Congedo di maternità, al lavoro fino al nono mese - GravidanzaOnLine

Cambia il congedo di maternità, al lavoro fino al nono mese di gravidanza

Approvato un emendamento alla Legge di Bilancio che prevede la possibilità per le lavoratrici di entrare in congedo dopo la nascita del bambino.

Si potrà continuare a lavorare anche fino al nono mese di gravidanza, se il medico non lo sconsiglia. È la novità introdotta con un emendamento presentato dalla Lega alla Legge di Bilancio con cui si modifica il congedo di maternità obbligatorio inserendo la possibilità per le future mamme di iniziare i cinque mesi di congedo dopo il parto, se lo vogliono.

Ad oggi infatti il congedo di maternità obbligatorio prevede che le donne incinte inizino il congedo all’ottavo mese di gravidanza e proseguano poi fino ai tre mesi dopo il parto. (In seguito è possibile richiedere il congedo di maternità facoltativo).

Secondo quanto prevede il nuovo testo approvato dalla Commisione Bilancio, invece, le lavoratrici potranno prolungare il periodo lavorativo fino alla prossimità del parto. In questo modo, spiega il testo – come riporta Tpi

è riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

In definitiva, la donna potrà scegliere se usufruire del congedo prima della nascita del bambino oppure dopo, ma spetterà comunque al medico dare il proprio parere sull’eventuale prolungamento dell’attività lavorativa fino al parto.

Il testo definitivo che sarà votato nelle prossime ore dalla Camera contiene anche novità e aggiustamenti rispetto alla manovra iniziale, che aveva scatenato le polemiche perché “dimenticava” alcune delle misure più importanti per le famiglie: il bonus nido (cioè la quota annuale per l’iscrizione dei bambini all’asilo nido) aumenta da 1.000 a 1.500 euro fino al 2021. Anche il congedo di paternità viene confermato e prorogato di un giorno supplementare, arrivando così a 5 giorni.

Confermato poi lo stanziamento di un milione di euro come incentivi alle famiglie per dotarsi dei seggiolini anti-abbandono, che saranno obbligatori dal prossimo anno.

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