possibili truffatori e da tutto ciò che si discostava dai motivi per il quale fosse nata la festa stessa.

Per “difendere” la ricorrenza, negli anni avvenire, la Jarvis pensò bene di scrivere, attraverso la divulgazione di alcuni comunicati stampa della Mother’s Day International Association:

Qualsiasi ente di beneficenza, istituzione, ospedale, organizzazione o azienda che utilizza nomi, lavoro, emblema o celebrazione della Festa della mamma per ottenere denaro, fare vendite o su moduli stampati dovrebbe essere tenuto come impostori dalle autorità competenti e riferiti a questa associazione.

5. Il fiore simbolo dedicato alla mamma era il garofano bianco

L’usanza storica di regalare un mazzo di fiori nel giorno dedicato alla mamma è arrivata sino ai giorni nostri in varie declinazioni. Ma, il vero fiore, quello che Anna Jarvis, era solita regalare alla madre nel giorno dell’evento a lei dedicato, era un garofano bianco.

In un’intervista che la stessa Anna rilasciò nel 1927, spiega la motivazione della scelta del garofano bianco:

Il garofano non lascia cadere i suoi petali, ma li abbraccia al suo cuore mentre muore, e così anche le madri abbracciano i loro figli al loro cuore, la loro madre ama non morire mai.

Anche se oggi molte persone non conoscono la vera storia legata al fiore originale, rimane nell’intendo puro, quello di regalare il fiore preferito dalla propria mamma. Un gesto d’amore e di rispetto personalizzato che esprime tutto l’affetto dei figli. Ed è giusto che sia così.

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