I casi di bambini affetti da Covid nell’ultimo periodo sono aumentati esponenzialmente facendo allertare pediatri e specialisti di fama mondiale. Il Prof. Marcello Lanari – direttore del pronto soccorso pediatrico del Sant’Orsola –  ha dichiarato in un’intervista a Repubblica, come il rischio per i bambini con Covid sussista anche dopo la loro guarigione. Stanno infatti aumentando i ricoveri per Mis-C.

Scopriamo cos’è la Mis-C (sindrome di infiammazione multisistemica) che colpisce i piccoli pazienti in età pediatrica e quali sono i rischi anche a distanza di anni.

Covid e bambini: il rischio è anche dopo. Cos’è la Mis-C

Con l’avanzata del Covid molti bambini affetti dal virus incappano anche nella Mis-C, ovvero la sindrome infiammatoria multisistemica. Una condizione che, in alcuni casi, può anche risultare grave e richiedere l’ospedalizzazione dei minori.

Il pediatra Marcello Lanari, in riferimento proprio alla Mis-C e alla sua comparsa anche postuma al Covid, dichiara:

La Mis-C può insorgere da 4 a 6 settimane dopo il Covid, anche asintomatico.

Per queste ragioni è fondamentale che il bimbo sia protetto dal Covid con vaccinazione. La Mis-C rappresenta una risposta iper infiammatoria derivante dal contatto con alcuni virus, in modo particolare con il Covid-19. I bambini colpiti, hanno un’età media di circa 8 anni e presentano sintomi quali:

  • febbre alta e prolungata;
  • alterazioni cutanee;
  • mucositi;
  • congiuntiviti.

La causa scatenante di tale sindrome infiammatoria è rappresentata da uno stimolo esogeno di natura virale, ovvero il virus Sars-CoV-2. C’è da specificare che esistono anche altre cause multifattoriali che legano la Mis-C alla sua insorgenza nel bimbo come un predisposizione genetica.

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Uno dei rischi del Covid nei bambini è la Mis-C

Uno dei principali rischi per i bambini che vengono a contatto con il Covid-19 è la sindrome infiammatoria multisistemica (Mis-C). Da inizio pandemia sino allo scorso maggio, i casi confermati di Mis-C sulla base dei criteri diagnostici sono stati 150.

In merito alla sindrome infiammatoria multisistemica i cui sintomi, spesso, vengono confusi con la sindrome di Kawasaki, è stato pubblicato anche uno studio multicentrico nazionale, a cui hanno partecipato circa 40 pediatrie italiane.

Durante il corso della pandemia si sono raccolti ben 239 casi di Mis-C in tutta Italia. Grazie allo studio, pediatri e scienziati hanno così potuto profilare meglio i bambini colpiti da Mis-C e capire le differenze rispetto alla sindrome di Kawasaki.

Le conseguenze della sindrome infiammatoria multisistemica

La Mis-C è abbastanza temibile perché si sviluppa nel giro di poche ore e, in altrettante poche ore, la malattia può coinvolgere diversi organi quali:

  • polmoni;
  • cuore;
  • cervello.

In alcuni casi il bimbo che presenta una forma grave di Mis-C, arriva così a necessitare addirittura di un ricovero in terapia intensiva neonatale (TIN).

Ma le conseguenze della Mis-C sono anche successive all’infezione da Covid. Infatti, i bambini affetti da sindrome infiammatoria multisistemica, anche a distanza di anni, possono riportare cicatrici nell’organismo.

Per esempio, a livello del muscolo cardiaco si può arrivare addirittura alla compromissione della funzione cardiaca per tutta la vita del piccolo paziente. Per arginare possibili complicanze future, i dottori consigliano dopo l’esordio della Mis-C, una valutazione attenta attraverso la ripetizione di alcuni esami anche a 2, 4 e 6 settimane di distanza, proseguendo e approfondendo anche dopo per quei bambini che mostrano un problema cardiaco persistente.

Come specificato anche dal Dott. Andrea Taddio, pediatra dell’Irccs “Burlo Garofolo” di Trieste:

I bambini, se trattati in maniera idonea e tempestiva, dopo una degenza media di una settimana, tornano a stare bene senza presentare esiti negativi. Dati di follow up dopo 4-6 mesi dalla dimissione ce lo confermano.

I bambini che dovessero aver presentato un interessamento cardiaco devono astenersi dall’attività fisica per almeno 6 mesi. La Mis-C è una malattia molto rara che, tuttavia, pensiamo possa essere prevenuta grazie al vaccino anti-Covid.

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  • Bambino (1-6 anni)